Osservatorio E-Fidelity: Loyalty Insights 2026

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Osservatorio E-Fidelity: Loyalty Insights 2026

Il 3 marzo 2026 siamo stati a Milano per E-Fidelity Loyalty Insights 2026, l’evento annuale dedicato alla loyalty in Farmacia. Il messaggio emerso dal Convegno è piuttosto netto: oggi fidelizzare non vuol dire solo premiare un acquisto ma costruire una relazione nel tempo che passa attraverso l’analisi e l’uso dei dati.
Quando si parla di loyalty, per una Farmacia, l’osservatorio annuale ci fornisce sempre uno sguardo concreto: i numeri, i casi reali e il valore dei dati letti dentro la quotidianità del punto vendita.

Cosa abbiamo annotato

  1. La prima annotazione è stata anche la più semplice: la carta fedeltà da sola non basta più. Nei contenuti presentati E-Fidelity racconta una loyalty che tiene insieme CRM, strumenti digitali e relazione quotidiana con il cliente, non solo sconti e raccolte punti.
  2. La seconda riguarda il negozio fisico. Anche se il customer journey si è complicato e oggi passa da social, ricerca online e perfino AI generativa, la Farmacia resta il posto in cui la promessa della loyalty si verifica davvero: al banco, nel consiglio, nella proposta giusta fatta con il tono giusto.

C’è poi un dato che spiega senza ombra di dubbio la maturità di questi programmi anche nel “retail Farmacia”: l’Osservatorio parla di circa 6 milioni di carte attive in 3.390 farmacie. Non è più un esperimento per pochi farmacisti all’avanguardia, è ormai è una parte stabile del mercato, e la differenza non la fa distribuire delle card ma usarle bene per aumentare frequenza di visita, qualità della relazione e pertinenza delle proposte.
Ed è il punto che ci interessa di più. I dati, da soli, non fanno relazione. La fanno quando accompagnano un massaggio mirato. Se l’iniziativa è costruita con attenzione e precisa per quel cliente, allora il contenuto arriva quando serve e il cliente si sente coinvolto.

Pensiero di Groon

Su questo sentiamo di avere qualcosa da dire, non da osservatori ma da persone che ci lavorano ogni giorno. Per noi la loyalty funziona quando piattaforma, contenuto e operatività in Farmacia viaggiano in sinergia.
Ci ha colpito, in particolare, la conferma di una convinzione che abbiamo da tempo: la fidelizzazione non sta nella tessera ma sta nel fatto che una persona possa trovare un motivo concreto per tornare, e che quel motivo, visita dopo visita, resti credibile. La loyalty non può essere pensata come strumento isolato ma come infrastruttura relazionale.

Il 3 marzo 2026 siamo stati a Milano per E-Fidelity Loyalty Insights 2026, l’evento annuale dedicato alla loyalty in Farmacia. Il messaggio emerso dal Convegno è piuttosto netto: oggi fidelizzare non vuol dire solo premiare un acquisto ma costruire una relazione nel tempo che passa attraverso l’analisi e l’uso dei dati.
Quando si parla di loyalty, per una Farmacia, l’osservatorio annuale ci fornisce sempre uno sguardo concreto: i numeri, i casi reali e il valore dei dati letti dentro la quotidianità del punto vendita.

Cosa abbiamo annotato

  1. La prima annotazione è stata anche la più semplice: la carta fedeltà da sola non basta più. Nei contenuti presentati E-Fidelity racconta una loyalty che tiene insieme CRM, strumenti digitali e relazione quotidiana con il cliente, non solo sconti e raccolte punti.
  2. La seconda riguarda il negozio fisico. Anche se il customer journey si è complicato e oggi passa da social, ricerca online e perfino AI generativa, la Farmacia resta il posto in cui la promessa della loyalty si verifica davvero: al banco, nel consiglio, nella proposta giusta fatta con il tono giusto.

C’è poi un dato che spiega senza ombra di dubbio la maturità di questi programmi anche nel “retail Farmacia”: l’Osservatorio parla di circa 6 milioni di carte attive in 3.390 farmacie. Non è più un esperimento per pochi farmacisti all’avanguardia, è ormai è una parte stabile del mercato, e la differenza non la fa distribuire delle card ma usarle bene per aumentare frequenza di visita, qualità della relazione e pertinenza delle proposte.
Ed è il punto che ci interessa di più. I dati, da soli, non fanno relazione. La fanno quando accompagnano un massaggio mirato. Se l’iniziativa è costruita con attenzione e precisa per quel cliente, allora il contenuto arriva quando serve e il cliente si sente coinvolto.

Pensiero di Groon

Su questo sentiamo di avere qualcosa da dire, non da osservatori ma da persone che ci lavorano ogni giorno. Per noi la loyalty funziona quando piattaforma, contenuto e operatività in Farmacia viaggiano in sinergia.
Ci ha colpito, in particolare, la conferma di una convinzione che abbiamo da tempo: la fidelizzazione non sta nella tessera ma sta nel fatto che una persona possa trovare un motivo concreto per tornare, e che quel motivo, visita dopo visita, resti credibile. La loyalty non può essere pensata come strumento isolato ma come infrastruttura relazionale.

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