Anche se oggetto di miti e semplificazioni estreme, c’è una base di verità nella “legge dell’attrazione”: in base al nostro modo di essere, attiriamo eventi o persone simili a noi. Ecco allora come possiamo favorire situazioni positive
di Vita e Salute
L’ha resa famosa il libro best-seller di Rhonda Byrne The Secret, da cui è stato tratto l’omonimo film: la teoria della “legge dell’attrazione”, la quale afferma che “tutto quello che è entrato nella nostra vita è stato in realtà attratto da noi attraverso i nostri pensieri”. Secondo questa prospettiva la nostra esistenza sarebbe come un magnete. Così come una calamita ha la proprietà di attrarre a sé oggetti ferromagnetici, allo stesso modo noi abbiamo la capacità di attirare eventi, situazioni, persone alle quali la nostra mente si è più focalizzata. Una “legge” che di fatto è stata veicolata con molte semplificazioni e facilonerie.
Che c’è di vero? Consideriamo alcune tra le ricerche più autorevoli.
La profezia che si autorealizza
Il professor Rosenthal, insieme ai suoi collaboratori, fece un interessante esperimento nel 1965 per indagare l’effetto delle aspettative degli insegnanti sul rendimento scolastico degli allievi. Sottopose a un test di intelligenza gli alunni di una scuola elementare della California. A questo punto fu detto a quegli insegnanti che era stata composta una classe di bambini che, secondo quei test, erano risultati particolarmente intelligenti. A un secondo gruppo di insegnanti fu detto, invece, che si trovavano assegnati bambini che secondo alcuni test effettuati precedentemente, non risultavano molto intelligenti. A un anno di distanza gli alunni catalogati come “intelligenti” si erano effettivamente dimostrati i migliori della classe. Quelli invece descritti “meno intelligenti” rimasero sostanzialmente uguali. Ma l’aspetto sorprendente di questo esperimento che, per entrambe le classi, non fu sottoposto nessun test di intelligenza. In pratica, i bambini erano, dal punto di vista del quoziente intellettivo, esattamente gli stessi. Erano gli insegnanti che si erano fatti condizionare. Di fatto, quello che Rosenthal dimostrò, attraverso quest’esperimento, è che a condizionare i risultati e le performance di quegli studenti furono le aspettative che gli stessi insegnanti si erano fatti precedentemente.
La forza delle convinzioni sull’organismo
Diversi studi nel campo di una nuova scienza, la psiconeuroendocrinoimmunologia (che evidenzia i condizionamenti reciproci di mente e corpo), hanno evidenziato che le nostre convinzioni sulla malattia e sulla cura possono fare la differenza nel decorso di una patologia.
Una chiara dimostrazione, in questo senso, è stata fornita da un esperimento d’avanguardia, in cui cento studenti di medicina sono stati invitati a testare due nuovi farmaci. Uno di questi farmaci, in una capsula rossa, venne descritto loro come uno stimolante e l’altro, in una capsula azzurra, come un super-tranquillante. All’insaputa degli studenti, il contenuto delle capsule fu scambiato: cioè nella capsula rossa c’era in realtà un barbiturico e nella capsula azzurra delle anfetamine, eppure, metà degli studenti ebbero reazioni consone alle loro aspettative; cioè esattamente l’opposto della reazione chimica che quel farmaco avrebbe dovuto produrre nel loro corpo! A questi studenti non erano state somministrate finte medicine (placebo), ma vere e proprie medicine. Tuttavia, la loro convinzione era stata più forte dell’effetto chimico del farmaco. Come affermò il dottor Beecher, l’utilità di un medicinale è “Il risultato non solo delle sue proprietà chimiche, ma anche della convinzione del paziente sull’efficacia del medicinale”.
Il potere della visualizzazione e delle affermazioni
Gli scienziati che lavorano presso il Wellcome Trust Center for Neuroimaging dell’Institute of Neurology a Londra hanno dimostrato che le persone che hanno pensieri positivi e visualizzano un avvenire migliore hanno maggiori probabilità di essere in grado di realizzare quel futuro. In altre parole, immagini mentali quotidiane e vivide di una vita migliore aiutano ad attirare quella vita. Martin Chadwick, l’autore principale dello studio, ha scritto: “La capacità di costruire uno scenario ipotetico nell’immaginazione prima che si verifichi effettivamente può consentire una maggiore precisione nel predire il suo risultato finale”.
Affermazioni positive e i loro effetti. Presso l’Università di Exeter nel Regno Unito, alcuni ricercatori hanno dimostrato che coloro che affermano ripetutamente di poter raggiungere un obiettivo hanno maggiori probabilità di ottenerlo. Sono oramai molti gli studiosi che concordano sul fatto che le affermazioni positive possano aiutare a recuperare traumi, migliorare gli stati depressivi e incrementare la salute fisica. Sperimentazioni recenti hanno evidenziato che qualora le affermazioni positive non diano il risultato sperato, è molto utile trasformarle in domande in quanto il cervello è un sistema auto-organizzato che stabilisce continuamente dei collegamenti. Per esempio, invece di affermare: “Voglio trovare un lavoro che mi soddisfi”, potresti chiederti: “Qual è esattamente il lavoro dei miei sogni?”.
I neuroni specchio
I “neuroni specchio” sono stati scoperti dal professor Rizzolatti, neuroscienziato italiano di fama mondiale. Questa scoperta è la dimostrazione che gli esseri umani rispecchiano il comportamento altrui. Se per esempio qualcuno ci sorride, di riflesso lo facciamo anche noi. A quanto pare i nostri cervelli sembrano riflettere le azioni di un’altra persona automaticamente. Se io, in qualche modo, emano un’energia positiva, ricolma di amore, gioia, speranza e gratitudine non potrò che influenzare positivamente le persone a me vicine che per mezzo dei neuroni specchio tenderanno, inconsapevolmente, a replicare. Se al contrario, provo dolore, tristezza e paura condizionerò negativamente il mio prossimo.
Regole d’oro
- Cambia i tuoi pensieri da negativi in positivi. Una tecnica efficace per cambiarli è portare il pensiero su se stessi con frasi o parole potenzianti e questa pratica deve essere fatta tutti i giorni, più volte al giorno.
- Non giudicare. Viviamo in una società in cui regna l’abitudine di giudicare gli altri in continuazione e la gente tende a farlo semplicemente per sentirsi meglio con se stessa. Il problema è che agendo o pensando in questo modo generiamo odio, non solo nei confronti degli altri, ma anche verso noi stessi. Appena ci accorgiamo di voler avanzare una critica verso il nostro prossimo chiediamoci se è davvero giusto farlo.
- Ringrazia. Ringraziamo noi stessi ogni volta che facciamo qualcosa di buono. Impariamo a essere più gentili verso di noi. Amiamoci di più. E ancora: prendiamo anche la sana abitudine di ringraziare sempre gli altri quando fanno qualcosa per noi. Tutte le persone amano essere riconosciute e apprezzate. Ma l’aspetto d’avvero interessante è che facendo stare bene gli altri facciamo stare bene anche noi stessi.
- Accettati come sei. Tutti abbiamo difetti, ma non per questo non dobbiamo volerci bene. Impara a perdonare i tuoi errori perché è da essi che si diventa persone migliori.
- Credi in te e abbi fede. Più crediamo nelle nostre capacità, più avremo un atteggiamento positivo nei confronti della vita e le persone, di riflesso, avranno più fiducia nei nostri confronti. Una volta che comprendiamo di avere tutto ciò che ci serve per superare eventuali difficoltà, o che possiamo acquisire le abilità necessarie per farlo, bisogna avere fede che questo si realizzerà.