I primi approcci di bambini e bambine con la rete, i suoi servizi e dispositivi, iniziano già nei primi anni di vita: guardando un video in streaming, giocando sulle applicazioni di un tablet o con un giocattolo connesso o ancora nelle videochiamate con un parente lontano.
Per questo è importante che genitori e docenti raccolgano la sfida di accompagnare le prime esperienze online con azioni educative e didattiche nello stesso modo in cui si occupano quotidianamente di trasmettere a bambini e bambine l’importanza di proteggere la propria intimità, saper stare con gli altri e riconoscere gli adulti di cui avere fiducia.
Pensiamo ad esempio al classico messaggio educativo “non accettare caramelle dagli sconosciuti” che può appartenere anche al mondo online dove uno sconosciuto può contattarci nella chat di un videogioco
Figura 1 I primi approcci alla rete – Save the Children Italia (2024)
Educare al digitale: i diritti di bambini e bambine
Nel 2021 l’ONU ha descritto, nel Commento Generale n. 25 come i diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, stabiliti nel 1989 con la Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, si estendono anche agli ambienti digitali come espresso nel Commento:
“I diritti di ogni persona minorenne devono essere rispettati, protetti e realizzati nell’ambiente digitale. […] Un accesso consapevole alle tecnologie digitali può aiutare le persone minorenni a esercitare l’intera gamma dei propri diritti civili, politici, culturali, economici e sociali.” [dal Commento Generale Onu]
Gli ambienti digitali sicuri per bambini e bambine sono: rispettosi della privacy, capaci di assicurare il diritto alla partecipazione, al gioco e all’informazione
Educare ai diritti, anche digitali, permette a bambini e bambine di crescere sapendo cogliere le opportunità del mondo connesso per esprimere e realizzare sé stessi.
Per parlare di diritti in classe è possibile utilizzare le tante risorse disponibili su Arcipelago Educativo, la piattaforma educativa curata da Save the Children.
Educare al digitale a scuola: il ruolo del docente
La scuola ha un ruolo centrale nello sviluppo delle competenze digitali, così come espresse dal framework europeo DigComp 3.0 e dalle normative sull’educazione civica alla cittadinanza digitale (L. 92/2019), arricchita dalle recenti Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica.
Un ecosistema di percorsi e riferimenti programmatici che a volte può allontanare un docente che sente di non avere la giusta formazione per affrontare un mondo digitale sconfinato, con rischi e opportunità specifiche ed in continuo cambiamento.
In realtà, perché educazione e didattica digitale siano davvero efficaci, occorre considerare il digitale come uno dei tanti strumenti a disposizione dell’attività didattica, da inserire nella “cassetta degli attrezzi” che la classe saprà utilizzare con tempi e modalità idonee.
Per questo è utile:
- partire sempre dalle esperienze reali degli alunni, evitando esempi troppo astratti;
- alternare attività online e offline, per valorizzare il corpo, il gioco e la relazione in presenza;
- definire regole chiare sull’uso dei dispositivi in classe (quando si accendono, suddividendo eventuali ruoli e compiti, come ci si muove, come ci si aiuta a vicenda);
- documentare i percorsi (foto, diari di bordo, prodotti digitali) per restituirli alle famiglie e alla comunità scolastica.
Educare al digitale: il ruolo delle famiglie
Il lavoro della scuola, in particolare per l’educazione al digitale, è efficace solo se genitori e adulti di riferimento sono disponibili a costruire un’alleanza che assicuri messaggi coerenti e univoci per studenti e studentesse.
Figura 2 Genitori: perché educare al digitale – Save the Children Italia (2024)
Per educare al digitale in famiglia è essenziale mantenere un dialogo costante sulla vita digitale e approcciarsi con responsabilità alle scelte su dispositivi, applicazioni e altri servizi della rete che si decide di introdurre nella vita i bambini e bambine.
Scopri tutti i suggerimenti nella guida per docenti e genitori pubblicata da Save the Children nel 2025.
I laboratori per le classi
ESPLORARE
La rete mette a disposizione una serie di strumenti che permettono di esplorare il mondo e scoprire le bellezze naturali, artistiche e culturali attraverso strumenti come Marble, programma opensource, e Google Earth.
Queste mappe del mondo offrono molteplici tipologie di visualizzazione, ad esempio a due o a tre dimensioni, e funzioni specifiche come la possibilità di osservare la cronologia delle immagini di uno specifico luogo.
Per stimolare studenti e studentesse in modo efficace, invece di limitarsi esclusivamente ad osservare luoghi lontani, si possono utilizzare domande che sollecitino la loro curiosità e creatività:
- Dove mi piacerebbe ballare?
- Dove mi piacerebbe giocare a nascondino?
- Dove mi piacerebbe incontrare gli amici?
I bambini possono poi proseguire questa attività anche a casa, esplorando le mappe online con i genitori e realizzando delle foto dello schermo (screen shot) dei luoghi preferiti e/o che maggiormente li incuriosiscono per rispondere alle domande.
Una volta stampate le foto, l’insegnante in classe può raccogliere e incollare su una mappa geografica del mondo la “mappa dei desideri” della classe in cui ciascuno racconta le proprie scelte confrontandosi con compagni e compagne.
ASCOLTARE
In rete sono disponibili numerose banche di suoni, archivi digitali che raccolgono suoni, effetti audio e campioni musicali disponibili per l’ascolto, il download e l’uso in progetti multimediali didattici e educativi.
Le banche di suoni, nel contesto scolastico, possono essere utilizzate per arricchire o integrare una lezione o essere utilizzate per creare storie.
La Nasa, ad esempio mette a disposizione un archivio di suoni legati all’esplorazione spaziale, compresi i primi suoni dal pianeta Marte mentre la televisione inglese BBC propone un enorme archivio di suoni registrati nel mondo della natura e nella quotidianità che possono essere ascoltati e scaricati gratuitamente per essere utilizzati secondo i diritti di utilizzo previsti nel sito.
Nel contesto familiare l’esplorazione di queste banche del suono offre l’opportunità di rendere le letture più coinvolgenti, registrando le letture assegnate e intregnandole con piccoli inserti sonori per dar vita ai personaggi.
Per progettare un’attività didattica che preveda una registrazione composta da suoni e voce è possibile utilizzare il programma gratuito e con licenza open-source Audacity in grado di essere intuitivo e al tempo stesso ricco di funzioni differenti per la registrazione.
È possibile anche realizzare e pubblicare un podcast didattico con i suggerimenti del kit di UndeRadio, progetto di Save the Children che dal 2011 lavora con le scuole per il potenziamento delle competenze digitali e il protagonismo di studenti e studentesse.
SCOPRIRE INSIEME
Gli strumenti digitali permettono di condividere con maggiore facilità i contenuti didattici e offrono ai docenti nuove possibilità per progettare attività in grado di coinvolgere i genitori e mantenere con loro una comunicazione efficace.
La semplicità nel poter documentare le esperienze, ad esempio attraverso le foto, è una delle opportunità con le quali, ad esempio, si può proporre delle attività per approfondire temi di geografia legati alla scoperta del proprio quartiere, dei suoi spazi pubblici e privati e delle sue opere culturali rappresentative.
L’attività può essere proposta come una caccia al tesoro nel proprio quartiere da svolgersi con i propri genitori sulla base degli indizi forniti dal docente in classe e relativi a luoghi da scoprire. Insieme ai genitori, gli studenti e le studentesse seguono gli indizi e documentano con delle foto le loro scoperte.
Una volta stampate, la classe potrà costruire la sua mappa fotografica del quartiere confrontando le diverse esperienze ed emozioni delle proprie scoperte da completare in classe su un cartellone.
Conclusioni
Il mondo connesso corre veloce e cambia continuamente ma per affrontarlo non occorre stravolgere la didattica o il modo in cui ciascun docente, così prezioso nella scuola primaria, imposta e cura i processi di insegnamento/apprendimento.
Un’alleanza solida tra scuola e famiglia è indispensabile per accompagnare, fin dai primi anni, ad un uso consapevole, critico e creativo degli strumenti digitali, tutelando il diritto alla sicurezza, all’educazione e alla partecipazione di bambine e bambini.
Le occasioni di collaborazione tra scuola e famiglie sono molte e vanno coltivate: dai tavoli di lavoro sul bullismo e cyberbullismo all’ePolicy d’istituto, dai compiti a casa alle iniziative formative per docenti e genitori.
I laboratori proposti fanno parte della raccolta di risorse della guida Educare al digitale tra i 5 e gli 8 anni: Tracce educative per docenti e genitori realizzata da Save the Children all’interno del progetto Safer Internet Centre (SIC) – Generazioni Connesse, coordinato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e co-finanziato dalla Commissione Europea.
Per approfondire tematiche educative a, ricevere informazioni su progetti e opportunità, partecipare alle attività formative e far sentire la tua voce per migliorare la scuola, iscriviti alla newsletter mensile di Save the Children. .
Biografia
Daniele Catozzella, esperto di educazione e didattica digitale per Save the Children Italia, media education manager, formatore e progettista di risorse e percorsi educativi, curatore del blog educaredigitale.it