Roma, 25 marzo 2025
La nostra risposta alla guerra: 110 Corpi Civili di Pace in partenza per l’estero e per l’Italia
per gestire progetti di prevenzione dei conflitti, anche ambientali.
Si possono trovare alternative alla corsa al riarmo, anche europea, e fermare i venti di guerra?
La risposta è nell’ultimo contingente dei Corpi Civili di Pace, che coinvolge circa 110 dieci giovani, che saranno impegnati in tante aree del mondo, compresa l’Italia, per la prevenzione e gestione dei conflitti, anche ambientali. Di questi 78 giovani partiranno per i progetti dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, di Caritas Italiana, di CESC Project, di CIPSI e Focsiv.
In questi giorni tutti insieme partecipano al corso di formazione generale a Ciampino.
“L’esperienza dei Corpi Civili di Pace è per chi l’ha vissuta un momento non solo di crescita personale, umana e professionale, ma è, soprattutto, la risposta concreta dei giovani alla guerra, al riarmo, che li rende realmente protagonisti attivi nella costruzione di percorsi di pace duratura. – ha sottolineato la Presidente Focsiv Ivana Borsotto – In un momento nel quale si torna a pensare all’antico schema che se “vuoi la pace prepara la guerra”, è d’obbligo che il Governo italiano e la stessa Unione Europea scelgano la via della pace, non moltiplicando gli armamenti e/o gli eserciti, ma moltiplicando le iniziative, come la stessa dei Corpi Civili di Pace, che dal basso costruiscono le condizioni della pace, difendendo i diritti umani e dell’ambiente ovunque esse siano messi in discussione e/o negati.”