Se Tecnòpolis Festival fosse un libro, Massimo Temporelli ne sarebbe l’editor: ordina capitoli, intreccia voci, dà ritmo alla narrazione. Se fosse una città, ne sarebbe l’urbanista: progetta piazze d’incontro, arterie di idee, spazi dove scienza e cultura respirano insieme.
Ma Temporelli è un fisico di formazione, divulgatore da più di venticinque anni; sui social, con i suoi taccuini, aiuta a capire i fenomeni fisici della vita quotidiana. Nessuno più adatto di lui per programmare insieme a noi l’evento che ci ha affidato il Tecnopolo di Bologna, una delle eccellenze internazionali sul supercalcolo, i big data e l’intelligenza artificiale che per la prima volta apre le porte ai cittadini.
Saremo infatti il partner progettuale di Città metropolitana di Bologna per il Tecnòpolis Festival che andrà in scena dal 19 al 21 marzo, mettendo a disposizione il nostro metodo di comunicazione circolare: la stretta sinergia tra il team impegnato da oltre dieci anni nella progettazione e produzione di eventi live e il più importante Speakers Bureau in Italia, un patrimonio quasi illimitato di voci, visioni e relazioni, rivelatosi ancora una volta prezioso nell’individuare in Massimo Temporelli la guida scientifica del progetto.
«Parlare ad un pubblico generalista – spiega Temporelli – per me è naturale: non mi limito a semplificare la scienza, ma cerco, con il mio lavoro, di trasmettere il metodo scientifico, la curiosità e il piacere della scoperta. Quando sono sul palco mantengo lo stupore: sono io per primo parte di quel pubblico che guarda la scienza con curiosità, e credo che sia questo a creare connessione.»
«Mettersi in gioco in un territorio mai esplorato prima», questa la sfida che Temporelli ha subito raccolto, mettendo a disposizione relazioni, professionalità e visione, in dialogo costante con Elastica e Città Metropolitana di Bologna. Una scelta naturale per un divulgatore che da sempre sonda linguaggi e media diversi – libri, radio, televisione, podcast – e che oggi vede in Tecnòpolis Festival «un mezzo di comunicazione nuovo, in cui la passione per l’esplorazione incontra la concretezza organizzativa».
Insieme abbiamo costruito un progetto dinamico e stimolante, perché «un festival funziona come un’orchestra: servono ritmo, equilibrio, voci che emergono e altre che accompagnano», con la volontà di «superare la separazione tra saperi, come nel Rinascimento, mettendo in dialogo protagonisti della scienza e di altre branche della cultura». Tra coloro che saliranno sul palco di Tecnòpolis Festival anche il reporter scientifico americano David Quammen, il neuroscienziato Stefano Mancuso, lo storico dell’astronomia Adrian Fartade, l’etologa Margherita Paiano e i giornalisti Emilio Cozzi, specializzato in spazio e gaming, e Chiara Piotto esperta di nuovi linguaggi dell’informazione. «Personalità selezionate perchè ragionano in modo profondo, colto, progettuale. Non mondi separati, ma parti di una stessa cultura.»
L’impianto narrativo in due fasi nasce da una scelta precisa: guardare alle tecnologie che stanno per diventare concrete nel prossimo futuro, 2030-2040, e poi al 2050–2060, il tempo della ricerca più visionaria. «Sviluppo e ricerca non sono la stessa cosa», spiega Temporelli, e raccontarli separatamente permette di dare profondità e respiro. Intelligenza artificiale, spazio, automazione, sostenibilità diventano così chiavi per interrogare il presente senza fermarsi alla critica, ma con uno sguardo progettuale e ottimista.
Tecnòpolis Festival parte dalla nostra città, Bologna, e oggi mira a coinvolgere i cittadini dei 55 comuni della Città metropolitana -studenti, famiglie, appassionati e non addetti ai lavori- con talk divulgativi, lectio magistralis, workshop e laboratori. Ma l’ambizione è chiara: «crescere nel tempo, diventare un punto di riferimento nazionale per discutere di scienza, tecnologia e innovazione come motori della trasformazione umana». Perché, come ci ha ricordato Temporelli, «la tecnologia non è un “di cui” della società, ma il suo motore; è ciò che ci caratterizza come specie, perché la specie cambia in base a ciò che sceglie di adottare».
«Tecnòpolis Festival sarà uno spazio aperto, informato e condiviso in cui il futuro si discute insieme, con curiosità e ottimismo».
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