Alla vigilia della Giornata delle Malattie Rare, AriSLA ha ufficialmente aperto il Bando 2026 per il finanziamento di progetti di ricerca sulla SLA. Dal 17 febbraio al 26 marzo 2026 (ore 13.00) i ricercatori delle Università e degli Istituti di ricerca italiani non profit potranno presentare le proprie candidature attraverso la piattaforma online dedicata.
Non è solo un passaggio formale. È una scelta di responsabilità: investire nella conoscenza significa investire nella qualità della cura e nel futuro delle persone che convivono con la malattia.
Ricerca e presa in carico: due facce della stessa responsabilità
AriSLA nasce nel 2008 grazie all’impegno congiunto di AISLA Aps, Fondazione Cariplo, Fondazione Telethon Ets e Fondazione Vialli e Mauro per la Ricerca e lo Sport Onlus.
In diciassette anni sono stati investiti 17,8 milioni di euro, sostenuti 165 ricercatori, finanziati 121 progetti, che hanno generato oltre 430 pubblicazioni scientifiche. Numeri che raccontano una traiettoria chiara: sostenere una ricerca di alta qualità, con un impatto concreto sulla clinica. Perché la ricerca non è un capitolo separato dalla vita delle persone. È il primo gesto di responsabilità verso chi vive la malattia.
“Quando parliamo di ricerca sulla SLA – spiega Chiara Candela, Consigliera nazionale AISLA e componente del CdA AriSLA – non parliamo di un ambito separato dalla vita delle persone. Parliamo di ciò che permette alla clinica di evolvere. Ogni progetto finanziato è un tassello in più nella comprensione della malattia. E senza comprensione non esiste cura, non esiste presa in carico davvero personalizzata. Per questo la ricerca è una responsabilità collettiva: è il modo più concreto che abbiamo per trasformare la speranza in conoscenza.”
L’obiettivo del Bando 2026
Il nuovo Bando si inserisce nel Piano Strategico AriSLA 2023–2025 e ne prosegue la direzione: sostenere progetti con forte impatto clinico.
In concreto, significa investire su ciò che può migliorare diagnosi, comprensione della malattia e sviluppo di nuove strategie terapeutiche.
Saranno selezionate le proposte più innovative e scientificamente solide nelle aree di:
- ricerca di base
- ricerca preclinica
- ricerca clinica osservazionale
Con una priorità, a parità di merito scientifico, per gli studi focalizzati su:
- identificazione di nuovi biomarcatori
- sviluppo di modelli per la forma sporadica della malattia
- approfondimento della storia naturale della SLA
- maggiore comprensione delle fasi pre-sintomatiche e precoci
La Fondazione ribadisce l’importanza della ricerca di base di alta qualità, ma richiede che ogni proposta integri una chiara visione clinica, dimostrando una reale collaborazione tra ricercatori di laboratorio e clinici. Perché la conoscenza scientifica, per diventare cura, deve dialogare con la realtà delle persone.
Le tipologie di finanziamento
Il Bando 2026 prevede due strumenti:
Pilot Grant
- studi esplorativi ad alto contenuto innovativo
- singolo centro
- durata massima 12 mesi
- finanziamento fino a 80.000 euro
Full Grant
- progetti basati su dati preliminari solidi
- anche multicentrici
- durata massima 36 mesi
- fino a 240.000 euro (monocentrico)
- fino a 300.000 euro (multicentrico)
La procedura di selezione, affidata a una commissione scientifica internazionale indipendente, si articola in tre fasi e garantisce trasparenza, oggettività e valorizzazione del merito. Alla vigilia della Giornata delle Malattie Rare, questo Bando ribadisce un principio semplice ma decisivo: nelle malattie rare la ricerca non è un’opzione accessoria. È infrastruttura di giustizia. E costruire giustizia significa costruire futuro.
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