sindacalista metalmeccanico brasiliano della CUT
La notte di martedì 17 febbraio 2026 all’età di 76 anni è morto Jairo Santos Silva Carneiro, operaio e sindacalista metalmeccanico tra i fondatori della CUT… Uno dei leader con i quali la Fim Cisl ha scritto una delle più belle pagine della sua storia di solidarietà internazionale e di costruzione di un sindacalismo dei lavoratori, libero e autentico, autonomo dalle imprese e da qualunque Governo in qualsiasi crocevia del mondo. Jairo Carneiro, ex-presidente della CUT del Rio Grande do Sul (RS) e membro del Comitato Esecutivo della CUT Nazionale, ha dedicato la sua vita all’organizzazione della classe lavoratrice.
Cresciuto in una famiglia di metalmeccanici, Jairo era nato il 31 ottobre 1949 a Torres (RS). Aveva iniziato molto giovane la sua militanza nei movimenti popolari, specie nella Juventude Operária Católica (JOC), della quale era stato dirigente nazionale tra il 1971 e il 1974. Negli anni ’70, integrante della Pastorale Operaia della Grande Porto Alegre subì la persecuzione politica della dittatura militare per la sua azione al lato dei lavoratori.
Operaio negli anni ’80 alla Koch Metalúrgica di Cachoeirinha (area metropolitana di Porto Alegre – RS), Jairo iniziò la sua militanza sindacale diventando uno dei principali riferimenti del chiamato “novo sindicalismo”, che diede vita alla CUT. Dopo anni di attività sul campo, la sua leadership nel movimento sindacale gaúcho (espressione con cui in Brasile si definiscono gli abitanti del Rio Grande do Sul ) fu pienamente riconosciuta. Nella sua traiettoria di lotta Jairo avuto un ruolo decisivo nella difesa e conquista dei diritti dei lavoratori, specialmente della categoria metalmeccanica. È stato presidente della Federação dos Trabalhadores Metalúrgicos do Rio Grande do Sul (FTM-RS) tra il 2012 e il 2018 (quando è andato in pensione). Prima ha guidato la CUT nel Rio Grande do Sul dal 1992 al 1997 e il Sindicato dos Trabalhadores Metalúrgicos da Grande Porto Alegre (STIMEPA) nel periodo dal 1989 al 1994.
L’attuale direttore della FTM-RS, Milton Viário ha ricordato come i mandati alla presidenza della Federazione di Jairo sono stati caratterizzati da un forte impegno di solidarietà e di attenzione e sostegno nei confronti dei gruppi sociali più bisognosi. Il suo impegno verso gli ultimi e la lotta per i diritti dei lavoratori sono state una caratteristica fondamentale della sua vita.
Tra i tanti messaggi di condoglianza la CUT-RS ha scritto che la memoria di Jairo continuerà viva nelle organizzazioni sindacali, nelle lotte collettive e nella storia del movimento sindacale. Auspicando che la sua traiettoria ispiri le nuove generazioni di dirigenti e attivisti nella lotta per la giustizia sociale, uguaglianza e diritti.
L’amico ex-segretario nazionale della CUT Miguel Rossetto, ex-ministro nei primi governi di Lula e attuale deputato statale del PT ha voluto ricordare la comune militanza con Jairo, sin dal 1979, nella Pastorale Operaia e quanto Jairo fu sempre un grande riferimento. Leader dei lavoratori, sindacalista, costruttore della CUT, del PT, sempre nel campo del dialogo e dell’impegno politico e sociale. “Non è una storia piccola che abbiamo costruito insieme, abbiamo camminato insieme per un lungo tempo delle nostre vite”.
Il presidente del Movimento dos Sem Terra (MST), ha stigmatizzato la grande perdita, sottolineando come Jairo è stato un militante esemplare, umile e dedicato. Sempre attivo e solidale con il MST.
Personalmente ho conosciuto e lavorato insieme a Jairo negli anni ’90, quando era presidente del sindacato metalmeccanici di Porto Alegre e, successivamente, della CUT-RS. Ci siamo incontrati spesso, quando lavoravo in Brasile, nelle riunioni nazionali e nei congressi della CNM (la federazione nazionale dei metalmeccanici) e della CUT. Insieme abbiamo gestito sia le implicazioni dell’acquisizione della Coemsa (un’azienda elettromeccanica brasiliana) da parte del Gruppo Ansaldo, sia la lotta per conquistare come CUT il sindacato dei metalmeccanici di Canoas, tra i più importanti dell’area metropolitana di Porto Alegre.
In seguito ci siamo ritrovati dal 2012 al 2018 quando io ero responsabile dell’ufficio internazionale della Fim Cisl e lui era presidente della FTM-RS e nel comitato esecutivo della CNM-CUT.
Tra noi da subito si era stabilita una certa empatia e una complicità sul senso dell’azione sindacale, sull’importanza della solidarietà e sulla prospettiva di un sindacalismo autonomo dalle imprese e dai Governi, rompendo anche con le “cinghie di trasmissione” verso i partiti politici di riferimento. Per questo eravamo spesso in sintonia. Ma anche quando potevamo pensarla diversamente era sempre un piacere discutere con lui.
Gianni Alioti