Un nuovo approccio BIM per la gestione integrata dell’edilizia all’Università degli Studi di Napoli Federico II
mercoledì 21 gennaio 2026
Milano, 21 gennaio 2026 – Avviare una transizione digitale strutturata per la gestione del patrimonio edilizio pubblico, coniugando metodo, persone e tecnologia. È questo l’obiettivo del percorso BIM intrapreso dall’Università degli Studi di Napoli Federico II, uno dei più grandi e complessi atenei europei, con oltre 80.000 studenti, più di 5.000 addetti e un sistema articolato di sedi storiche e moderne distribuite sull’intero territorio urbano.
Il progetto nasce dalla necessità di affrontare in modo coordinato la crescente complessità gestionale dell’edilizia universitaria, in un contesto normativo e tecnologico in continua evoluzione. In linea con il nuovo Codice dei Contratti Pubblici, l’Ateneo ha scelto di dotarsi di strumenti digitali interoperabili, metodologie condivise e standard uniformi per la gestione informativa delle opere, avviando un percorso che va oltre la semplice adozione di nuove tecnologie.
A supporto di questo processo, l’Università si è avvalsa della consulenza di Harpaceas, coinvolta nella definizione dell’impostazione metodologica e nell’accompagnamento operativo delle strutture interne.
L’introduzione del Building Information Modeling è stata infatti concepita come un cambio di approccio organizzativo, finalizzato a ripensare i processi, migliorare il coordinamento tra le Aree coinvolte e favorire una visione integrata delle attività edilizie e di prevenzione. Il supporto consulenziale ha permesso di analizzare in modo sistemico le modalità operative esistenti, mappare i processi e individuare criticità e opportunità di miglioramento, ponendo le basi per una strategia BIM evolutiva e sostenibile nel lungo periodo.
Un ruolo centrale è stato attribuito alle persone. La prima fase del progetto ha coinvolto circa 90 professionisti provenienti dall’area edilizia, dalla prevenzione e protezione e dall’area contrattuale. A questa è seguita una seconda fase, attualmente in corso, che interessa circa 55 tecnici, affiancata da momenti di approfondimento operativo con gruppi ristretti di specialisti. Un approccio pensato per costruire competenze diffuse e un linguaggio comune, evitando soluzioni frammentate o eccessivamente dipendenti da risorse esterne.
Sebbene il percorso sia ancora in fase di sviluppo e non siano ancora disponibili dati quantitativi consolidati, i primi benefici qualitativi sono già evidenti: una maggiore consapevolezza operativa, una riduzione delle inefficienze nei flussi comunicativi e i primi segnali di un miglior coordinamento interfunzionale. Nel medio periodo, questi risultati sono destinati a tradursi in una gestione più efficiente delle gare, dei progetti e delle attività di verifica.
Guardando al futuro, l’Ateneo prevede un’ottimizzazione dell’uso delle risorse, una riduzione delle rilavorazioni e un miglioramento complessivo della produttività organizzativa. L’introduzione di strumenti strutturati per la gestione dei dati e l’analisi dei processi, unita a un coinvolgimento trasversale delle funzioni, sta già favorendo una maggiore integrazione tra ambiti che in passato operavano in modo separato.
Con il supporto di Harpaceas, il percorso è stato impostato come un processo strutturato, finalizzato a trasferire competenze, costruire autonomia interna e favorire la progressiva integrazione del BIM nei processi decisionali dell’Ateneo.
Il progetto BIM dell’Università degli Studi di Napoli Federico II si configura così come un percorso di innovazione progressiva, che pone le basi per una gestione più integrata, consapevole e orientata al dato del patrimonio edilizio e infrastrutturale, con ricadute positive anche in termini di sicurezza, tracciabilità e qualità delle informazioni.
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