L’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Mercosur, recentemente finalizzato dopo oltre vent’anni di negoziati, apre scenari inediti per le imprese italiane che operano nel settore agroalimentare. Un capitolo centrale di questo accordo riguarda proprio la tutela delle Indicazioni Geografiche (IG), strumento di protezione che l’Italia ha saputo valorizzare come nessun altro Paese al mondo.
Cosa prevede l’accordo per le IG
L’intesa raggiunta rappresenta un risultato significativo sul fronte della proprietà intellettuale. L’accordo garantisce il riconoscimento e la protezione di oltre 350 Indicazioni Geografiche europee nei Paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay), incluse ben 57 eccellenze italiane, tra le quali l’Aceto Balsamico di Modena, il Prosciutto di Parma, la Mozzarella di Bufala Campana, il Prosecco e il Chianti Classico, secondo la Farnesina, si tratta del maggior numero di indicazioni geografiche mai protetto in un accordo commerciale dell’Unione Europea (l’elenco completo delle IG italiane è disponibile sul sito della Farnesina: https://www.esteri.it/en/sala_stampa/archivionotizie/comunicati/2026/01/principali-novita-accordo-ue-mercosur/).
Questo significa che le nostre IG saranno tutelate dalla concorrenza sleale e dall’uso improprio delle denominazioni, con meccanismi di enforcement rafforzati che permetteranno di contrastare più efficacemente l’Italian sounding in questi mercati strategici.
Il Mercosur rappresenta un mercato di oltre 260 milioni di consumatori con una classe media in crescita e un interesse crescente per i prodotti alimentari di qualità. La protezione delle IG in quest’area geografica offre alle nostre imprese diverse opportunità concrete:
- Accesso privilegiato a mercati in espansione. I prodotti a Indicazione Geografica potranno essere esportati con maggiore sicurezza giuridica, consolidando la reputazione costruita in decenni di lavoro e la fiducia dei consumatori sudamericani verso la qualità italiana.
- Valorizzazione del brand territoriale. La tutela legale delle denominazioni consente di mantenere quel legame inscindibile tra prodotto e territorio che costituisce il valore aggiunto delle nostre eccellenze, impedendo che altri operatori possano approfittare della reputazione costruita dai nostri produttori.
- Contrasto all’Italian sounding. Nei Paesi del Mercosur, come nel resto del mondo, i prodotti che evocano l’italianità pur non essendo prodotti in Italia, rappresentano un fenomeno significativo. L’accordo fornisce strumenti giuridici più efficaci per contrastare questa forma di concorrenza sleale.
I rischi da gestire con attenzione
Sarebbe tuttavia ingenuo non considerare anche le sfide che questo accordo comporta. Il mercato sudamericano presenta alcune specificità che richiedono un approccio strategico e consapevole.
- Competitività sui prezzi. L’abbattimento delle barriere tariffarie funziona in entrambe le direzioni. Le nostre aziende dovranno confrontarsi con prodotti agricoli sudamericani competitivi sul fronte del prezzo, rendendo ancora più cruciale la capacità di comunicare il valore aggiunto delle IG.
- Complessità nell’enforcement. Sebbene l’accordo preveda meccanismi di tutela, l’applicazione concreta delle norme richiederà tempo e vigilanza costante. I sistemi giuridici dei Paesi Mercosur hanno caratteristiche proprie e sarà necessario familiarizzare con le procedure locali.
- Necessità di investimenti in marketing. Il riconoscimento giuridico è un presupposto fondamentale, ma non sufficiente. Sarà necessario investire nella promozione e nella comunicazione per far comprendere ai consumatori sudamericani il valore delle nostre denominazioni.
L’IG come strumento strategico: ora più che mai
In questo contesto di apertura dei mercati, l’Indicazione Geografica si conferma uno strumento strategico essenziale per le imprese italiane del settore agroalimentare. Non si tratta soltanto di una tutela legale, ma di un vero e proprio asset competitivo che permette di differenziarsi in mercati sempre più affollati. Per i produttori che ancora non hanno considerato l’adozione di una IG, questo è il momento giusto per valutarne l’opportunità. Per quelli che già ne beneficiano, l’accordo Mercosur rappresenta l’occasione per rafforzare la strategia di internazionalizzazione, presidiando mercati nuovi con strumenti di tutela adeguati.
Come prepararsi al nuovo scenario
Il nostro Polo Agroalimentare è a disposizione per supportare le aziende in questo percorso, attraverso servizi mirati che includono la sorveglianza mondiale sulle violazioni delle IG, la strategia di enforcement nei mercati esteri e l’assistenza in caso di contestazioni o contraffazioni, nonché la consulenza per la redazione dei disciplinari di produzione e l’assistenza alla registrazione delle IG non agro-alimentari L’accordo UE-Mercosur non è solo un trattato commerciale, ma un’opportunità per valorizzare ulteriormente quel patrimonio immateriale che rende unici i nostri prodotti. Con la giusta preparazione e gli strumenti adeguati, le nostre imprese possono trasformare questa sfida in un vantaggio competitivo duraturo.