A Roma, durante il convegno della Commissione Adozioni Internazionali sulla formazione pre-mandato, il vicepresidente Starita ha fatto un accorato intervento sulla necessità della formazione e l’assurdità dei decreti vincolati

Si è svolto il 23 gennaio 2026 a Roma, presso la Camera dei Deputati – Sala della Regina, il convegno L’adozione internazionale. Il percorso per un’accoglienza consapevole, promosso dalla Commissione Adozioni Internazionali. Nel corso dell’iniziativa sono state presentate le Linee operative per i percorsi di formazione pre-mandato degli aspiranti genitori adottivi e il documento sulle buone prassi nell’ascolto degli aspiranti genitori adottivi in tribunale, strumenti centrali per rafforzare qualità, omogeneità e sostenibilità del sistema adottivo nazionale e internazionale.

Il convegno

La Ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Maria Roccella, ha evidenziato come la formazione rappresenti un accompagnamento necessario a un desiderio generoso che va strutturato lungo tutto il percorso adottivo. Nel suo intervento ha richiamato l’andamento dei flussi adottivi, scesi negli ultimi anni sotto le 500 unità, con una lieve ripresa nel 2024 e la conferma del trend nel 2025. L’Italia resta il secondo Paese al mondo per numero di adozioni internazionali, in un contesto segnato da forti turbolenze geopolitiche e dal fenomeno della denatalità, che contribuisce a rendere l’infanzia sempre più un bene da proteggere all’interno dei confini nazionali dei Paesi di origine.
Roccella ha sottolineato l’impegno del Governo nell’affrontare le difficoltà operative e diplomatiche, ricordando i 52 milioni di euro recentemente stanziati, il ruolo dei Centri per la famiglia come rete di supporto territoriale e la necessità di contrastare una crescente diffidenza verso gli strumenti di accoglienza, spesso percepiti come strumenti ordinari di allontanamento anziché come risorse eccezionali di tutela. In chiusura, ha espresso un sentito tributo di gratitudine al vicepresidente della CAI Vincenzo Starita, prossimo alla conclusione del suo incarico.

La centralità della formazione, anche post-adozione

Nel suo intervento, Starita ha posto l’accento sulla finalità maieutica dei percorsi formativi, intesi come strumenti di accompagnamento verso una maggiore consapevolezza e un rafforzamento progressivo delle capacità genitoriali. L’idoneità adottiva è stata definita come un processo dinamico, che si costruisce e si verifica nel tempo, e che richiede continuità di sostegno anche oltre il decreto. È stata evidenziata la necessità di garantire standard minimi quantitativi e qualitativi su tutto il territorio nazionale, superando le attuali disomogeneità regionali, e di investire sulla formazione dei formatori come leva strategica per l’attuazione delle Linee operative.
Nel corso della tavola rotonda, Cinzia Bernicchi, dell’ufficio di presidenza di Ai.Bi. ha richiamato l’attenzione sulla necessità di lavorare in modo esplicito sulle criticità dei percorsi adottivi. In questo quadro, ha sottolineato come risulti fondamentale l’adozione di un linguaggio uniforme tra i diversi attori del sistema, capace di restituire coerenza e chiarezza all’intero percorso. Tra i punti di forza dei documenti presentati nel corso del convegno, Bernicchi ha indicato l’approfondimento delle motivazioni adottive, ritenuto un elemento centrale per sostenere scelte consapevoli.

Sempre nel “superiore interesse del minore”

La tavola rotonda ha visto anche il contributo di rappresentanti delle istituzioni, delle Regioni e dell’associazionismo familiare, che hanno ribadito il valore della cooperazione, della chiarezza dei ruoli e della costruzione di comunità di pratiche integrate. In chiusura, Maria Carla Gatto, esperta di diritto minorile ed ex presidente del Tribunale per i Minorenni di Milano, ha richiamato i concetti di continuità e responsabilità condivisa, sottolineando come solo un coordinamento stabile e un approccio corale e interdisciplinare possano garantire percorsi adottivi consapevoli e realmente orientati al superiore interesse del minore.