La sicurezza dei prodotti non può essere un privilegio per pochi cittadini digitalizzati, né una corsa a ostacoli burocratica per chi subisce un danno: serve un sistema che garantisca risarcimenti rapidi, sanzioni davvero dissuasive e inclusività per i soggetti più fragili.

Lo ha dichiarato l’ADOC nel corso dell’audizione odierna presso la Commissione X (Attività Produttive) della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo di adeguamento al Regolamento (UE) 2023/988 sulla sicurezza generale dei prodotti.

Sebbene il provvedimento faccia passi avanti sul fronte della prevenzione e della vigilanza, l’Adoc evidenzia come le nuove norme rischino di essere poco efficaci per i soggetti più vulnerabili. Tra le preoccupazioni principali: la difficoltà di accesso ai portali digitali, la lentezza dei rimborsi e sanzioni troppo basse per scoraggiare davvero chi immette prodotti pericolosi sul mercato.

Il nuovo sistema si basa molto su strumenti digitali (come il portale Safety Gate), tuttavia i dati ISTAT 2023 mostrano che in Italia solo il 45,7% delle persone possieda competenze digitali di base.

L’Associazione ha portato all’attenzione della Commissione i numerosi disagi segnalati dai consumatori nel settore automobilistico, spesso alle prese con richiami per componenti difettosi.

Nel corso dell’audizione, l’Adoc ha illustrato alcune proposte per rendere la normativa davvero efficace:

  1. procedure semplificate: introdurre una fase decisoria formale, simile a quella utilizzata per le controversie, per ottenere decisioni vincolanti e rapide;
  2. sanzioni proporzionate alla gravità del rischio per i consumatori: le multe attuali (da 2.500 fino a 40.000 euro) sono considerate insufficienti rispetto ai profitti di chi vende prodotti non sicuri;
  3. un fondo per i consumatori: destinare parte delle somme derivanti dalle sanzioni a iniziative di tutela e diretta dei consumatori.