Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha approvato il nuovo modello della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) necessario per il calcolo dell’ISEE 2026. Il decreto n. 3 del 2 marzo 2026 aggiorna la modulistica alla luce delle disposizioni introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 e ridefinisce alcuni criteri destinati a incidere sull’accesso alle prestazioni sociali agevolate.
Tra le principali novità del decreto spicca l’innalzamento della soglia di esclusione dell’abitazione principale dal patrimonio immobiliare: il limite sale a 91.500 euro e arriva a 120.000 euro per i nuclei residenti nei comuni capoluogo delle città metropolitane. È previsto inoltre un incremento di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo.
Il provvedimento interviene anche sulla scala di equivalenza, introducendo una maggiorazione specifica per i nuclei con due figli e aumentando di 0,05 le altre maggiorazioni legate alla presenza di figli. Viene inoltre prorogata al 2026 l’esclusione dal patrimonio immobiliare degli immobili distrutti o dichiarati inagibili a seguito di calamità naturali, misura pensata per tutelare le famiglie colpite.
Inoltre, resta confermata la possibilità di presentare la DSU sia in modalità ordinaria sia in modalità precompilata attraverso il portale dell’INPS, che integra automaticamente i dati reddituali e patrimoniali disponibili negli archivi fiscali e previdenziali. L’attestazione ISEE sarà resa disponibile entro dieci giorni lavorativi dalla presentazione della dichiarazione.
Secondo il Ministero, quindi, l’aggiornamento punta a rafforzare l’equità del sistema e a rendere il calcolo dell’indicatore più coerente con la reale situazione economica dei nuclei familiari, sostenendo misure come assegni, bonus, contributi per l’inclusione sociale e interventi per il diritto allo studio.
La pubblicazione ufficiale completa l’iter amministrativo e rende operativo il nuovo modello per tutte le richieste presentate nel corso dell’anno. Le famiglie potranno così valutare con maggiore chiarezza la propria posizione.
Redazione redigo.info