Comunicato stampa – Ora di religione, un'erosione costante

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Comunicato stampa – Ora di religione, un'erosione costante

14 gennaio 2026

Nell'anno 2024/25 cresce dell'1% il numero degli studenti che scelgono di non avvalersi dell'Irc: 42mila in più dell'anno precedente. Sorpasso laico in 3 Comuni. L'Uaar invita a fare la scelta educativa migliore 

 

I prossimi governi prima o poi dovranno pensare a una riforma seria dell'Insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica. Il numero degli studenti che scelgono di non avvalersi dell'Irc cresce infatti in maniera costante e al ritmo di circa l'1% annuo. E anche nell'anno scolastico 2024/25 sono cresciute dell'1% le scelte di non frequentare le lezioni impartite dal docente nominato dal vescovo: il 17,7% in più, contro il 16,7% dello scorso anno. L'aumento è di 42mila studenti, dato ancora più significativo a fronte del calo di 120mila unità della popolazione studentesca complessiva. Una tendenza che, se confermata anche nei prossimi anni, vedrà sempre meno adesioni all'insegnamento facoltativo targato Conferenza episcopale italiana.

I numeri, che l'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar) ha chiesto per il quarto anno consecutivo, sono ufficiali e provengono dal Ministero dell'Istruzione e del Merito e dalle province autonome di Trento e Bolzano.

A differenza della Cei, l'Uaar non si limita a comunicare il dato nazionale. Tanto è vero che il fenomeno è stato analizzato in dettaglio a vari livelli territoriali. Emerge così un'Italia a due velocità, con aree di forte allontanamento dall'ora di religione cattolica e altre dove sembrano esserci fattori che lo impediscono.

In sette regioni più di uno studente su quattro non si avvale dell'Irc: Valle d'Aosta (34,46%), Emilia Romagna (30,65%), Toscana (30,60%), Liguria (30,10%), Lombardia (27,22), Piemonte (27,02%) e Friuli Venezia Giulia (26,74%).

Per le province, in sei casi si sale ad almeno uno su tre: Firenze (40,33%), Bologna (38,91%), Prato (36,65), Trieste (36,31%), Aosta (34,46%) e Gorizia (34,27%). Rispetto all'anno precedente l'aumento è generalizzato, con 16 province che registrano un incremento che supera i due punti percentuali e solo in cinque casi si ha una lieve flessione.
Focalizzando l'analisi sui Comuni con più di 25mila abitanti si registrano tre casi di sorpasso laico: Monfalcone (Go, 57,48%), Pinerolo (To, 54,66%) e Firenze (50,85%). Altri sei Comuni mostrano percentuali superiori al 45%: Sesto Fiorentino (Fi, 49,56%), Lugo (Ra, 49,11%), Bologna (46,92%), Casalecchio di Reno (Bo, 46,86%), Aosta (46,50%) e Scandicci  (Fi, 45,29%). In fondo alla classifica troviamo per le regioni la Basilicata (3,26%) e per le province Potenza (2,71%). Tra i Comuni con almeno 25mila abitanti ci sono cinque casi in cui a non frequentare le lezioni confessionali è meno dell'1% degli studenti: Castellammare di Stabia (Na), Adrano (Ct), Casoria (Na), Volla (Na) e Gragnano (Na). 

«Sempre più famiglie e studenti – dichiara Roberto Grendene, segretario dell'Uaar ­– scelgono di non frequentare l'ora di religione cattolica, nonostante l'esercizio di questo diritto troppe volte sia ostacolato dalla mancanza di valide alternative e da pressioni anche interne al sistema scolastico. Per la Cei si tratterebbe di una libera scelta ma non è affatto così: mettiamo l'Irc in orario extrascolastico, come capita a tutte le attività facoltative, e vediamo come va a finire».

Ieri hanno preso il via le iscrizioni all'anno 2026/27 la cui scadenza sarà il 14 febbraio. «Invito i genitori – conclude Grendene – a compiere la migliore scelta educativa: dire no all'insegnamento della religione cattolica. E se incontrano difficoltà, avranno l'Uaar al loro fianco».

 

Note

Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti
Associazione di promozione sociale

Sede nazionale
via Francesco Negri 67/69, 00154 Roma

Ufficio stampa: Daniele Passanante - 3294206024 - uffstampa@uaar.it

Recapiti
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uffstampa@uaar.it
3294206024
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