INTERROGAZIONE N. 378/A | Consiglio regionale della Sardegna

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CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 378/A

INTERROGAZIONE TICCA – SALARIS – FASOLINO, con richiesta di risposta scritta, sul piano di dimensionamento scolastico della Regione per l’anno scolastico 2026-2027.

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I sottoscritti,

PREMESSO che:
– con atto del Commissario ad acta nominato dal Ministero dell’Istruzione e del merito è stato approvato il piano di dimensionamento scolastico della Regione per l’anno scolastico 2026-2027;
– il piano dà attuazione alla normativa nazionale che prevede, su scala complessiva, la riduzione del numero delle autonomie scolastiche, stabilendo per la Regione una riduzione da 232 a 223 istituzioni scolastiche autonome;

CONSIDERATO che:
– la previsione normativa nazionale, pur imponendo un obiettivo quantitativo di riduzione delle autonomie, non esonera le Regioni dalla responsabilità politica e amministrativa di definire criteri applicativi coerenti con le specificità territoriali, demografiche, sociali ed economiche dei rispettivi contesti;
– la Sardegna presenta caratteristiche strutturali uniche, legate all’insularità, alla frammentazione territoriale, alla bassa densità abitativa di ampie porzioni del territorio regionale e alla presenza di vaste aree interne e periferiche già penalizzate da un progressivo depauperamento dei servizi essenziali;

RILEVATO che:
– da un esame preliminare degli atti emergono profili di criticità sotto il profilo metodologico e sostanziale, in particolare per quanto riguarda l’assunzione del parametro numerico relativo alla popolazione scolastica quale criterio prevalente e la modalità con cui tale parametro è stato applicato;
– risulterebbe la permanenza di alcune autonomie scolastiche con una popolazione scolastica inferiore a quella di autonomie soppresse in territori periferici, montani e interni, come Tertenia, Ilbono, Orgosolo, Bonorva, Thiesi e Pozzomaggiore (solo per citarne alcuni) determinando un’evidente sproporzione nell’impatto territoriale delle scelte operate;

EVIDENZIATO che:
– nei piccoli comuni e nelle aree interne l’autonomia scolastica non svolge esclusivamente una funzione amministrativa o organizzativa, ma rappresenta un presidio fondamentale di coesione sociale, di identità comunitaria e di collaborazione istituzionale con gli enti locali;
– la presenza di un’autonomia scolastica contribuisce in modo determinante alla vitalità delle comunità locali, alimentando dinamiche di partecipazione, associazionismo e integrazione sociale che risultano strutturalmente meno rilevanti nei grandi centri urbani, ove è concentrata una pluralità di servizi pubblici e privati;

CONSIDERATO altresì che:
– non appare coerente né sostenibile affermare, da un lato, la volontà di tutelare le comunità minori, contrastare lo spopolamento e promuovere l’equilibrio territoriale e, dall’altro, adottare politiche che producono effetti di ulteriore polarizzazione e accentramento dei servizi essenziali;
– il tema del dimensionamento scolastico incide direttamente sul diritto allo studio, sull’accessibilità ai servizi educativi e sulle condizioni di vita delle famiglie e, pertanto, non può essere trattato come un mero adempimento tecnico, ma richiede una chiara assunzione di responsabilità politica da parte della Regione;

RILEVATO inoltre che:
– nelle aree dell’Ogliastra, del Nuorese e più in generale nei piccoli centri delle zone interne, gli studenti sono costretti a diventare pendolari già dal primo anno delle scuole secondarie di secondo grado, affrontando quotidianamente lunghe percorrenze, con sveglie nelle prime ore del mattino e rientri nel tardo pomeriggio;
– tale condizione determina un aggravio significativo in termini di qualità della vita, costi economici e disuguaglianze di accesso alle opportunità formative, rispetto agli studenti residenti nei grandi centri urbani, che spesso dispongono di istituti scolastici facilmente raggiungibili e di una rete di servizi capillare;

SOTTOLINEATO che:
– il riequilibrio territoriale deve essere affrontato con una visione organica e integrata, che tenga conto non solo del dato numerico degli iscritti, ma anche delle distanze geografiche, della viabilità, dei tempi di percorrenza e della presenza o assenza di altri servizi fondamentali quali quelli sanitari, giudiziari, lavorativi e universitari;
– l’accorpamento di autonomie scolastiche in contesti urbani, caratterizzati da elevata densità abitativa e da distanze spesso percorribili anche a piedi, produce effetti radicalmente diversi rispetto agli accorpamenti operati nei piccoli comuni delle aree marginali, dove la perdita di un servizio rappresenta spesso un fattore irreversibile di declino;

CONSIDERATO infine che:
– l’economia della Sardegna si fonda prevalentemente su settori produttivi, in particolare il turismo e l’agricoltura, che si sviluppano in larga misura al di fuori dei grandi poli urbani;
– numerosi piccoli comuni generano volumi rilevanti di ricchezza, come dimostrato dalle presenze turistiche e dalle produzioni agricole e zootecniche destinate all’export, a fronte di una progressiva concentrazione dei servizi nei grandi centri;
– si configura pertanto un sistema nel quale la ricchezza prodotta da una costellazione di comunità periferiche viene assorbita dai poli urbani, nei quali i cittadini delle aree interne sono costretti a recarsi per soddisfare bisogni essenziali, compresi quelli scolastici e universitari,

chiedono di interrogare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per sapere:
1) se la Giunta regionale intenda avviare con urgenza un’interlocuzione istituzionale formale con il Ministero dell’istruzione e del merito finalizzata al ritiro dell’atto commissariale relativo al piano di dimensionamento scolastico per l’anno 2026-2027;
2) se la Giunta non ritenga necessario procedere, in tempi brevi, in via ordinaria e mediante propria deliberazione, alla predisposizione di un nuovo piano regionale di dimensionamento scolastico, nel rispetto della normativa nazionale sulla riduzione delle autonomie;
3) se, nella definizione del nuovo piano, la Giunta intenda adottare criteri che privilegino il riequilibrio territoriale, valutando prioritariamente eventuali soppressioni o accorpamenti nei contesti urbani già ampiamente dotati di servizi, salvaguardando invece le autonomie scolastiche nei piccoli comuni e nelle aree interne;
4) quali ulteriori iniziative la Giunta regionale intenda assumere affinché le politiche scolastiche siano coerenti con gli obiettivi di contrasto allo spopolamento, di tutela delle comunità minori e di riduzione del divario infrastrutturale e dei servizi tra i territori della Sardegna.

Cagliari, 6 febbraio 2026

Recapiti
Michela Ghiani