Due inediti di Massimiliano Cappello

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Massimiliano Cappello

Due acacie

Consultazioni

Quasi fossero ministri senza portafogli (persi, forse, come gol
dell’Udinese contro il Panathinaikos), i Tre Porcellini hanno
schedulato la ripresa dei lavori del governo-ombra interrotti
dalle recenti mobilitazioni per la P*les+ina al discopub fronte
commissariato in via Tabacchi. Soluzione più che logica, anche
considerando le lucciole attaccate alla cosa nero-bluastra che si
scorge tra un’acacia e l’altra. Dopo un promemoria sulle cautelari
che impedirebbero (ma manzonianamente) a più di una persona
di essere fisicamente lì, lasciamo stare insieme, si è discusso di
vittorie tattiche dell’imperialismo come piattaforma reale
al prossimo urto della classe, anche se il vero punto all’odg
verteva sulla solidarietà a venire, così spesso trascurata
dagli insigni atleti della locuzione, tutti ancora belli al caldo
dentro al mito come fecalomi lungo l’intestino crasso della storia.
Il gruppo riunito attorno alla chat Messianesimo rossonero
ha steso il report “San Siro o della nave Argo”, il primo dei due
spot pubblicitari da sorbirsi prima di guardare gli highlights
(finanziato da: Izrahelly Government Advertising Society) dice che
se siamo scesi in piazza abbiamo sostenuto il brand “H4m4s”
il capitale ha un modo di mimare la realtà che è quasi tenero
anche se per gli scontri alla Dacia Arena c’è chi sta ai domiciliari
da due mesi. Da Plutarco a Mesa è noto che San Siro non è più
San Siro, almeno stando alla vexata quaestio sulla crescita, su
questo che non è più questo. Eppure, nei Fenomeni di Arato
la costellazione di Argo Navis sembra benedire i grigi pascoli
di via Capecelatro e i suoi devoti con gli schnapps nello
stivale… Visti dal di fuori, in ogni caso, sembrano soltanto tre
allupati che, come Caproni o Alan Tonetti, non ne trovano più
traccia.

* * *

Nael

Non vorrei nasconderti nulla nemmeno di questo debito
è il caso di parlare ancora anche se non si può davvero
infondere il poco che ci rimane nei giorni che mancano
a chiunque basterebbe volerlo persino non sapendo come
estinguerlo si può forse per sempre o almeno per lungo tempo
è esistito un modo di starsi di fronte che non abbandona mai
la netta sensazione che sia inabitabile come dovunque
non sarebbe poi così credibile se fosse meno facile confondersi
nelle acque ormai da sempre tossiche nella realtà del mare
nel gruppo di giovani in mascherina che devasta Marsiglia
un pomeriggio di fine giugno senza fiato per gli scontri
non eravamo preparati che morisse uno durante le vacanze
per certe cause legate al lavoro mi sembrava intollerabile
l’estraneità da tutte le situazioni del mondo ci rendeva lucidi
gli occhi per fortuna non si abituano mai a certe meraviglie
pensavo è tremendo arrivare a sognare di aver perso tutto
è il contrario di ciò che vorrebbero loro, poiché sono dei loro
grazie a questa confusione ritornavo brevemente nella vita
procedevo a compiere le consuete azioni per riprendermi
questa cosa che non poteva essermi tolta e sentivo mancare
soprattutto in chi la cercava meglio che poteva tra le fiamme.
Ma subito ero di nuovo di fronte all’ineluttabilità delle acacie
le vere figure di questa suburbanizzazione dell’anima
imboccando i viali dei sovrasensi mi rimordevo senza fine
l’ecatombe dei prestiti la mia pochezza di immaginazione

Recapiti
MTM