Sempre più persone utilizzano strumenti di Intelligenza Artificiale come ChatGPT per porre domande legate alla salute: sintomi, analisi cliniche, terapie, prevenzione e benessere quotidiano. Quello che fino a pochi anni fa era il “riflesso Google” oggi sta diventando un dialogo diretto con l’AI.
Secondo OpenAI, oltre 230 milioni di utenti nel mondo utilizzano ChatGPT ogni settimana. Le richieste legate alla salute rappresentano più del 5% delle interazioni, pari a circa 125 milioni di domande sanitarie al giorno, e il 70% avviene fuori dagli orari degli studi medici. Dati che confermano un cambiamento strutturale nel rapporto tra cittadini, informazione e salute.
Perché sempre più persone usano ChatGPT per la salute
L’adozione di ChatGPT in ambito sanitario è legata a fattori molto concreti:
- accesso immediato alle informazioni, 24 ore su 24
- linguaggio semplice e dialogico, più comprensibile rispetto alle fonti tradizionali
- possibilità di contestualizzare le domande, ricevendo risposte personalizzate
Per molti utenti, ChatGPT rappresenta un primo livello di orientamento: uno strumento per capire meglio un sintomo, prepararsi a una visita medica o interpretare informazioni già ricevute.
Le opportunità dell’Intelligenza Artificiale in sanità
L’utilizzo di soluzioni di AI generativa come OpenAI offre opportunità rilevanti per cittadini e sistema salute.
- Accessibilità e alfabetizzazione sanitaria: L’AI può contribuire a rendere l’informazione sanitaria più accessibile, riducendo barriere linguistiche e di comprensione, soprattutto su temi complessi.
- Supporto all’orientamento del paziente: Molti utenti utilizzano ChatGPT per capire se e quando rivolgersi a un professionista, migliorando la qualità del dialogo medico-paziente.
- Educazione e prevenzione: Se correttamente utilizzata, l’Intelligenza Artificiale può supportare la diffusione di comportamenti di prevenzione e stili di vita più consapevoli.
I rischi dell’uso di ChatGPT e OpenAI in ambito sanitario
Accanto ai benefici, l’uso dell’AI in sanità comporta rischi concreti, soprattutto se non governato.
- Affidabilità delle risposte: ChatGPT non formula diagnosi cliniche: genera risposte probabilistiche basate su grandi quantità di dati. Questo può portare a informazioni imprecise, incomplete o non aggiornate.
- Effetto di falsa sicurezza: Il tono fluido e rassicurante dell’AI può indurre l’utente a sovrastimare l’affidabilità delle risposte. Alcune indagini indicano che oltre il 40% dei pazienti dichiara di aver preso decisioni sanitarie errate a causa di informazioni non affidabili.
- Dipendenza dalla qualità della domanda: Le risposte dell’AI dipendono fortemente da come viene posta la domanda. Informazioni mancanti o formulate in modo scorretto possono generare indicazioni fuorvianti.
- Protezione dei dati sanitari: I dati di salute sono informazioni altamente sensibili. Il loro utilizzo su piattaforme generaliste richiede attenzione, consapevolezza e rispetto delle normative europee su privacy e Intelligenza Artificiale.
ChatGPT Health: cosa cambia con la nuova sezione salute
Il rilascio di ChatGPT Health negli Stati Uniti conferma la crescente rilevanza dell’Intelligenza Artificiale in ambito sanitario. Questa nuova sezione è pensata per rendere le risposte più contestualizzate, integrando informazioni personali, abitudini di vita e dati provenienti da app di benessere.
Il lancio di ChatGPT Health rafforza però anche un punto chiave: l’uso dell’AI in sanità richiede maggiore trasparenza, fonti validate e confini chiari, soprattutto in Europa, dove l’AI Act introduce regole specifiche per i sistemi ad alto impatto.
Informarsi con l’AI, decidere con il medico
L’Intelligenza Artificiale può essere un valido strumento informativo e di orientamento, ma non sostituisce il ruolo del medico né il giudizio clinico. Comprendere opportunità e rischi di ChatGPT e OpenAI in sanità è oggi fondamentale per cittadini, aziende e istituzioni.
Il cambiamento è già in atto. La sfida ora è accompagnarlo con consapevolezza, competenze e modelli di utilizzo responsabili.
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