Tutta un'altra musica | Rizzoli Education

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Qualche tempo fa ho letto questa frase che da allora mi interroga:

“Quali sono le storie che ci raccontiamo nei tempi bui?”.

Come scegliere il punto di vista da proporre ai giovani lettori?

Risposta complicata. Si può optare per romanzi che raccontino la catastrofe, imminente, futuribile o già presente che sia, per esempio i tanti distopici che negli ultimi anni sono stati un po’ frettolosamente accantonati. Ed è un’ottima soluzione: provare a risvegliare una consapevolezza di ciò che potrebbe accadere un giorno più o meno vicino attraverso storie avvincenti, avventurose e coinvolgenti al punto giusto è una ricetta che potrebbe dare frutti. 

Magari la storia di un gruppo di adolescenti, una banda che lotta contro la prepotenza e la stupidità del potere che approfitta della catastrofe sociale per imporre regole nevrotiche e liberticide. 

Oppure una storia di fantascienza, questa sconosciuta nei libri per ragazzi. La sempre più pervasiva presenza della AI o i futuri e forse inevitabili viaggi spaziali per trovare altri pianeti abitabili.

Oppure c’è Francesca Bonafini.  

La sua ricetta è tanto semplice quanto fuori dal comune. 

Cosa c’è di più rivoluzionario e scandaloso di offrire ai giovani lettori, nonostante i tempi bui, la tensione verso un futuro fatto di meraviglia, consapevolezza, stupore? Cosa c’è di più entusiasmante della Bellezza?

Bonafini racconta una caccia al tesoro, quattro mappe, una per ognuno dei quattro protagonisti del romanzo “La strada ti chiama” (Sinnos, 2022) in cui il lettore trova un gruppo di amici nel momento cruciale dell’adolescenza: Dimitrios, di origini greche, ama le ragazze… tutte le ragazze; Oliver invece una sola, ma davvero tanto, lui appassionato di natura (ha composto il suo primo erbario e conosce i nomi di tutti gli alberi); Leonardo si ispira alla filosofia, perché ha scoperto che nei libri ci sono tante risposte, “il problema è che nei libri ci sono anche tante domande. Anzi, ci sono più domande che risposte.” E poi c’è Yves, quello strano a cui piace la musica classica, il ragazzo dalla voce prodigiosa, che però fa tanto ridere i suoi nuovi amici.

La storia si svolge negli anni Settanta del Novecento. I quattro ragazzi sono figli di immigrati arrivati in Canada, a Toronto, in cerca di una nuova vita e di opportunità. Amano incontrarsi per strada per giocare a hockey, così per stare insieme e disquisire sui significati della vita.

Sono chiamati a trovare un proprio posto nel mondo, ognuno in cerca della propria strada. È difficile disegnare la propria mappa del tesoro quando sei ancora bruco e non sai quale farfalla diventerai.

Scoprendo e attraversando le loro riflessioni e i loro lucidi, splendidi dialoghi di quattordicenni il lettore ha come la sensazione che per i quattro il meglio stia per arrivare. In questa storia si respira la fiducia di ragazzi proiettati alla scoperta di un mondo che sta viaggiando verso un futuro migliore, più giusto, senza guerre, più accogliente. E più che la scoperta della bellezza, è la loro ricerca e il loro slancio ad appassionare. Questo è il grande pregio della ricetta di Bonafini.

La quinta protagonista del romanzo è senza dubbio la Musica: Mahler, Bach, Puccini, Brahms, Handel ma anche il pianista canadese Glenn Gould con le sue celeberrime Variazioni Goldberg si susseguono in una playlist di qualità elevatissima e raffinata: una musica apparentemente lontana dagli adolescenti, specialmente quelli di oggi, ma capace di far vivere anche solo per un attimo l’intensità della vita, una luce rara e magica. Come racconta Oliver:

“Prima di imbattermi in Yves, non avevo mai ascoltato con attenzione la musica. Nessuno mi aveva mai fatto capire quanto può essere commovente il timbro corposo e profondo del violoncello, e carezzevole la levità del flauto, ed entusiasmante l’esuberanza del clarinetto, e celestiale la delicatezza dell’arpa. Non sapevo che un oboe o un corno potessero evocare lontananze e farmi sognare, e che un pianoforte fosse cristallo in grado di toccare le mie corde più segrete. Nessuno, prima d’ora, mi aveva accompagnato oltre la soglia di quell’universo infinito, complesso, affascinante, inesplicabile che si chiama musica.”

E ancora

“Grazie a Yves ho scoperto che talvolta la meraviglia è invisibile, e che può trafiggermi attraverso l’udito. Se non fosse per lui, la musica mi sarebbe sfuggita.”

E alla fine, questo tesoro, l’hanno trovato? Ciascuno il suo? I sogni di un adolescente si possono avverare? Chissà. Ma, in fondo, questi quattro ragazzi restano nella mente del lettore per la loro perseveranza, umiltà e fiducia in un mondo “che sia terra feconda, e che non smetta mai di fiorire o quantomeno provare a fiorire.”

Per approfondire: La strada ti chiama, Francesca Bonafini – Sinnos (2022)

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Andrea Padovan