Dal 2 al 27 marzo 2026, all’Auditorium del Centro Antonianum di Padova (Prato della Valle 56), cinque incontri serali aperti al pubblico esplorano la rivoluzione digitale nei suoi risvolti tecnici, filosofici, educativi, economici e teologici, spostando di volta in volta l’attenzione su alcuni campi concreti che la digitalizzazione ha trasformato in modo radicale.
La parola “digitale” deriva dall’inglese digit (cifra) e indica qualcosa di costruito su sequenze di numeri — nel caso dell’informatica, solo due: zero e uno, sì e no. Su questa elementare alternativa si fonda gran parte della rivoluzione tecnologica degli ultimi decenni: quei segnali binari possono essere replicati senza errori, amplificati, trasmessi a distanza e oggi espressi con elementi miniaturizzati a una scala un tempo inimmaginabile. Tutta l’informatica, inclusa l’intelligenza artificiale, nasce da qui.
Il Corso di Cultura 2026: cinque serate con dibattito al Centro Antonianum
È proprio all’analisi degli effetti di questa trasformazione che si rivolge il Corso di Cultura 2026 promosso dall’Associazione Ex-Alunni Antonianum di Padova. Cinque incontri serali, aperti al pubblico e con dibattito finale, esploreranno il fenomeno digitale nei suoi aspetti tecnici, filosofici, educativi, economici e teologici.
«Una persona colta della fine dell’Ottocento, aggiornata sulle conquiste dell’era dei lumi, portata ai nostri giorni sarebbe completamente smarrita: non capirebbe dove si trova né cosa sta succedendo, vivrebbe una realtà che riterrebbe impossibile.» dichiara Ruggero Ferro, Presidente pro tempore – Associazione Ex-Alunni Antonianum
Il programma degli incontri: relatori e temi dal 2 al 27 marzo 2026
Si comincerà lunedì 2 marzo con Silvia Crafa, professoressa di logica matematica all’Università di Padova e dottore di ricerca in computer science, che aprirà il ciclo con la relazione “La rivoluzione digitale: tecnologie non neutrali e domande di senso per l’uomo”, indagando come le tecnologie plasmino — non in modo neutro — la nostra visione del mondo e le domande di senso che l’uomo è chiamato ad affrontare.
Mercoledì 11 marzo sarà la volta di Salvatore Cirami, professore di Filosofia dell’Informazione e Intelligenza Artificiale presso la Pontificia Università Lateranense, che con la relazione “Architetture dell’interazione: dall’IA che pensa all’IA che agisce” proietterà lo sguardo verso il futuro, esplorando le implicazioni filosofiche e pratiche di un’intelligenza artificiale sempre più capace di agire nel mondo reale. Nel corso del ciclo l’attenzione si sposterà poi su alcuni campi concreti che la digitalizzazione ha trasformato in modo radicale.
Il 16 marzo P. Vitangelo Denora S.J., Direttore della Fondazione Gesuiti Educazione, affronterà le sfide e le opportunità del digitale nel mondo scolastico con la relazione “L’educazione in un mondo immerso nelle tecnologie comunicative digitali”, interrogandosi su come le nuove tecnologie trasformino i processi di formazione e crescita delle giovani generazioni.
Il 23 marzo Paolo Fiorini, professore ordinario di robotica all’Università di Verona, illustrerà con la relazione “IA, robot e mondo produttivo” come l’intelligenza artificiale e la robotica stiano ridisegnando il mondo del lavoro e della produzione economica.
Chiuderà il ciclo venerdì 27 marzo Giuseppe Tanzella-Nitti, astronomo e professore di Teologia fondamentale presso la Pontificia Università della Santa Croce a Roma, con la relazione “L’IA fra progresso scientifico e promozione umana: una prospettiva teologica”, in un dialogo tra fede e ragione che interroga il senso ultimo del progresso tecnologico.
Ingresso libero e orari: dove si svolgono le conferenze e come partecipare
Tutti gli incontri, ad ingresso libero e gratuito, si terranno presso l’Auditorium del Centro Antonianum, Prato della Valle 56, Padova, con inizio alle ore 21.00. Al termine di ciascuna conferenza è previsto un dibattito aperto al pubblico della durata di circa un’ora. Le conferenze saranno registrate da TeleChiara, che le ritrasmetterà la domenica mattina successiva.
Il ciclo gode del patrocinio del Comune di Padova e dell’Università degli Studi di Padova.