Con il decreto direttoriale del 9 gennaio 2026, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha adottato nuove linee guida in materia di gestione, rendicontazione e controllo delle risorse destinate alla formazione continua attraverso i Fondi paritetici interprofessionali. L’intervento mira a rendere più omogenee e rigorose le modalità di utilizzo dei contributi derivanti dallo 0,30%, rafforzando i principi di trasparenza, tracciabilità e responsabilità nella gestione di risorse pubbliche.
Organizzazione dei Fondi interprofessionali
Uno degli snodi centrali del nuovo provvedimento riguarda la struttura organizzativa dei Fondi interprofessionali. Le linee guida impongono l’adozione di un Regolamento generale, sottoposto ad approvazione ministeriale, che disciplini in modo puntuale i processi di gestione, rendicontazione e controllo delle risorse. Il Regolamento deve garantire la chiara separazione dei ruoli, il rispetto del principio di terzietà e la prevenzione di conflitti di interesse.
Tuttavia, il Ministero precisa che l’approvazione del Regolamento non comporta alcuna presunzione di ammissibilità automatica delle spese rendicontate, che restano soggette alle ordinarie attività di verifica e vigilanza.
Attività formative
Ampio spazio è dedicato alla definizione delle attività finanziabili e delle relative macrocategorie di spesa. Le linee guida distinguono tra attività formative aziendali, territoriali, settoriali e individuali, includendo anche l’ammortamento delle piattaforme di formazione a distanza. Le spese devono essere rendicontate secondo il criterio di cassa, fatta eccezione per le quote di ammortamento, che seguono il principio della competenza economica.
L’elenco delle spese comprende il costo del personale interno impiegato nelle attività formative, gli apporti professionali esterni, le spese sostenute per i discenti e i costi organizzativi strettamente connessi alla realizzazione dei piani formativi. L’obiettivo è ridurre le aree di incertezza interpretativa e limitare il rischio di utilizzi impropri delle risorse.
Trasparenza e rendicontazione
Sul fronte della trasparenza, infine, le nuove linee guida introducono obblighi più stringenti. I Fondi sono tenuti alla pubblicazione dei bilanci e dei rendiconti finanziari e devono garantire la conservazione della documentazione giustificativa per almeno dieci anni. Viene inoltre richiesto di mantenere registri aggiornati dei beni ammortizzabili e di predisporre prospetti di dettaglio per la portabilità delle risorse tra Fondi, in caso di mobilità delle imprese aderenti.
Redazione redigo.info