Il saldo tra imprese iscritte e cessate non d'ufficio del 2025 appare positivo, tuttavia, le imprese registrate sono in calo a causa delle cancellazioni d'ufficio. Questi i primi risultati dell'elaborazione dei dati Infocamere sulla demografia imprenditoriale a cura del Centro Studi e Statistica della Camera di Commercio di Modena.
Sono variegate le dinamiche dell'andamento imprenditoriale in provincia di Modena: da un lato il quarto trimestre risulta negativo, con 927 imprese iscritte e 1.080 imprese cessate non d'ufficio, che generano 153 imprese in meno, pari al -0,4%; le imprese registrate divengono così 69.411.
Guardando all'intero anno invece, il saldo appare positivo: con 4.215 imprese iscritte e 3.750 cessate non d'ufficio, scaturiscono 465 imprese in più, pari ad un tasso di sviluppo dello 0,67%, superiore al dato regionale (+0,37%), ma inferiore a quello italiano (+0,96%). In tal modo Modena raggiunge una discreta posizione nella classifica provinciale per tasso di sviluppo, arrivando al quarantesimo posto. Si rileva infine un rallentamento nella dinamica imprenditoriale: le imprese iscritte diminuiscono del 2,4% rispetto al 2024 e le imprese cessate non d'ufficio del 5,5%.
Rallenta anche quest'anno la perdita di imprese registrate, che tuttavia prosegue da diversi anni; in particolare a causa dell'attività di cancellazione d'ufficio del Registro delle Imprese per eliminare le aziende che risultano ancora iscritte alla Camera di Commercio, ma che non operano più da diverso tempo. Quest'anno si sono raggiunte 842 cancellazioni d'ufficio pari ad una diminuzione dello 0,5% delle imprese registrate. Tale risultato è identico al dato nazionale, ma migliore di quello regionale (-1,3%).
A causa di questo andamento, il bilancio decennale mostra una perdita di 5.233 imprese registrate dal 2015 al 2025, pari al -7,0%.
Quest'anno sono in lieve calo anche le imprese attive, cioè quelle che hanno realmente dichiarato l'inizio di un'attività economica; passano da 63.056 nel 2024 a 62.890 al 31/12/2025, con una diminuzione dello 0,3%, pari a 166 imprese in meno. Esaminando la classe di natura giuridica, solamente le società di capitali appaiono in crescita (+2,9%), prosegue così il trend iniziato diversi anni fa. Diminuiscono invece le "altre forme giuridiche" (-6,2%), le società di persone (-3,0%) e le imprese individuali (-1,2%).
Analizzando i macrosettori, solamente i servizi registrano un incremento di imprese attive (+0,5%), mentre risultano netti i cali dell'industria manifatturiera (-2,2%) e dell'agricoltura (-1,8%). Infine, dopo diversi trimestri di crescita, anche le costruzioni accusano una leggera perdita di imprese attive (-0,4%).
Solamente tre settori dell'industria manifatturiera vedono un incremento di imprese attive: la "riparazione e manutenzione" (+4,9%), la "fabbricazione di articoli in gomma e plastica" (+1,6%) e la "stampa e supporti registrati" (+0,5%).
Particolarmente negativa invece la produzione di mobili (-6,0%), il tessile abbigliamento (-5,3%) e l'industria ceramica (-3,6%). Perdono infine imprese anche gli altri settori portanti della provincia come la metalmeccanica (-2,9%), i mezzi di trasporto (-2,7%) e l'industria alimentare (-1,6%).
Al contrario, solamente tre settori appartenenti ai servizi perdono imprese attive: il "trasporto e magazzinaggio" (-2,5%), il commercio (-1,5%) e le "attività sportive e di intrattenimento" (-0,5%). D'altro canto, molto positive risultano l'istruzione privata (+7,7%), le "attività finanziare e assicurative" (+6,9%) e il "noleggio e servizi di supporto alle imprese" (+3,0%).