Appuntamento in Piazza della Repubblica alle 13 insieme alle associazioni e ai centri antiviolenza
Dopo aver aderito alla mobilitazione diffusa che il 15 febbraio ha coinvolto tantissime piazze italiane, la Cgil scende in piazza anche sabato 28 febbraio a Roma per la manifestazione nazionale contro il Ddl Stupri promossa, tra gli altri, da D.i.Re. – Donne in Rete contro la violenza, associazione che riunisce 88 organizzazioni sul territorio italiano, che gestiscono 118 Centri antiviolenza e più di 60 Case rifugio.
Il concentramento è previsto alle ore 13.00 in Piazza della Repubblica a Roma, con arrivo del corteo in Piazza San Giovanni in Laterano.
L’iniziativa rientra nel percorso di mobilitazione nato per contrastare il Ddl stupri così come modificato dalla Commissione Senato, su proposta della senatrice Bongiorno. La modifica del testo originario interviene sul concetto di consenso e sul modo in cui viene valutata la violenza sessuale: sparito il concetto di consenso libero e attuale, le donne sono costrette a dimostrare di aver detto no. “Chi accompagna ogni giorno le donne nei percorsi di uscita dalla violenza – spiega l’Associazione D.i.Re. – sa bene quante e quali eccezioni a questa semplificazione dovrebbero essere considerate“.
L’assemblea generale Cgil commenta: “Il cosiddetto “DDL stupri”, presentato dalla Senatrice Giulia Bongiorno, interviene su un terreno delicatissimo come quello dello stupro, introducendo impostazioni che rischiano di determinare un arretramento culturale e giuridico. Tale proposta, infatti, appare suscettibile di spostare l’onere della prova sulle donne vittime di violenza, riproponendo una logica che la storia, il diritto e le lotte delle donne hanno già duramente contrastato. Una simile impostazione contraddice, tra l’altro, i principi della Convenzione di Istanbul, che pone al centro il consenso libero ed esplicito e impone agli Stati di garantire protezione e tutela alle vittime senza colpevolizzazioni, stereotipi o sospetti. Il rischio è quello di riportare il Paese indietro di decenni, verso una cultura che mette sotto processo le donne anziché la violenza maschile”.
La Cgil, con Belle Ciao, è parte del laboratorio permanente consenso_scelta_libertà, un collettivo dinamico, aperto a tutte le realtà che vogliono bloccare il DdL Bongiorno. Ne fanno parte Associazione Nazionale Volontarie del Telefono Rosa, Casa Internazionale delle Donne, D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza, Fondazione Pangea, Fondazione Una Nessuna Centomila, Rete REAMA con Actionaid, ADV – Against Domestic Violence, Amnesty International Italia, CGIL Belle Ciao, Comitato scientifico di UNIRE – Università in rete contro la violenza di genere, Tocca a noi, UDI – Unione Donne in Italia, UIL, UISP – Politiche di Genere e Diritti.