Confesercenti Veneto Centrale: commercio, il 2025 si chiude con segnali contrastanti

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L’Associazione: “Ora servono scelte condivise per sostenere la ripresa”

Il 2025 si conclude con indicatori eterogenei per il commercio al dettaglio. I dati Istat di dicembre mostrano una lieve flessione rispetto a novembre sia in valore (-0,8%) sia in volume (-0,9%), coinvolgendo sia il comparto alimentare sia quello non alimentare. Su base annua, tuttavia, le vendite registrano una crescita dello 0,8% in valore, segnale di una domanda che, pur in un contesto complesso, continua a sostenere il sistema distributivo.

«Anche nel territorio del Veneto – sottolinea Confesercenti del Veneto Centrale – il periodo natalizio non ha espresso appieno il suo potenziale, anche per l’effetto di anticipo degli acquisti legato al Black Friday. Tuttavia, le imprese hanno dimostrato capacità di adattamento e tenuta in una fase ancora condizionata dall’andamento dei prezzi e dall’evoluzione delle abitudini di consumo».

Dal confronto con gli operatori emergono trasformazioni ormai strutturali: promozioni anticipate, crescita dell’online e nuove aspettative dei clienti stanno ridisegnando il mercato. «Si tratta di cambiamenti che vanno governati – evidenzia l’associazione – e che offrono anche opportunità per innovare modelli di vendita, rafforzare la relazione con la clientela e valorizzare la qualità dell’offerta dei negozi di prossimità».

Confesercenti ribadisce la necessità di un confronto sul calendario delle vendite di fine stagione, per renderlo più coerente con i comportamenti reali di acquisto e tutelare i momenti cruciali dell’anno commerciale. «Un quadro di regole più equilibrato può aiutare a riportare valore lungo tutta la filiera e a garantire maggiore stabilità alle imprese».

Nei beni non alimentari la spesa resta prudente, ma tengono i comparti legati alla salute e alla cura della persona; sul fronte alimentare, la dinamica dei prezzi continua a incidere sulle scelte delle famiglie, che restano attente, ma non rinunciano alla qualità.

«È vero che negli ultimi anni si è spesso speso di più per acquistare meno – osserva Confesercenti del Veneto Centrale – ma il 2026 può rappresentare un anno di progressivo riequilibrio se si consolideranno politiche di sostegno ai consumi, investimenti sulla rigenerazione urbana e misure a favore delle piccole imprese come ci sembra si stia indirizzando la Regione Veneto».

Una prospettiva che passa anche dal rafforzamento dei Distretti del Commercio e dalle iniziative territoriali: «Le imprese di vicinato continuano a svolgere un ruolo fondamentale nella vitalità dei centri urbani. Con interventi mirati su fiscalità, costi energetici, accesso al credito e promozione locale è possibile creare le condizioni per una crescita più solida e duratura».

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