INTERROGAZIONE N. 509/C-6 | Consiglio regionale della Sardegna

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CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 509/C-6

INTERROGAZIONE TRUZZU – PIGA – CERA – FLORIS – MASALA – MULA – MELONI Corrado – RUBIU – SORGIA – USAI, in merito al recente trasferimento dei detenuti sottoposti al regime del 41-bis nelle strutture carcerarie dell’Isola e alla stima dei costi aggiuntivi a carico della sanità regionale e alle interlocuzioni operative con il Governo per il ristoro delle relative risorse finanziarie.

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I sottoscritti,

PREMESSO che:
– nelle scorse settimane si è dato avvio al trasferimento di un contingente di detenuti sottoposti al regime di carcere duro di cui all’articolo 41-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), e successive modifiche ed integrazioni, negli istituti penitenziari della Sardegna (in particolare presso la struttura di Uta), con l’arrivo di circa novanta detenuti secondo le fonti dei media locali;
– nel carcere di “Bancali” a Sassari erano già reclusi ottantotto detenuti sottoposti al regime di carcere duro di cui all’articolo 41-bis della legge n. 354 del 1975, mentre altri sei risultano reclusi a Nuoro, nel carcere di “Badu ‘e Carros”;
– la presa in carico medica di detenuti sottoposti a regime speciale ad alta sicurezza richiede un corrispondente impiego di risorse sanitarie, medici specialisti, operatori sanitari, presidi diagnostici e piantonamenti protetti presso i presidi ospedalieri del territorio;
– dal 2008 la competenza sulla salute dei detenuti è passata dal Ministero della giustizia al Ministero della salute e pertanto l’impegno finanziario per garantire la presa in carico dei detenuti è coperto in parte dal fondo sanitario nazionale e in parte dal fondo sanitario regionale;

CONSIDERATO che:
– la quota destinata alla Sardegna per la sanità penitenziaria dal fondo nazionale sanitario è pari a circa sette milioni di euro, mentre il fondo sanitario regionale, anche a seguito dell’ultima variazione di bilancio si aggira intorno ai cinque miliardi euro;
– le altre Regioni nel corso degli anni hanno provveduto ad effettuare investimenti strutturali sulla sanità penitenziaria, in particolare per dotare i principali presidi ospedalieri del territorio di strutture sanitarie ad hoc destinate all’uso esclusivo dei detenuti;
– in Sardegna sembrerebbe che l’unico reparto detentivo attualmente operativo sia quello di Sas-sari, presso l’Ospedale Santissima Annunziata, mentre il Sud Sardegna è sprovvisto di un apposito reparto ad hoc;

VALUTATO che:
– già nel febbraio 2025 l’allora Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale della Giunta Todde, Armando Bartolazzi, annunciava, dopo anni di attesa, la nascita del reparto per detenuti presso l’Ospedale Santissima Trinità di Cagliari, dichiarando che finalmente si davano “risposte a paziente e operatori del settore penitenziario”;
– a gennaio 2026, nonostante gli annunci, il reparto del Santissima Trinità risultava ancora inesistente, tanto da spingere il garante dei detenuti della Città metropolitana di Cagliari, Gianni Loy, a sollecitare la Presidente e Assessore ad interim della sanità la governatrice a sbloccare le risorse necessarie per il ripristino dei locali destinati al reparto dedicato alla detenzione proprio del Santissima Trinità;
– più volte, anche recentemente, le organizzazioni sindacali (OO.SS.) del settore sanitario e del settore penitenziario hanno richiesto, con note ufficiali, alla Presidente della Giunta e Assessore ad interim della sanità di attivarsi per la realizzazione del reparto detentivo presso l’Ospedale Santissima Trinità di Cagliari, al fine di garantire la sicurezza dei pazienti, dei detenuti, del personale sanitario e degli operatori penitenziari;
– la realizzazione del reparto detentivo presso l’Ospedale Santissima Trinità di Cagliari, oltre ad aumentare la sicurezza e garantire una migliore assistenza ai detenuti, consentirebbe anche di ridurre i costi sostenuti dall’amministrazione penitenziaria statale;

APPURATO che:
– la stessa Presidente della Regione, onorevole Alessandra Todde, nonché Assessore ad interim della sanità, ha denunciato a mezzo stampa che la decisione da parte del Governo di trasferire ulteriori novanta detenuti circa, sottoposti al regime di carcere duro di cui all’articolo 41-bis della legge n. 354 del 1975, negli istituti penitenziari della Sardegna comporterà rilevanti e imprevisti costi supplementari per le casse della Regione e per il sistema sanitario sardo;
– la Regione già si faceva carico dei costi sanitari relativi ad altrettanti detenuti sottoposti al regime di carcere duro di cui all’articolo 41-bis della legge n. 354 del 1975 negli altri istituti penitenziari dell’Isola, anche utilizzando la quota parte delle risorse derivanti dal fondo sanitario nazionale;
– le cronache di questi giorni riportano costantemente notizie di una costante riduzione del personale sanitario che opera presso gli istituti di pena, con crescenti difficoltà per garantire l’adeguata assistenza sanitaria ai soggetti detenuti presso gli istituti isolani,

chiedono di interrogare la Presidente della Regione e Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale per sapere:
1) a quanto ammonti la stima formale, analitica e concreta elaborata dagli uffici dell’Assessorato competente in materia di sanità dei costi aggiuntivi che graveranno sul bilancio della Regione per garantire l’assistenza sanitaria penitenziaria e ospedaliera ai detenuti sottoposti al regime di carcere duro di cui all’articolo 41-bis della legge n. 354 del 1975 recentemente trasferiti nell’Isola;
2) quali siano gli adeguamenti delle piante organiche dei medici, degli infermieri e degli altri operatori sanitari che ogni singola azienda sanitaria deve sostenere per poter affrontare il maggior carico generato dai detenuti sottoposti al regime di carcere duro di cui all’articolo 41-bis della legge n. 354 del 1975, recentemente trasferiti in Sardegna;
3) se la Presidente e la Giunta abbiano già aperto un tavolo formale di confronto o avviato interlocuzioni dirette con il Ministero della giustizia, il Ministero della salute e il Ministero dell’economia e delle finanze per richiedere un opportuno ristoro finanziario o per valutare altre misure compensative;
4) quali siano le azioni messe in campo dall’Assessore ad interim della sanità per la realizzazione del reparto detentivo presso l’Ospedale Santissima Trinità di Cagliari, annunciato già a gennaio 2025 dalla Giunta regionale e a oggi non ancora realizzato;
5) quando si pensa di poter aprire il reparto detentivo presso l’Ospedale Santissima Trinità di Cagliari destinato ai detenuti sottoposti al regime di carcere duro di cui all’articolo 41-bis della legge n. 354 del 1975 negli istituti penitenziari della Sardegna, anche al fine di garantire la sicurezza dei pazienti, dei detenuti, del personale sanitario e degli operatori penitenziari;
6) se e come intende affrontare il problema della progressiva riduzione del personale sanitario che opera presso gli istituti di pena della Sardegna.

Cagliari, 23 settembre 2026

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Massimo Loi