Introduzione
Negli ultimi anni l’agrivoltaico si è affermato come una delle innovazioni più promettenti per coniugare energia rinnovabile e produzione agricola. In termini semplici si tratta di installare pannelli fotovoltaici su terreni agricoli senza compromettere la coltivazione: i moduli vengono montati su strutture elevate oppure tra le file delle colture, permettendo alla luce di raggiungere sia le piante sia i pannelli. Questa sinergia consente di ottimizzare l’uso del suolo, aumentare la resilienza alle condizioni climatiche estreme e contribuire alla transizione energetica. L’Italia sta investendo moltissimo su questa tecnologia attraverso bandi e linee guida dedicati, ma per coglierne appieno le potenzialità è necessario adottare sistemi di monitoraggio avanzati che verifichino l’impatto sulle colture e supportino gli agricoltori nelle decisioni.
Cos’è un impianto agrivoltaico
Definizione e principio di funzionamento
Un impianto agrivoltaico è un sistema fotovoltaico progettato per preservare la continuità delle attività agricole e pastorali sul sito di installazione. In pratica, i pannelli solari vengono posizionati su strutture che li elevano dal terreno oppure sono installati tra le file di coltivazione; l’altezza e la distanza tra i moduli sono studiate in modo da garantire alle piante la radiazione necessaria per la fotosintesi. Alcune configurazioni avanzate adottano meccanismi di tracciamento solare che orientano i pannelli durante il giorno per massimizzare la produzione di energia e regolare l’ombreggiamento. Grazie all’integrazione di sensori ambientali e algoritmi di controllo, questi impianti sono in grado di monitorare e gestire automaticamente la distribuzione di luce e ombra, adattandosi alle esigenze specifiche delle colture.
Normativa italiana di riferimento
Il quadro normativo italiano sull’agrivoltaico è stato definito a partire dal D.Lgs. 199/2021, che recepisce la direttiva RED II sulla promozione dell’energia da fonti rinnovabili. Il decreto individua le aree idonee all’installazione di impianti a fonti rinnovabili e stabilisce che la coesistenza tra produzione elettrica e attività agricola debba essere garantita. A supporto di tale decreto, nel giugno 2022 il Ministero della Transizione Ecologica (MiTE) ha pubblicato Linee guida in materia di impianti agrivoltaici, redatte con il contributo di CREA, ENEA, GSE e RSE. Le linee guida definiscono caratteristiche e requisiti minimi per la progettazione, realizzazione e gestione degli impianti.
I principali requisiti sono:
- Continuità agricola: almeno il 70 % della superficie del sistema agrivoltaico deve rimanere destinata all’attività agricola. Ciò assicura che la produzione alimentare continui nonostante l’installazione dei pannelli.
- Rapporto di occupazione del suolo (LAOR): il rapporto tra la superficie occupata dai moduli fotovoltaici e la superficie complessiva non può superare il 40 %; questo criterio garantisce un adeguato soleggiamento per le colture.
- Altezza minima dei moduli: per gli impianti agrivoltaici avanzati i moduli devono essere elevati ad almeno 1,3 m da terra per consentire il pascolamento degli animali o 2,1 m per permettere il passaggio dei macchinari agricoli. L’altezza assicura la continuità delle operazioni agricole e la possibilità di utilizzare i trattori sotto i moduli.
- Sistemi di monitoraggio: le linee guida prevedono l’installazione di sensori per misurare i principali parametri microclimatici (temperatura, umidità, velocità del vento e radiazione solare) sia sotto i moduli sia in aree di confronto non coperte. Il sistema deve verificare l’effettivo impatto dell’impianto sulla produttività agricola e il risparmio idrico.
- Uso di tecnologie digitali: per rientrare nella categoria di “impianto agrivoltaico avanzato” bisogna implementare soluzioni di agricoltura di precisione, come sensori per il monitoraggio delle colture, sistemi di irrigazione a goccia e strumenti di controllo da remoto. La combinazione di tecnologia e agricoltura è indispensabile per accedere agli incentivi statali.
Oltre alle linee guida generali, il programma GSE Agrivoltaico collegato al PNRR prevede ulteriori requisiti tecnici per gli impianti innovativi. Il bando 2025–2026 supporta installazioni che prevedono moduli elevati con sistemi di rotazione per ottimizzare la produzione energetica e agricola. Per questi progetti sono obbligatori sistemi di monitoraggio che rilevino microclima, produttività delle colture, risparmio idrico e fertilità del suolo. Il programma offre un contributo a fondo perduto fino al 40 % dei costi ammissibili più una tariffa incentivante ventennale, con l’obiettivo di installare almeno 1,04 GW di potenza entro il 2026.
Vantaggi dell’agrivoltaico
Efficienza nell’uso del suolo e protezione delle colture
L’agrivoltaico permette di massimizzare l’utilizzo dello spazio perché combina produzione agricola ed energetica nello stesso terreno. In un contesto in cui la superficie coltivabile è limitata e il consumo di suolo è sotto osservazione, questa soluzione rappresenta un’alternativa efficace rispetto agli impianti a terra tradizionali. I pannelli solari, inoltre, creano zone d’ombra controllate che proteggono le colture da eventi climatici estremi come grandinate o piogge torrenziali. Questo riduce le perdite di raccolto e stabilizza il microclima a livello del suolo.
Il parziale ombreggiamento prodotto dai moduli favorisce anche la riduzione dell’evaporazione dell’acqua dal suolo. Alcuni studi citati da Elaisian indicano che l’agrivoltaico può ridurre del 20‑30 % l’acqua necessaria per l’irrigazione. In aree soggette a siccità questo è un beneficio fondamentale, perché consente di conservare l’umidità nel terreno e di mantenere la salute delle colture con un minor uso di risorse idriche.
Sostenibilità ambientale e competitività economica
Gli impianti agrivoltaici contribuiscono alla riduzione delle emissioni di carbonio, in quanto generano energia pulita e rinnovabile. L’adozione di questi sistemi sostiene gli obiettivi europei di neutralità climatica e riduce la dipendenza dalle fonti fossili. Per gli agricoltori, la produzione energetica genera anche una fonte di reddito aggiuntiva: l’energia in eccesso può essere venduta alla rete, permettendo di recuperare parte dell’investimento. Il programma GSE prevede inoltre incentivi e contributi a fondo perduto che aumentano la competitività delle aziende agricole. L’installazione di impianti agrivoltaici consente così di diversificare il business agricolo e migliorare la resilienza economica, riducendo i costi energetici e creando nuove opportunità di guadagno.
Recupero di terreni marginali e innovazione dei processi
Un ulteriore vantaggio dell’agrivoltaico è il recupero di terreni abbandonati o marginali. L’installazione di pannelli su aree non utilizzate o poco produttive permette di ottimizzare le risorse e valorizzare superfici altrimenti non coltivate. Inoltre, l’integrazione di tecnologie digitali e sensori promuove l’innovazione dei processi agricoli: la combinazione di agricoltura di precisione, IoT e intelligenza artificiale rende le aziende agricole più ecosostenibili e competitive. A differenza dell’agrisolare, che prevede l’installazione di pannelli sui tetti degli edifici agro‑industriali per preservare il suolo, l’agrivoltaico consente di utilizzare direttamente il terreno senza sottrarlo alla coltivazione, rendendolo una soluzione più versatile per i contesti rurali.
La missione e la tecnologia Elaisian
Elaisian nasce nel 2016 come PMI innovativa con l’obiettivo di promuovere il trasferimento di conoscenze e l’innovazione nel settore agricolo. La missione aziendale è chiara: sviluppare servizi avanzati per la digitalizzazione delle aziende agricole, aiutando i produttori a ottimizzare le risorse e migliorare la produttività. In un contesto di cambiamenti climatici e maggiore attenzione all’impatto ambientale, Elaisian si impegna a supportare pratiche agricole più sostenibili ed efficienti.
Il cuore della tecnologia Elaisian è un sistema di supporto alle decisioni (DSS) basato su intelligenza artificiale. Grazie a sensori IoT che rilevano condizioni climatiche e di suolo, previsioni meteorologiche localizzate e modelli di malattia, il DSS analizza i dati raccolti e genera raccomandazioni per irrigazione, fertilizzazione e trattamenti fitosanitari. Questo approccio aiuta gli agricoltori a intervenire nel momento giusto, riducendo l’uso di risorse, migliorando la qualità dei prodotti e monitorando i campi in tempo reale. Ad oggi oltre 6.000 aziende agricole in 20 Paesi utilizzano il sistema Elaisian, con risparmi del 15‑30 % sui trattamenti e un monitoraggio continuo 24 ore su 24.
Come i sensori Elaisian supportano l’agrivoltaico
Le linee guida italiane richiedono che i sistemi agrivoltaici dispongano di sensori per misurare temperatura, umidità, velocità del vento e radiazione solare sotto i moduli e in aree di confronto. Elaisian fornisce stazioni meteo e sensori conformi agli standard WMO (World Meteorological Organization) in grado di misurare con precisione irraggiamento diretto e riflesso, temperatura dell’aria, intensità e direzione del vento e precipitazioni. Queste stazioni comunicano con la piattaforma DSS per elaborare previsioni e raccomandazioni relative a irrigazione, fertilizzazione e trattamenti fitosanitari. L’integrazione delle tecnologie Elaisian con l’agrivoltaico consente quindi di verificare l’impatto delle strutture fotovoltaiche sulle colture, sul microclima e sul risparmio idrico, ottimizzando la produttività e riducendo l’impatto ambientale.
Le stazioni Elaisian si distinguono per diverse caratteristiche chiave:
| Funzionalità | Descrizione |
| Monitoraggio completo | Previsioni meteorologiche localizzate, modelli di malattia, bilancio idrico |
| Sensori supportati | Precipitazioni, temperatura dell’aria, umidità relativa, radiazione globale, bagnatura delle foglie, velocità e direzione del vento, delta‑T, punto di rugiada e VPD. |
| Connettività avanzata | Supporto per reti 2G/3G/4G LTE Cat M1/NB1, allarmi SMS configurabili, GPS integrato e memoria flash da 8 MB. |
| Affidabilità a lungo termine | Batteria ricaricabile con pannello solare, design robusto con range operativo da –35 °C a 80 °C e supporto per sensori multipli. |
Grazie a queste caratteristiche, le stazioni Elaisian soddisfano i requisiti dei bandi GSE e delle linee guida MiTE e consentono agli imprenditori di monitorare in tempo reale il microclima e la produttività agricola, raccogliendo i dati necessari per accedere agli incentivi.
Decision support system (DSS) e agronomia digitale
Oltre al monitoraggio meteorologico, Elaisian mette a disposizione un team agronomico che supporta i clienti 24 ore su 24. La piattaforma permette di inserire rapidamente i trattamenti effettuati in campo, ricevere alert predittivi su possibili infestazioni di patogeni (olivo, vite, mandorlo, kiwi, cereali, orticole, fruttieti) e di generare relazioni agronomiche personalizzate sull’impatto della sensoristica. Questo servizio complementa i requisiti delle linee guida MiTE che chiedono di monitorare l’effettiva destinazione agricola e la produttività delle colture. In un contesto agrivoltaico, la piattaforma Elaisian aiuta gli agricoltori a dimostrare la continuità agricola, documentare il risparmio idrico e fornire indicatori chiave per accedere ai contributi.
Incentivi PNRR e opportunità economiche
Il programma GSE Agrivoltaico istituito nell’ambito del PNRR mette a disposizione oltre 1,7 miliardi di euro per supportare sistemi agrivoltaici innovativi. Il bando 2025–2026 prevede un contributo a fondo perduto fino al 40 % dei costi ammissibili e una tariffa incentivante per 20 anni. Per poter accedere agli incentivi, gli impianti devono essere di nuova costruzione, avere potenza nominale superiore a 1 kW e rispettare i requisiti delle linee guida CREA‑GSE.
Tra i requisiti specifici figurano:
- Elevazione dei pannelli a un’altezza minima di 1,3 m (pascolo) o 2,1 m (coltura con macchinari);
- Mantenimento di almeno il 70 % della superficie dedicata all’attività agricola;
- Produzione elettrica specifica non inferiore al 60 % rispetto a un impianto fotovoltaico standard di riferimento;
- Implementazione di tecnologie innovative, come moduli elevati, sistemi di rotazione, applicazione di strumenti di agricoltura digitale e di precisione;
- Sistemi di monitoraggio capaci di rilevare l’impatto sulle colture, il risparmio idrico, la continuità dell’attività agricola e il microclima.
Gli incentivi offrono un’ottima opportunità per diversificare i redditi agricoli. Oltre al contributo iniziale, gli agricoltori possono beneficiare della tariffa omnicomprensiva se la potenza dell’impianto è inferiore a 200 kW oppure di una tariffa premio per impianti di potenza maggiore. L’energia prodotta in eccesso può essere venduta in rete, generando una fonte di reddito aggiuntiva. Gli incentivi non sono cumulabili con altri sostegni pubblici sugli stessi costi, pertanto è fondamentale scegliere la soluzione più adatta e monitorare attentamente i parametri tecnici per non perdere l’accesso ai contributi.
Sfide e considerazioni operative
Pur offrendo numerosi benefici, l’agrivoltaico presenta alcune sfide tecniche e gestionali. La progettazione richiede un investimento iniziale significativo e un’accurata pianificazione per evitare che i pannelli compromettano la crescita delle colture, soprattutto quelle sensibili all’ombra. È necessario valutare attentamente l’ombreggiatura in funzione delle specie coltivate: alcune piante a crescita bassa traggono beneficio dall’ombra, mentre altre potrebbero soffrire della ridotta esposizione solare. Inoltre, la gestione di un impianto agrivoltaico richiede competenze interdisciplinari che spaziano dall’ingegneria elettrica all’agronomia.
Un’altra sfida riguarda il monitoraggio dei parametri. Le linee guida MiTE prevedono l’installazione di sistemi capaci di controllare l’uso di almeno il 70 % della superficie agricola, il risparmio idrico e la resa agronomica. Secondo un chiarimento del GSE, per ogni progetto basta un unico set di sensori composto da sensori per temperatura, umidità, velocità del vento e radiazione solare. Tuttavia, i dati raccolti devono essere affidabili e integrati in un sistema che permetta di generare report facilmente consultabili; in caso contrario si rischia di non soddisfare i requisiti per gli incentivi.
Dal punto di vista gestionale, è importante pianificare la manutenzione e la pulizia dei moduli, prevenire possibili conflitti con l’attività zootecnica (ad esempio, evitare che il bestiame danneggi i pannelli) e garantire la sicurezza dell’impianto. Le normative richiedono anche la restituzione del terreno a fine vita dell’impianto, per cui è necessario scegliere strutture reversibili e soluzioni che non danneggino il suolo a lungo termine.
Conclusioni: verso un’agricoltura digitale e sostenibile
L’agrivoltaico rappresenta una frontiera fondamentale per conciliare la transizione energetica con la salvaguardia della produzione agricola. L’Italia ha definito un quadro normativo chiaro, con requisiti stringenti ma accompagnato da incentivi generosi che possono coprire una quota significativa dei costi di investimento. Per massimizzare i benefici è essenziale dotarsi di sistemi di monitoraggio avanzati e integrare l’agrivoltaico con soluzioni di agricoltura di precisione. In questo contesto Elaisian offre un supporto decisivo: i suoi sensori certificati e la piattaforma DSS consentono di monitorare microclima e salute delle colture, ottimizzare le risorse, dimostrare la continuità agricola e soddisfare i requisiti necessari per accedere agli incentivi.
Grazie alla combinazione di intelligenza artificiale, IoT e agronomia, Elaisian aiuta gli agricoltori ad adottare pratiche più sostenibili ed efficienti, riducendo i costi e migliorando la qualità delle produzioni. L’integrazione di queste tecnologie nei sistemi agrivoltaici permette di rendere i progetti più competitivi e di accelerare la transizione verso un’agricoltura digitale. Con le linee guida MiTE e i bandi GSE che incentivano l’uso di sistemi di monitoraggio, il ruolo di Elaisian diventa ancora più strategico: la digitalizzazione dei campi non è più un optional, ma una condizione necessaria per accedere a finanziamenti e garantire la sostenibilità economica delle aziende agricole. L’adozione dell’agrivoltaico, sostenuta da soluzioni come quelle di Elaisian, può quindi diventare un volano per una nuova stagione dell’agricoltura italiana, in cui energia e cibo vengono prodotti in armonia, contribuendo alla lotta contro il cambiamento climatico e alla crescita delle comunità rurali.
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