CPR, UIL: «Detenzione amministrativa di scarsa efficacia. Il trattenimento sia l’extrema ratio»

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CPR, UIL: �Detenzione amministrativa di scarsa efficacia. Il trattenimento sia l�extrema ratio�

29/09/2026  Sindacato.

Roma, 29 settembre 2026 - I dati mostrano i limiti dell�attuale sistema. Per Santo Biondo, Segretario Confederale UIL, occorre privilegiare le misure alternative e ricorrere ai CPR solo quando indispensabili per un allontanamento legittimo e concretamente eseguibile in tempi brevi.

La risposta alla presenza irregolare di stranieri nel nostro paese non pu� essere affidata principalmente alla detenzione amministrativa e ai rimpatri. Occorre intervenire sui meccanismi che producono o alimentano l�irregolarit�, rendendo pi� efficaci i canali di ingresso regolare, le procedure di identificazione e gli accordi con i Paesi di origine. Sono queste le conclusioni di uno studio pubblicato oggi dalla UIL dal significativo titolo: �CPR, dentro la fabbrica dell�attesa.�

I dati segnalati nel documento UIL � fonte del Viminale - testimoniano come solo il 41,8% delle persone entrate nei CPR nel 2024 sia stato effettivamente rimpatriato. Meno che nel decennio precedente quando la media era superiore al 50%.

Il confronto con la dimensione dell�irregolarit� rende ancora pi� evidente il limite dello strumento. Nel 2025 sono stati effettuati 6.097 rimpatri forzosi e 675 volontari assistiti, per complessivi 6.772 rimpatri mentre, gli stranieri irregolari presenti in Italia sono stimati in almeno 321 mila.

Anche l�allungamento dei tempi massimi di trattenimento, introdotto dalle norme, risulta solo sulla carta: a fronte di una durata massima che pu� arrivare a 18 mesi, la permanenza media nei CPR � stata di 31,9 giorni nel 2023, 31,4 nel 2024 e 36,21 nei primi quattro mesi del 2025.

Secondo Santo Biondo, la risposta all�irregolarit� non pu� essere affidata principalmente alla detenzione amministrativa e ai rimpatri. Va invece rovesciata la logica attuale: verificare innanzitutto se l�allontanamento sia giustificato e realmente eseguibile in tempi brevi; utilizzare le misure alternative disponibili e soltanto come extrema ratio ricorrere a una limitazione temporanea della libert� personale, sotto il controllo dell�autorit� giudiziaria. Se mancano documenti, collaborazione consolare o una concreta prospettiva di rimpatrio, il trattenimento perde la propria funzione.

C�� infine la condizione di chi nei CPR lavora. La UIL chiede organici adeguati, formazione continua, pi� psicologi, mediatori culturali e operatori sociali, maggiori risorse e controlli esterni indipendenti, con forme stabili di accesso e monitoraggio anche per organizzazioni sindacali e associazioni. Tutelare le persone trattenute significa anche migliorare sicurezza, diritti e condizioni di lavoro degli operatori.

Per la UIL, quindi, il confronto non pu� ridursi allo slogan �CPR s� o �CPR no�.

Il principio deve essere chiaro: nessuno dovrebbe essere privato della libert� se il trattenimento non � strettamente necessario per eseguire, in tempi brevi, un rimpatrio concretamente possibile. I numeri mostrano che i CPR non possono rappresentare la risposta a un fenomeno, quello dell�irregolarit�, di dimensioni enormemente superiori alla capacit� effettiva del sistema dei rimpatri.

Roma, 29 settembre 2026

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