5 falsi miti sul trasferimento all'estero da sfatare

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Nel mondo della mobilità globale i trasferimenti all’estero sono spesso avvolti da miti e stereotipi fuorvianti: diventa quindi essenziale saper distinguere i fatti dalle credenze comuni per poter prendere delle decisioni realmente informate.

Esaminiamo 5 miti diffusi e la loro reale controparte.

I 5 miti da sfatare sul trasferimento all’estero

1: Il vero vantaggio sono le tasse basse

Molti credono che il principale vantaggio di un trasferimento risieda solamente nelle basse aliquote fiscali e negli incentivi. In realtà, pur essendo elementi molto attraenti in una fase iniziale, questi elementi non sono sufficienti per garantire un benessere duraturo.

Il successo di un trasferimento all’estero infatti emerge dall’adattamento alla vita quotidiana alle proprie esigenze, una volta superata l’euforia iniziale. Ad esempio, un regime a tassazione zero può rivelarsi difficile da gestire se il sistema impone una presenza nel territorio continuativa, incompatibile con la necessità di effettuare molti viaggi in Italia.

Sono molti i Paesi che richiedono la presenza effettiva sul territorio per il mantenimento della residenza: Albania, Grecia, Cipro sono solo un esempio.

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2: Se l’ottenimento della residenza è facile, tutto il resto sarà una passeggiata

Un altro comune equivoco consiste nel considerare l’ottenimento “facile” della residenza come garanzia di un processo lineare.

In realtà, l’ottenimento della residenza è soltanto il primo passo: spesso le complessità emergono successivamente, come ad esempio discrepanze con le tempistiche per la registrazione del contratto di affitto, iscrizione AIRE ritardata oppure richiesta di applicazione delle Convenzioni Internazionali fuori tempo massimo.

Altre difficoltà possono emergere in casi particolari quali ad esempio l’iscrizione dei figli a scuola: esistono Paesi dove per iscrivere un minore a scuola è necessaria la presenza comprovata sul territorio per almeno un anno continuativo.

3: Capisci subito se hai fatto la scelta giusta

Non meno comune è l’idea che bastino pochi mesi per valutare la scelta. Le decisioni strategiche invece richiedono tempo: la vera valutazione arriva con l’instaurarsi della routine, tipicamente dopo un anno o due, quando gli elementi d’interesse personale si instaurano in una quotidianità appagante.

La rapidità con cui è possibile ottenere la residenza non sembra combacia con  il raggiungimento degli obiettivi personali e legati alla qualità della vita sul posto.

Alcuni Paesi inoltre dopo alcuni anni per il rilascio del rinnovo del permesso di soggiorno e quindi della residenza, valutano non solo gli aspetti economici ma anche l’integrazione culturale del richiedente nel territorio.

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4: I vantaggi fiscali riflettono la qualità della vita

Un altro pensiero comune è che i vantaggi fiscali riflettano in qualche modo la qualità della vita offerta dalla località scelta. In verità questi sono strumenti che facilitano l’ingresso agli espatriati, ma non hanno una relazione diretta con la qualità di vita. 

Quest’ultima infatti viene definita da sanità, burocrazia, sicurezza, integrazione culturale, qualità dei servizi, tipologia di alloggi disponibili e molti altri aspetti similari. Programmi come i famosi Golden Visa offrono un avvio promettente che però può complicarsi solo successivamente con procedure legate all’apertura di conti bancari, conversioni di patenti o riconoscimento delle qualifiche, ad esempio.

5: Si può prevedere tutto prima di partire

Infine, possiamo affermare che il fatto di pensare di poter prevedere ogni ostacolo con una ricerca preliminare è un’illusione.

Molte sono le conseguenze o le difficoltà che si verificano soltanto sul posto, a trasferimento avvenuto. Ad esempio: la necessità di produrre documenti in Italia e di dover rientrare in patria soltanto per questo, difficoltà legate alla casa in affitto o acquistata, complessità burocratiche impreviste di ogni genere.

Perché vi diciamo tutto questo? 

Perché avere la possibilità di comprendere queste dinamiche favorisce scelte consapevoli e rendono possibile un trasferimento o un’esperienza internazionale più prevedibile.

REFRAMED si pone l’obiettivo di accompagnare i propri clienti passo passo prima, durante e dopo il trasferimento, offrendo assistenza in loco ed in Italia sia dal punto di vista pratico che burocratico-legale.

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L'appuntamento consiste nelle seguenti attività:

  1. analizzare le tue aspettative;
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