- Dall’International Arabian Leopard Day del 2025, l’Arabian Leopard Conservation Breeding Centre di Taif ha assistito alla nascita di sei cuccioli.
- La destinazione si sta affermando come hub per il turismo sostenibile e la conservazione della fauna, sostenendo la futura sopravvivenza di questa specie in serio pericolo.
AlUla, Arabia Saudita – 10 febbraio 2026: AlUla dà impulso al proprio sviluppo come hub globale per l’ecoturismo utilizzando una gestione faunistica a lungo termine per migliorare la qualità della destinazione e offrire ai visitatori esperienze autentiche, immerse nella natura. Attraverso l’Arabian Leopard Conservation Programme e più ampie iniziative di rigenerazione, Royal Commission for AlUla (RCU) dimostra che la tutela di una delle specie più minacciate al mondo costituisce un pilastro essenziale per un turismo sostenibile, la resilienza ecologica e un contatto responsabile con la natura.
Questi progressi vengono messi in evidenza in occasione dell’Arabian Leopard Day, un momento che punta i riflettori di tutto il mondo sul ruolo di AlUla nel promuovere un turismo orientato alla conservazione e il recupero a lungo termine della specie.
Questo impegno è sostenuto dall’Arabian Leopard Conservation Programme di AlUla, un’iniziativa di grande successo che contribuisce a ricostruire le basi per il recupero a lungo termine della specie attraverso la riproduzione all’interno dei programmi di conservazione ex-situ, una gestione attenta degli habitat e interventi di rigenerazione degli ecosistemi. Il leopardo arabo è uno dei grandi felini più minacciati al mondo, con meno di 120 esemplari che si stima sopravvivano in natura.
Un pilastro fondamentale del lavoro di AlUla è l’Arabian Leopard Conservation Breeding Centre di Taif, l’unico centro al mondo attivamente dedicato alla riproduzione del leopardo arabo in programmi di conservazione ex-situ. Dal 2020, AlUla ha più che raddoppiato il numero di esemplari sotto la propria cura, un passo significativo per garantire un futuro a uno dei grandi felini più rari al mondo. Il centro di Taif ha inoltre assistito alla nascita di sei cuccioli nel corso dell’ultimo anno.
Nell’ambito della sua missione di conservazione, Royal Commission for AlUla ha inoltre avviato una collaborazione con lo Smithsonian’s National Zoo and Conservation Biology Institute (NZCBI) per sostenere la più ampia trasformazione di AlUla nella tutela della natura, attraverso la cooperazione scientifica globale e attività di divulgazione al pubblico. Questa collaborazione si basa su decenni di esperienza nel sostenere il recupero di oltre 25 specie rare e minacciate in tutto il mondo.
“Questa partnership ci consente di fare ciò che sappiamo fare meglio: applicare la scienza per contribuire a salvare una specie sull’orlo dell’estinzione”, ha dichiarato Brandie Smith, John and Adrienne Mars Director, NZCBI. “Sulla base degli sforzi di recupero già in corso, stiamo trasformando la scienza in azioni concrete per aiutare le persone a comprendere ciò che è realmente in gioco.”
Ad AlUla proseguono inoltre i preparativi per la prima fase dell’Arabian Leopard Rewilding Centre all’interno dello Sharaan National Park, una struttura dedicata a sostenere la prossima tappa del percorso di recupero di questa specie. Oltre alla cura dei leopardi, il centro contribuirà a ricostruire l’equilibrio ecologico necessario al loro ritorno, supportando la riproduzione e la gestione delle principali specie preda e rafforzando l’intero ecosistema del deserto.
Phillip Jones, Chief Tourism Officer della Royal Commission for AlUla, ha dichiarato: “Ad AlUla crediamo che la conservazione sia un elemento fondamentale del turismo e siamo pronti a portare il nostro modello di turismo sostenibile a un nuovo pubblico globale. La tutela del leopardo arabo è una responsabilità condivisa, che inizia con la rigenerazione e la protezione dei nostri paesaggi e si estende al modo in cui accogliamo i viaggiatori in questi luoghi con la massima attenzione. Attraverso l’International Arabian Leopard Day, condividiamo il modello di conservazione di AlUla con un’audience globale e portiamo questa straordinaria specie all’attenzione del mondo.”
Naif Al Malik, Vice President of Wildlife and Natural Heritage della Royal Commission for AlUla, ha aggiunto: “Il leopardo arabo rappresenta una componente integrante del patrimonio naturale di AlUla e la nostra responsabilità nel proteggerlo è un impegno che attraversa le generazioni. I progressi ottenuti grazie ai programmi di riproduzione, al ripristino degli habitat e al recupero degli ecosistemi riflettono anni di un lavoro di conservazione accurato e fondato sulla scienza.”
All’interno dello Sharaan National Park, esperienze naturalistiche attentamente gestite e a basso impatto permettono già ai visitatori di entrare in contatto con ecosistemi restaurati attraverso attività guidate offerte da operatori quali HERO Platinum, Pangaea e Husaak. A Hegra, il primo sito saudita dichiarato Patrimonio Mondiale UNESCO, le esperienze faunistiche contribuiscono a collegare l’antico patrimonio di AlUla al suo ambiente naturale, sottolineando come la tutela della biodiversità e quella della cultura siano intrinsecamente connesse.
Con la crescente domanda di viaggi orientati alla sostenibilità e alla consapevolezza, l’offerta ecoturistica di AlUla, insieme ai progressi scientifici nel campo della conservazione, offrirà al pubblico globale una prospettiva privilegiata sull’approccio alla rigenerazione adottato dalla destinazione, un modello che innalza la qualità dell’esperienza turistica e permette di condividere con il mondo una delle specie più rare della penisola arabica.
Il leopardo arabo (Panthera pardus nimr) è classificato come in pericolo critico dall’International Union for Conservation of Nature. Un tempo diffusa in gran parte della penisola arabica, la specie ha registrato un drastico declino a causa della perdita di habitat, della caccia e della riduzione delle specie preda, evidenziando l’urgenza di sforzi di conservazione continuativi e collaborativi.
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Su AlUla:
Situata a 1.100 km da Riyadh, nel nord-ovest dell’Arabia Saudita, AlUla è un luogo dallo straordinario patrimonio naturale e umano. La vasta area, che si estende per 22.561 km², comprende una lussureggiante valle di oasi, imponenti montagne di arenaria e antichi siti del patrimonio culturale che risalgono a migliaia di anni fa, quando regnavano i regni Lihyan e Nabateo.
Il sito più noto e riconosciuto di AlUla è Hegra, il primo patrimonio mondiale dell’UNESCO in Arabia Saudita. Antica città di 52 ettari, Hegra era la principale città meridionale del Regno Nabateo ed è composta da oltre 140 tombe ben conservate, molte delle quali con elaborate facciate scavate negli affioramenti di arenaria che circondano l’insediamento urbano cinto da mura.
Le ricerche attuali suggeriscono che Hegra fosse l’avamposto più meridionale dell’Impero Romano dopo la conquista dei Nabatei da parte dei Romani nel 106 d.C.
Oltre a Hegra, AlUla ospita anche l’antica Dadan, capitale dei regni di Dadan e Lihyan e considerata una delle città più sviluppate del I millennio a.C. nella penisola arabica, e Jabal Ikmah, una biblioteca a cielo aperto con centinaia di iscrizioni e testi in molte lingue diverse recentemente inserita nel Registro Memoria del Mondo dell’UNESCO. Anche il villaggio della Old Town di AlUla, un dedalo di oltre 900 case in mattoni di fango risalenti almeno al XII secolo, è stato selezionato nel 2022 dall’UNWTO come uno dei World’s Best Tourism Villages.
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