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Export italiano cresce del 3,5% nei prim 2025
Forte attenzione ai rapporti commerciali con gli Stati Uniti: nei primi dieci mesi del 2025 le esportazioni verso gli USA sono cresciute del 9,1%, trainate dal settore farmaceutico (+62,7%).
Nei primi dieci mesi del 2025 in Italia il PIL è aumentato dello 0,7%, l’inflazione si è stabilizzata al di sotto del 2%, in linea con i target della BCE, e la bilancia commerciale si mantiene positiva con un saldo attivo di 39,6 miliardi di euro. In questo scenario, cresce il commercio estero: aumentano sia l’export (+3,5%) che le importazioni (+3,8%). Risulta evidente l’impatto delle dinamiche globali, con l’export italiano verso il Nord America che cresce dell’8,5%, sempre grazie a un effetto di anticipazione degli ordini in vista dei nuovi dazi, mentre preoccupano le tensioni geopolitiche che influenzano i costi energetici. È questo il quadro che emerge dal 26° Economic Outlook di Fedespedi, l’osservatorio periodico sull’andamento del trasporto merci internazionale della Federazione Nazionale Imprese di Spedizioni Internazionali.
“Il quadro politico globale di questo inizio 2026 rimane il fattore che più influenza la scena economica internazionale – sottolinea Alessandro Pitto, presidente di Fedespedi. Alle crisi in corso si è aggiunto l’inasprimento delle relazioni atlantiche, come la recente questione ‘Groenlandia’ con gli Stati Uniti. Nonostante ciò, i dati mostrano una tenuta del sistema, con un sostegno che proviene dagli investimenti in nuove tecnologie. Tuttavia, osserviamo con attenzione la volatilità delle materie prime energetiche, con il Brent e il gas naturale tornati a crescere a inizio anno a causa delle tensioni in Medio Oriente”.
A livello globale, il 2025 è stato un altro anno record per il commercio estero della Cina, che ha realizzato una crescita dell’export del 5,5%, con un surplus prossimo ai 1.200 miliardi di dollari. Il principale paese partner, nonostante le tariffe imposte, rimangono gli Stati Uniti, che assorbono il 15% dell’export cinese, seguiti da Hong Kong, Vietnam e Giappone. L’Italia è per la Cina il 19° paese cliente, assorbendo il 1,3% del suo export.
I report “Fedespedi Economic Outlook” riportano una raccolta dei dati più aggiornati sul contesto macroeconomico mondiale, gli ultimi indicatori sull’import-export italiano, le tendenze nello shipping internazionale e il traffico aereo cargo.
Lo studio integrale è disponibile sul sito di Fedespedi, nella sezione Centro Studi.
SHIPPING
Il traffico mondiale di container nel 2025, nonostante le difficoltà economiche, ha visto un aumento stimabile intorno al 4-5%. I principali 25 porti mondiali hanno movimentato 375,3 milioni di Teu, con un incremento del 5,9% rispetto al 2024. L’area del Far East rimane trainante, in particolare nell’export verso l’Africa Sub-Sahariana e il Sud America.
I porti italiani censiti (dati annuali) hanno movimentato 9,35 milioni di Teu, con una crescita complessiva dell’8,3% rispetto al 2024. Tra i principali scali si segnalano gli ottimi risultati di Savona (+58,4%), Cagliari (+33,8%) e Gioia Tauro (+14,2%). In flessione invece Trieste (-19,1%) e Genova (-1,6%). I porti censiti del Mediterraneo (non italiani) hanno movimentato complessivamente 43,6 milioni di Teu, con un incremento del 7,8%. La qualità dei servizi marittimi nel 2025 è nettamente migliorata: le navi arrivate in orario sono state in media il 61,4%, contro il 53% del 2024, con un ritardo medio sceso a 4,8 giorni.
CARGO AEREO
Sulla base dei dati IATA, la domanda globale a dicembre 2025 è aumentata del 4,3%. Il 2025 ha registrato un aumento del traffico cargo aereo in Italia dell’1,7%. Milano Malpensa si conferma leader indiscusso, movimentando circa il 60% del totale nazionale con una crescita del +4,3%. Tra gli scali italiani registrano performance positive anche Bergamo (+6,8%) e Napoli (+4%), mentre soffrono Brescia (-18,6%) e Roma Ciampino (-30,4%). A livello europeo, nel primo semestre 2025, Francoforte mantiene il primato, mentre Milano Malpensa si conferma all’11° posto e Roma Fiumicino al 17°.
DAZI E COMMERCIO INTERNAZIONALE
Le incertezze legate alle politiche tariffarie dell’amministrazione Trump continuano a influenzare gli scambi. Tuttavia, nei primi dieci mesi del 2025, l’export italiano verso gli Stati Uniti è cresciuto del 9,1% in valore, e il mercato USA rappresenta ora il 11,9% dell’export totale italiano. Le esportazioni italiane verso gli Stati Uniti mostrano andamenti divergenti nei settori chiave:
- Prodotti farmaceutici: boom del +62,7%, che ora rappresentano il 22,8% dell’export verso gli USA.
- Automotive: in calo del -20,6% (export autoveicoli).
- Prodotti alimentari: in lieve flessione dell’1,3%, con il vino fermo a -7,5%.
- Costruzioni navali: forte crescita del +192,5%.