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24 settembre 2026

Cresce la spesa in R&S, incrementi della spesa e degli addetti più sostenuti nelle Università

Nel 2024, 5,6% della spesa in R&S in più a prezzi correnti rispetto all’anno precedente.

La crescita interessa tutti i settori istituzionali, con un incremento più marcato nelle Università (+13,4%). La spesa in R&S nelle istituzioni pubbliche aumenta del 4,7%, mentre nelle imprese cresce del 2,4%.

L’incremento della spesa delle imprese è sostenuto solo dalle grandi (+6,4%) mentre continua a ridursi la spesa delle piccole (-13,7%), e di quelle di media dimensione (-5,2%).

L’aumento della spesa in R&S è diffuso a livello territoriale, con punte massime nel Sud (+8,9%), seguito dal Nord-est (+6,6%). I dati preliminari segnalano per il 2025 una riduzione della spesa in R&S delle imprese (-2,6% rispetto al 2024). Al contrario, per le istituzioni pubbliche (+6,2%) e per le istituzioni private non profit (+6,4%) le stime evidenziano un aumento.

1,40%

L’incidenza della spesa per R&S intra-muros sul Pil nel 2024 0,79% l’incidenza sul Pil della spesa delle imprese

48,3%

La quota di spesa in R&S intra-muros finanziata dalle imprese nel 2024 38,6% la quota finanziata dalle istituzioni pubbliche

+5,4%

L’aumento dei ricercatori (in unità equivalenti a tempo pieno) nel 2024 +15,3% nelle Università e +7,5% nelle istituzioni pubbliche

Le imprese restano il principale motore ma cresce il ruolo delle Università

Nel 2024 la spesa del settore privato (imprese e non profit) si conferma la principale componente della spesa in R&S intra-muros (58,4%). Le imprese hanno investito circa 18 miliardi di euro con un peso pari al 56,6% della spesa totale, in leggera diminuzione rispetto all’anno precedente (-1,8 punti percentuali). Le Università, con il 26,9% della spesa complessiva rappresentano l’attore più importante della R&S dopo le imprese e partecipano alla spesa totale del 2024 con una quota in aumento (+1,9 punti percentuali rispetto al 2023). Il contributo del settore pubblico e del non profit resta stabile rispetto al 2023, rispettivamente con il 14,7% e l’1,8% della spesa totale.

Con riferimento alle fonti di finanziamento, le imprese finanziano la maggior parte della spesa in R&S
(circa 15 miliardi pari al 48,3% dei finanziamenti complessivi). Seguono il settore delle istituzioni pubbliche (38,6%; circa 12 miliardi) e i finanziatori stranieri (10,7%; circa 3,3 miliardi). Rispetto al 2023, i finanziamenti delle imprese restano pressoché invariati, mentre aumentano del 10,6% i finanziamenti delle istituzioni pubbliche e del 15,2% quelli esteri.

L’autofinanziamento si conferma la fonte principale della spesa per R&S nelle istituzioni pubbliche, che finanziano l’87,8% della spesa del proprio settore, e nelle imprese nazionali che si autofinanziano per l’81,5% (Figura 1). Per converso, la spesa in R&S delle Università è finanziata per l’81,1% dal settore pubblico che sostiene anche il 46,6% di quella del settore non profit.

Nelle imprese, rispetto al 2023, si riduce l’autofinanziamento (-2,5 punti percentuali), mentre aumentano i finanziamenti esteri (+1,6 punti percentuali) e pubblici (+0,8 punti percentuali). L’autofinanziamento rappresenta per le imprese la principale modalità di finanziamento a prescindere dalla fascia dimensionale. Le altre due principali modalità di finanziamento presentano un diverso rilievo nelle piccole e nelle grandi imprese: i finanziamenti pubblici sono relativamente maggiori nelle piccole imprese (8,5% contro il 5,2% delle grandi), mentre il contributo fornito dai soggetti stranieri risulta più importante nelle grandi imprese (14,5% contro il 10,2% delle piccole).

La spesa in R&S si concentra sempre più nelle grandi imprese e nelle multinazionali

L’aumento della spesa in R&S nelle imprese nel 2024 mostra una crescente polarizzazione a favore delle grandi imprese (+6,4%), di solito le più solide e strutturate, mentre le PMI hanno registrato un forte rallentamento (-13,7% le piccole con meno di 50 addetti, -5,2% le imprese di media dimensione).

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(Foto da Unsplash)
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