COMUNICATO STAMPA
Acciaierie Valbruna. Dopo 30 anni, grandissima mobilitazione per le vie di Bolzano
Si è tenuto oggi lo sciopero dell’intero gruppo Valbruna che ha coinvolto gli stabilimenti di Bolzano e Vicenza, sciopero che è culminato con la manifestazione per le vie di Bolzano di oltre 2000 lavoratori e accolto e sostenuto positivamente dai cittadini uniti insieme al grido: “LE ACCIAIERIE VALBRUNA NON SI TOCCANO”.
La mobilitazione era stata annunciata a seguito dell’incontro al MIMIT durante il quale veniva annunciato un bando di gara, emesso dalla Provincia Autonoma di Bolzano, per l’assegnazione delle aree e immobili dove insiste lo stabilimento di Bolzano che occupa 582 lavoratrici e lavoratori e che è in stretta sinergia col sito di Vicenza che occupa 1200 diretti.
Come organizzazioni sindacali abbiamo fin da subito denunciato che i criteri di assegnazione previsti nel bando – di fatto – mettono a rischio la continuità produttiva e l’esistenza stessa della storica attività siderurgica, lasciando in sospeso il destino dei 1800 dipendenti diretti a cui aggiungere gli appalti e l’indotto.
Le istituzioni locali avrebbero dovuto confrontarsi preventivamente anche con le organizzazioni sindacali prima di produrre un tale atto, che potrebbe implicare una riorganizzazione dell’azienda a discapito dei lavoratori.
Per Fim Fiom Uilm l’impostazione del bando di gara è stata guidata da scelte di una parte politica locale che non gradisce la permanenza dell’acciaieria per favorire altri (alcuni) interessi a scapito della città, della collettività, di centinaia di famiglie e di tanti lavoratori che oggi godono di adeguate condizioni economiche e di stabilità lavorativa.
La manifestazione, partecipata e sentita che ha visto un forte slancio dei lavoratori, ha dato un significato ancora più forte all’incontro ottenuto con l’Assessore alle attività produttive Dott. Galateo; il Presidente della Provincia di Bolzano ha invece deciso di sottrarsi al confronto con i rappresentanti dei lavoratori. I lavoratori hanno atteso che le delegazioni dessero riscontro del confronto. Tale confronto ha portato alla firma di un verbale nel quale, come organizzazioni sindacali, ritenendo prioritario il ritiro del bando, abbiamo ottenuto l’impegno dell’amministrazione locale a valutare una sua sospensiva, al fine di facilitare il riaprirsi del tavolo al MIMIT – da cui attendiamo la convocazione a breve – e ricevere la convocazione delle Commissioni delle Attività Produttive di Camera e Senato.
È stato un primo passo per porre l’attenzione a un bando che sta portando la crisi in un’acciaieria che è rappresenta un pezzo importante della storia di un territorio, una significativa attività nell’economia della provincia, e che a oggi registra investimenti e visibilità produttiva contribuendo al benessere della città di Bolzano.
Per noi è inaccettabile che in un settore strategico come l’acciaio, la burocrazia possa creare (o essere utilizzata come pretesto) crisi anche dove non ce ne sono e di questo la politica locale e nazionale dovrà darne riscontro ai lavoratori e l’azienda dovrà impegnarsi fattivamente ad ostacolare tali scelte anche impugnando il bando presso i tribunali. Non possiamo permettere una riorganizzazione degli stabilimenti a carico dei lavoratori oppure, nella peggiore delle ipotesi, ritrovarsi nella condizione di veder Valbruna lasciare il sito e ritrovarci un’area da bonificare i cui (altissimi) costi non sono al momento quantificabili, tanto meno i tempi. Se succedesse questo, si realizzerebbe, per responsabilità delle istituzioni locali, un disastro industriale, sociale ed ambientale.
Nei prossimi giorni saranno pianificate nuove iniziative sia a Bolzano che a Vicenza, anche per responsabilizzare e sollecitare le forze politiche del territorio; la mobilitazione dei lavoratori continuerà finché non saremo convocati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (anche per ricevere riscontro in merito alla Golden Power) e finché non verrà scongiurata la messa in discussione delle attività di Bolzano e Vicenza.
Uffici stampa di Fim, Fiom, Uilm nazionali e territoriali
Roma, 7 ottobre 2025