Maria Luisa Garatti porterà la fiamma olimpica alle 16.23 di sabato 17 gennaio a Iseo (BS).
L’atleta paralimpica del Rosa Running Team trasformerà la sua battaglia contro la sclerosi multipla in un messaggio universale di speranza
BRESCIA – La Bossoni Brescia Art Marathon, in programma domenica 8 marzo, non sarà soltanto una delle principali rassegne podistiche del calendario nazionale – impreziosita dall’assegnazione dei titoli italiani FISPES di mezza maratona – ma anche un simbolo concreto di come lo sport possa farsi veicolo di inclusione, cultura e valore sociale.
È in questo scenario che prende forma il percorso umano e sportivo di Maria Luisa Garatti, atleta paralimpica del Rosa Running Team, società di riferimento a livello nazionale per la promozione e lo sviluppo dello sport paralimpico e organizzatrice della BAM. Un cammino che dalle strade di Brescia conduce idealmente fino al cuore dei Giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026.
Sabato 17 gennaio 2026, alle ore 16:23, le vie di Iseo (BS) saranno attraversate da un momento di forte valore simbolico: Maria Luisa Garatti porterà la fiamma olimpica nel suo tratto di staffetta verso Milano-Cortina 2026.
Atleta paralimpica, avvocata e figura di riferimento per i diritti degli atleti con disabilità, Garatti trasformerà ancora una volta la sua battaglia contro la sclerosi multipla in un messaggio universale di speranza, resilienza e partecipazione.
Da una diagnosi nel giorno del compleanno a tedofora olimpica
Era il 17 maggio 2006, giorno del suo compleanno, quando a Maria Luisa venne diagnosticata la sclerosi multipla. Una data che avrebbe potuto segnare una resa. E per alcuni anni la malattia sembrava aver vinto: nessuna attività sportiva, solo la convivenza silenziosa con la diagnosi.
Poi, dopo anni, la svolta: la scoperta della corsa
«Da quel momento ho iniziato davvero a vivere e a combattere la sclerosi multipla. Ho scelto di non lasciare che fosse la malattia a vincere», afferma con fierezza Maria Luisa.
Da allora i numeri parlano chiaro: 18 maratone concluse, diversi titoli paralimpici e lo sport che si è trasformato in un “farmaco naturale” accanto alle cure tradizionali. La corsa non è stata solo un’attività fisica, ma lo strumento di una rinascita personale e sportiva.
Una battaglia che va oltre la pista
La corsa di Maria Luisa non si ferma ai tracciati di gara. Come avvocata, è impegnata quotidianamente nella tutela dei diritti degli atleti paralimpici, promuovendo equità e inclusione con la stessa determinazione che mette in ogni chilometro percorso.
«Lo sport è uno spazio reale di equità, inclusione e rinascita – afferma con forza –. Ogni ostacolo è un’occasione per trasformare il limite in possibilità. Portare la fiaccola olimpica significa rappresentare tutte le persone che ogni giorno combattono in silenzio senza smettere di credere.»
La fiamma olimpica come metafora di vita
«La fiamma olimpica rappresenta luce, speranza, resilienza: esattamente ciò che cerco di trasmettere ogni giorno con la mia vita. È il simbolo di un cammino condiviso, quello di chi non si arrende e continua a correre anche quando la strada si fa in salita», racconta Garatti.
Per questo, quando in occasione del Festival di Sanremo 2025 è stata annunciata la possibilità di candidarsi come tedofori olimpici, Maria Luisa ha scelto di mettersi in gioco senza esitazioni, presentando la candidatura attraverso i canali ufficiali di Milano-Cortina 2026 e Coca-Cola, con la convinzione di chi sa che i sogni si costruiscono anche con gesti concreti.
Atleta, avvocata e scrittrice, Maria Luisa incarna i valori olimpici nella loro espressione più autentica, dimostrando come la fragilità possa trasformarsi in forza e ogni limite in un nuovo punto di partenza.
L’appuntamento con la storia
Quando: sabato 17 gennaio 2026, ore 16:23.
Dove: partenza da via per Rovato 13D – Iseo (BS).
Punto di riferimento: sticker identificativo n. 68.
Cittadini, familiari e amici sono invitati a partecipare a questo momento storico e simbolico, non solo come celebrazione dei Giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026, ma come testimonianza concreta del coraggio, della determinazione e della speranza che lo sport sa regalare.
Il passaggio della fiamma olimpica a Iseo non sarà soltanto un grande evento sportivo, ma un messaggio potente di inclusione che risuonerà ben oltre i confini della città.