A Benevento una piazza per il futuro - Partito Socialista Italiano

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di Enzo Maraio

L’inaugurazione di piazzale Bettino Craxi a Benevento, alla presenza di Bobo Craxi, ospiti di Clemente Mastella, non è un gesto di mera memoria, ma un atto politico con un significato preciso per l’Italia di oggi. Non celebriamo un’icona del passato: richiamiamo una lezione di governo che rimane sorprendentemente attuale in un tempo di sovranità fragile, alleanze incerte e identità politiche sfilacciate. Craxi fu uno statista che seppe tenere insieme due principi che oggi se brano in tensione permanente: l’autonomia nazionale e la credibilità internazionale. A Sigonella, nel 1985, non alzò muri contro gli Stati Uniti, ma pretese il rispetto delle regole e della dignità italiana dentro l’Alleanza Atlantica. Non anti-americanismo, dunque, ma sovranità responsabile. Non isolamento, ma protagonismo. È una lezione di realismo politico che manca troppo spesso al dibattito contemporaneo. Al netto degli errori – che la storia ha giudicato e continua a giudicare – Craxi modernizzò il Paese e la sinistra italiana: riformò le relazioni industriali, pose la questione della governabilità, introdusse una cultura di decisione che rompeva con l’immobilismo ideologico. Quella spinta riformista, laica e pragmatica è esattamente ciò di cui il centrosinistra ha bisogno per tornare competitivo. Per questo l’iniziativa del sindaco Clemente Mastella merita considerazione, attenzione. Mastella, che è parte integrante del centrosinistra in Campania e nel Paese, ha avuto il coraggio che ad altri è mancato: riaprire senza complessi un dialogo con l’eredità socialista riformista. Non è nostalgia, è visione. Negli ultimi decenni, il centrosinistra ha troppo spesso abbandonato temi centrali dell’esperienza craxiana – il garantismo, il riformismo istituzionale, la modernizzazione economica, l’idea di uno Stato forte ma efficiente – consegnandoli di fatto alle destre. Questo è stato un errore strategico e culturale, che ha impoverito la nostra identità e ristretto il nostro perimetro politico. Ricordare Craxi, per noi socialisti, significa riportare questi valori dentro il campo progressista, non lasciarli appaltati alla destra. Significa costruire un centrosinistra più largo, più plurale, più riformista e meno prigioniero di schemi novecenteschi. L’intitolazione di un piazzale non chiude un capitolo: ne apre uno nuovo. È coerente con il nostro obiettivo di custodire la memoria di Craxi, ma soprattutto di proiettarla nel futuro, trasformandola in bussola per le sfide attuali: crescita, lavoro, diritti, Stato di diritto, autonomia europea, credibilità internazionale. Se il centrosinistra vuole tornare a vincere e a governare, deve smettere di temere la propria storia riformista e avere il coraggio di farla vivere nel presente. Benevento, con questo gesto, indica una strada. Sta a noi percorrerla fino in fondo.

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