Nel mese di febbraio 2026 sono previste in provincia di Modena 5.780 assunzioni, di cui 960 con higt skills, tuttavia aumenta la difficoltà di reperimento, visto che le imprese faticano a trovare un candidato su due. Per una quota pari al 63,6% delle entrate si richiede esperienza specifica; le ricerche di giovani under 30 sono un terzo del totale, mentre le assunzioni di immigrati sono pari al 30%. Scende al 17% la quota di imprese che intendono assumere.
Questi i primi risultati elaborati dal Centro Studi e Statistica della Camera di Commercio di Modena sui dati diffusi dal Sistema informativo Excelsior, promosso da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
A febbraio 2026 calano sensibilmente le previsioni di assunzione delle imprese modenesi rispetto a gennaio (-26,9%), pari a 2.130 assunzioni in meno. Anche a livello regionale la diminuzione è analoga (-26,0%), mentre risulta migliore per il totale Italia (-19,5%). Tuttavia si tratta di un andamento stagionale, infatti confrontando i valori con febbraio 2025 i cali appaiono più moderati: -2,4% per Modena, -0,6% per la regione Emilia-Romagna, mentre il totale italiano è addirittura positivo (+5,0%).
Le previsioni di assunzione della provincia di Modena del trimestre febbraio-aprile 2026 ammontano a 17.600 ingressi e il confronto con il trimestre precedente appare meno negativo rispetto al dato mensile (-10,8%) e il raffronto con lo stesso trimestre dello scorso anno è in lieve crescita (+0,6%).
Esaminando i contratti utilizzati per le assunzioni, si prevede un notevole incremento della quota relativa ai contratti a tempo determinato, che arriva al 48% del totale, per converso scendono i contratti di somministrazione (15%) e i "co.co.co e altri non dipendenti" (7%). Rimangono stabili le quote degli apprendisti al 5% e degli "altri contratti dipendenti" al 3%, mentre i contratti a tempo indeterminato arrivano al 22% del totale.
Sono piuttosto costanti le quote di ingressi di personale per settore di attività: la maggior parte verrà assunta dall'industria (29,3%), seguita dai servizi alle imprese (19,7%) e dal commercio (14,9%). Cresce leggermente la quota delle costruzioni arrivando al 9,5% del totale e del turismo che raggiunge il 12,1%. Pressoché identica la quota dei servizi alle persone (10,8%), mentre risulta in lieve calo l'agricoltura (3,7%).
Tra i gruppi professionali si assiste ad un aumento delle quote per le professioni meno specializzate a discapito di quelle che richiedono maggiori qualificazioni. Ad esempio, raggiungono il 21,8% del totale le assunzioni nelle attività commerciali e nei servizi, seguite a ruota dagli operai specializzati (21,6%) e dalle professioni non qualificate (16,9%). Scende invece la proporzione delle professioni intellettuali (4,5%), di quelle tecniche (12,2%) e, in misura minore, degli impiegati (8,6%). Tra le professioni più operative, scende la quota dei conduttori di impianti e macchinari (14,4%).
Cresce a febbraio il divario fra domanda e offerta di lavoro; infatti, le imprese denunciano difficoltà a trovare i profili necessari in un caso su due. Le professioni più interessate da questo fenomeno sono gli "operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni" (83,1%) e i conduttori di macchinari (82,1%), seguono due figure impiegatizie come gli "addetti alla gestione contabile e finanziaria" (81,1%) e i "tecnici della distribuzione commerciale" (80,6%). Rimangono infine difficili da reperire i conduttori di veicoli (73,3%).
Analogamente alla minore ricerca di figure professionali più specializzate, scende anche la quota di laureati richiesti, che si riduce all'11,9%, così come i diplomati ITS (2,9%), mentre cresce la proporzione dei diplomati (26,3%) e della qualifica professionale, che con il 39,8% rimane il titolo di studio maggiormente ricercato. Resta pressoché stabile la scuola dell'obbligo (19,0%).
La maggioranza degli inserimenti per area aziendale si riversa negli "addetti alla produzione di beni ed erogazione di servizi" (42,5%) in leggero calo. Seguono l'area commerciale (17,6%) e "tecnica e di progettazione" (17,1%) entrambe in crescita. Il 14,3% verrà impiegato nella logistica, mentre a distanza si posizionano l'area amministrativa (4,5%) e di "direzione e affari generali" (4,0%) entrambe con una quota inferiore rispetto al mese precedente.