Diesel “puliti”, ibride plug-in e mobilità elettrica: cosa dicono davvero i dati reali sulle emissioni e sulla salute.
Diesel Euro 6 che emettono NOx fino a 5 volte oltre i limiti reali, particelle ultrafini invisibili ma pericolosissime, ibride plug-in che consumano come (o più di) un’auto tradizionale.
La normativa Euro 7 e la spinta verso l’elettrico non nascono da ideologie, ma da numeri scientifici difficili da ignorare. In questo articolo analizziamo i dati più critici — quelli che raramente vengono raccontati.
Euro 7 e auto elettriche: non è ideologia, sono i numeri
Quando si parla di Euro 7 e di transizione elettrica, il dibattito si polarizza subito.
C’è chi grida all’imposizione e chi parla di rivoluzione verde.
Noi preferiamo partire da un punto fermo: i dati reali di guida su strada.
E alcuni di questi numeri, soprattutto quelli legati alla salute, sono tutt’altro che rassicuranti.
Diesel Euro 6: conformi in laboratorio, problematici in città
Sulla carta i diesel Euro 6 rispettano limiti molto stringenti.
Nella realtà urbana, misurata con sistemi PEMS, il quadro cambia:
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NOx fino a 0,44 g/km in città
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Oltre 5 volte il limite normativo
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Valori 11 volte superiori rispetto a un’auto a benzina Euro 6
Il risultato è semplice:
👉 anche i diesel più moderni restano una delle principali fonti di inquinamento urbano.
Il problema che non vedi: le particelle ultrafini
Il filtro antiparticolato funziona, ma durante la rigenerazione produce un effetto collaterale poco noto:
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+27 volte particelle ultrafini
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95% delle emissioni in numero di particelle
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+13% di consumo durante la rigenerazione
Queste particelle sono così piccole da non essere regolamentate, ma abbastanza per:
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penetrare nei polmoni
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entrare nel flusso sanguigno
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raggiungere organi come cuore e cervello
Sono tra gli inquinanti più correlati a patologie cardiovascolari e respiratorie.
AdBlue e ammoniaca: l’altra faccia del diesel “pulito”
I sistemi SCR riducono gli NOx, ma producono ammoniaca residua allo scarico.
Il punto critico?
L’ammoniaca reagisce in atmosfera formando PM2.5 secondario.
Dato chiave:
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Fino al 50% del PM2.5 in Europa è legato all’ammoniaca
In altre parole:
meno NOx visibili, più polveri sottili che respiriamo.
Ibride plug-in: la promessa mancata
Le PHEV dovevano essere il “meglio dei due mondi”.
I dati reali raccontano altro:
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Consumi reali 2,5–5 volte superiori ai valori dichiarati
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Percentuale di guida elettrica:
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privati: ~45%
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aziendali: 11–15%
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Molte ibride plug-in aziendali funzionano quasi sempre a benzina, ma con più peso, più complessità e più emissioni reali.
Auto elettriche: il dato che cambia il contesto
Qui non servono slogan:
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Zero emissioni allo scarico
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Zero NOx
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Zero particolato
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Zero ammoniaca
Nelle aree urbane, dove l’esposizione è massima, questo fa una differenza diretta sulla salute.
Anche considerando l’intero ciclo di vita:
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–50% di CO₂ già oggi con il mix europeo
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fino a –85% con energia rinnovabile
Il vero tema: salute pubblica
Secondo l’OMS:
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4,2 milioni di morti premature all’anno per inquinamento da PM2.5
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la maggior parte per cause cardiovascolari
La transizione elettrica nelle città non è una scelta ideologica.
È una misura di sanità pubblica basata sui dati.
⚠️ Numeri che contano davvero
• Diesel Euro 6: fino a 5× NOx oltre i limiti in città
• Rigenerazione DPF: +27× particelle ultrafini
• Ammoniaca: fino al 50% del PM2.5 europeo
• PHEV aziendali: solo 11–15% di guida elettrica
• PM2.5: 4,2 milioni di morti premature/anno
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In questo articolo abbiamo riportato solo i numeri chiave.
Nel PDF completo trovi:
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analisi PEMS reali
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studi su particelle ultrafini e ammoniaca
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confronto dettagliato tra diesel, benzina, PHEV ed elettrico
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tutte le fonti scientifiche citate
📥 Scarica il PDF completo: “Euro 7 e la transizione elettrica – una scelta dettata dalla scienza”
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