L’Emilia-Romagna si conferma una delle locomotive dell’agroalimentare italiano sui mercati internazionali. Nei primi nove mesi del 2025 l’export della filiera agroalimentare regionale ha superato i 10,2 miliardi di euro, con una crescita di quasi il 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un ritmo superiore alla media nazionale. La regione è prima in Italia per valore complessivo delle esportazioni agroalimentari, con una quota prossima al 18% del totale nazionale.
La componente “core” della filiera – agricoltura, industria alimentare e bevande – vale 8,6 miliardi di euro, trainata in particolare dai prodotti dell’industria alimentare, che rappresentano oltre due terzi dell’export agroalimentare regionale. Spiccano i prodotti lattiero-caseari, in forte crescita, insieme alle carni trasformate e alle produzioni ad alto valore aggiunto, molte delle quali a Indicazione geografica.
Dal punto di vista geografico, circa il 61% dell’export agroalimentare è diretto verso i mercati dell’Unione europea, con Germania e Francia come principali partner commerciali. I mercati extra-Ue rappresentano il restante 39%, con gli Stati Uniti tra i primi sbocchi, sebbene penalizzati nel 2025 da un contesto di tensioni tariffarie.
In questo quadro, le Dop e Igp dell’Emilia-Romagna svolgono un ruolo strategico sia in termini economici, sia identitari. La regione è prima in Italia per valore complessivo delle produzioni Dop e Igp, 44 denominazioni riconosciute (19 Dop e 25 Igp) – e una quarantacinquesima in arrivo, l’erbazzone reggiano - e alcuni dei marchi più noti del Made in Italy agroalimentare. Le produzioni a Indicazione geografica rappresentano un asset competitivo fondamentale per l’export, contribuendo in modo decisivo alla reputazione internazionale della regione e la sua capacità di presidiare i mercati di fascia medio-alta. Oltre a svolgere un importante ruolo economico, le indicazioni geografiche influenzano fortemente anche l’equilibrio territoriale, contribuendo a tenere insieme le comunità nelle zone rurali offrendo posti di lavoro, circa 53mila imprese agricole e agroalimentari, di cui circa 4.500 nell’industria alimentare.
Per contribuire alla promozione nazionale e internazionale dei gusti e dei valori rappresentati da questi prodotti la Regione, nel biennio 2025/2026, ha investito complessivamente 25 milioni di euro, di cui 7 milioni destinati a un bando per la promozione dei vini a qualità certificata nei paesi extra europei, che verrà rinnovato nel 2026, 5 milioni per un bando per la promozione internazionale di prodotti alimentari certificati all’interno dell’unione europea e altri 6 milioni per la promozione nazionale attraverso la partecipazione a fiere, manifestazioni e azioni dirette territoriali.
Tra le attività di promozione delle eccellenze agroalimentari certificate anche la partecipazione a Expo Osaka 2025 in Giappone, al Summer Fancy Food di New York (Usa) e alla Settimana della Cucina Italiana nel Mondo (Scim) a Bruxelles nel 2025.