Leucodistrofia metacromatica, la svolta è possibile grazie allo screening neonatale

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Da una review internazionale la conferma: la diagnosi precoce è essenziale 

Per decenni è stata considerata una malattia rara senza reali possibilità di cura. Oggi, invece, la leucodistrofia metacromatica (MLD) è al centro di una trasformazione scientifica e sanitaria che potrebbe cambiarne radicalmente la storia naturale. A raccontare questo cambiamento è una recente review internazionale pubblicata nel 2025 su Neurology che fa il punto su diagnosi precoce, nuove terapie e prospettive future.

LA LEUCODISTROFIA METACROMATICA

La leucodistrofia metacromatica (MLD) è una malattia genetica rara e grave che colpisce il sistema nervoso. È causata da un difetto dell’enzima arilsulfatasi A, che porta all’accumulo di sostanze tossiche (i sulfatidi) nel cervello e nei nervi periferici. Questo processo provoca una progressiva distruzione della mielina, la “guaina” che protegge i nervi, con conseguente perdita delle capacità motorie e cognitive. 

Una recente revisione scientifica fa il punto sui grandi progressi compiuti nell’ultimo decennio nella conoscenza e nel trattamento della MLD. Tradizionalmente la malattia veniva classificata in base all’età di esordio – forme infantili, giovanili e adulte – con le forme più precoci caratterizzate da un decorso più rapido e devastante. Oggi però sappiamo che anche il tipo di sintomi iniziali gioca un ruolo fondamentale: i pazienti con esordio prevalentemente cognitivo possono avere un’evoluzione molto più lenta rispetto a chi presenta fin dall’inizio anche gravi problemi motori.

La vera svolta degli ultimi anni è rappresentata dalle nuove terapie avanzate. Oltre al trapianto di cellule staminali, è oggi disponibile la terapia genica, già autorizzata in Europa, Regno Unito e Stati Uniti per pazienti selezionati con forme precoci di MLD. Questo trattamento è tuttavia realmente efficace solo se somministrato prima della comparsa dei sintomi neurologici.

LO SCREENING NEONATALE È FONDAMENTALE, MA LE SFIDE SONO DIVERSE

Proprio per questo sta assumendo un’importanza crescente lo screening neonatale, che consente di identificare i bambini affetti da MLD nei primi giorni di vita, quando è ancora possibile intervenire in modo tempestivo. Screening che peraltro ha già confermato il proprio modello di costo-efficacia nel Regno Unito

L’introduzione dello screening, però, apre anche nuove sfide: bisogna stabilire con precisione chi trattare, quando intervenire e come seguire nel tempo i bambini che risultano positivi ma non hanno ancora sintomi. Non tutte le mutazioni genetiche hanno lo stesso significato clinico e non tutti i bambini identificati svilupperanno forme rapidamente progressive. Diventa quindi necessario stabilire criteri chiari per decidere chi deve essere trattato, quando intervenire e come monitorare nel tempo i pazienti presintomatici. Accanto alle opportunità si pongono anche interrogativi etici, psicologici e organizzativi per le famiglie.

Un altro tema centrale emerso dalla review riguarda le disuguaglianze nell’accesso alle cure. Le terapie avanzate hanno costi elevati e richiedono centri altamente specializzati. Non tutti i Paesi offrono le stesse possibilità, e il rischio è che la probabilità di essere trattati dipenda dal luogo di nascita. Per questo gli autori sottolineano la necessità di creare registri di pazienti su larga scala, condividere i dati a livello internazionale e costruire reti di cura coordinate.

Accanto alle enormi potenzialità, restano anche molte sfide scientifiche. L’efficacia della terapia genica nelle forme a esordio più tardivo non è ancora del tutto chiarita, e il follow-up a lungo termine dei pazienti trattati è ancora in corso. Mancano inoltre dati solidi su alcuni sottotipi più rari della malattia. Eppure, il messaggio che emerge con forza dalla review è chiaro: la leucodistrofia metacromatica non è più una diagnosi senza speranza. Oggi esistono strumenti concreti per modificarne il decorso, a patto di arrivare in tempo. Lo screening neonatale diventa così non solo un’innovazione tecnica, ma un vero investimento sul futuro di bambini che, fino a pochi anni fa, non avrebbero avuto alcuna possibilità.

La sfida dei prossimi anni sarà trasformare queste conquiste scientifiche in diritti garantiti per tutti, superando le barriere economiche e organizzative. Secondo gli esperti, per migliorare davvero la qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie saranno fondamentali la ricerca continua, la collaborazione internazionale e lo sviluppo di programmi di screening e cura accessibili su larga scala. Oggi la MLD non è più una malattia senza speranza: la sfida è fare in modo che le opportunità della medicina moderna arrivino a tutti.

LO SCREENING NEONATALE PER LA LEUCODISTROFIA IN ITALIA

La leucodistrofia metacromatica (MLD) non rientra tra le 40 malattie genetiche incluse nello screening neonatale introdotto sull’intero territorio nazionale dalla Legge 167, ma sono diverse le regioni che si sono attivate concretamente per offrire una diagnosi precoce ai nuovi nati. 

La prima regione ad avviare lo screening neonatale per la MLD è stata la Toscana, che ha applicato il protocollo su oltre 42.000 neonati tra marzo 2023 e febbraio 2025, senza alcun falso positivo, dimostrando che uno screening per MLD è realisticamente integrabile nel sistema pubblico di screening neonatale, con elevata specificità e buona efficienza. (fonte)

Dal luglio 2024 è attivo in Lombardia un progetto pilota di screening neonatale per la leucodistrofia metacromatica, che nei primi mesi ha già coinvolto oltre 11.000 neonati. Per una malattia estremamente rara è normale che non siano emersi ancora casi positivi, ma il valore del progetto è soprattutto organizzativo e sanitario: dimostra che lo screening è tecnicamente fattibile e integrabile nei programmi regionali. L’obiettivo, se i risultati continueranno a confermare l’efficacia e l’affidabilità del test, è l’estensione a livello nazionale.

A novembre 2025, la Regione Emilia-Romagna ha presentato all’associazione Voa Voa! Amici di Sofia APS il percorso che dovrebbe portare, nei prossimi mesi, all’attivazione di un programma pilota di screening neonatale dedicato alla MLD (clicca qui per saperne di più).

Anche il Piemonte ha promesso di avviare presto un protocollo di screening regionale, ma al momento non è stata notificata l’ufficialità dello stesso.

Recapiti
info@osservatoriomalattierare.it (Ilaria Vacca)