Fringe benefit e stock option 2025: cosa cambia e come devono muoversi le aziende - redigo.info

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Con il messaggio n. 536 del 13 febbraio 2026, l’INPS ha comunicato l’apertura della procedura per la trasmissione dei dati relativi a fringe benefit e stock option erogati nel 2025 ai dipendenti cessati dal servizio con diritto a pensione. Un adempimento che si inserisce in un quadro normativo articolato, fondato sul principio di onnicomprensività del reddito di lavoro dipendente.

La Legge 30 dicembre 2024, n. 207 ha prorogato per il triennio 2024-2027 l’innalzamento delle soglie di esenzione già previsto dalla Legge 30 dicembre 2023, n. 213:

  • fino a 1.000 euro annui per la generalità dei dipendenti;
  • fino a 2.000 euro per chi ha figli fiscalmente a carico (previa dichiarazione al datore di lavoro).

Rientrano nell’agevolazione anche rimborsi per utenze domestiche, affitto della prima casa e interessi sul mutuo. Inoltre, entro 5.000 euro annui, non concorrono a formare reddito – a determinate condizioni – le somme per canoni di locazione e manutenzione degli immobili locati dal dipendente, secondo requisiti normativi specifici e puntuali vigenti applicabili.

Quando i benefit sono riconosciuti a lavoratori cessati con diritto a pensione nel 2025, l’INPS agisce come sostituto d’imposta, sulla base dei dati trasmessi dai datori di lavoro. Vale il principio di “cassa allargato”: le somme erogate entro il 12 gennaio 2026 si imputano al 2025.

Le aziende devono inviare all’INPS, esclusivamente in via telematica, i dati relativi a fringe benefit e stock option erogati nel 2025 entro il 28 febbraio 2026, termine collegato al conguaglio fiscale previsto dal Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.

Le comunicazioni tardive non saranno oggetto di conguaglio e comporteranno rettifiche nelle Certificazioni Uniche, con possibile obbligo per il contribuente di presentare la dichiarazione dei redditi.

Per le imprese, dunque, la scadenza di fine febbraio rappresenta un passaggio decisivo per evitare complicazioni fiscali ai propri ex dipendenti.

Redazione redigo.info

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