“L’aggravarsi del conflitto in Medio Oriente e le tensioni nello Stretto di Hormuz si stanno abbattendo immediatamente sulle tasche dei consumatori e, in particolare, degli automobilisti. Siamo di fronte a un’impennata dei prezzi di benzina e gasolio che non ha alcuna giustificazione economica immediata, se non quella di una speculazione sulle paure internazionali.” Così Anna Rea, Presidente nazionale di ADOC, commenta gli ultimi dati di Staffetta Quotidiana sui rincari alla pompa che vedono il gasolio sfiorare la quota dei 1.000 dollari alla tonnellata, portando le medie nazionali del self-service a livelli record: 1,693 €/litro per la benzina e 1,753 €/litro per il diesel, con punte che superano abbondantemente i 2 euro al litro sulla rete autostradale.
“Assistere a rialzi fino a 10 centesimi al litro sul gasolio in una sola notte è inaccettabile,” continua Rea. “I petrolieri applicano listini da panico basandosi su previsioni future, ignorando che il Paese dispone di riserve stoccate che dovrebbero ammortizzare queste oscillazioni. È un salasso ingiustificato che mette in ginocchio non solo gli automobilisti, ma l’intero sistema Paese.”
Per ADOC, le misure attualmente in vigore sono del tutto insufficienti a fronteggiare il nuovo scenario geopolitico: il ‘Decreto Bollette’ è superato e appartiene a un’epoca diversa. Il mondo è cambiato e i tempi di questa crisi non saranno brevi. Non possiamo continuare a rincorrere l’emergenza con bonus temporanei: il Governo deve avere il coraggio di ampliare gli interventi e varare misure strutturali. È necessario rendere operativa la sterilizzazione delle accise per compensare l’extra-gettito IVA e, contemporaneamente, accelerare senza esitazioni verso l’autonomia energetica e le fonti rinnovabili.”
A preoccupare maggiormente è l’effetto domino sull’intera economia. Con un’inflazione che a febbraio ha toccato l’1,6% e un carrello della spesa già al 2,2%, il rincaro dei carburanti rischia di innescare una spirale inflattiva devastante.
“Oltre l’80% dei prodotti essenziali in Italia viaggia su gomma,” conclude Anna Rea. “Se aumentano i costi di trasporto, aumentano i prezzi di pane, latte e medicinali. Il Governo e ‘Mister Prezzi’ devono vigilare affinché questa crisi non diventi l’ennesimo pretesto per rimpinguare i profitti delle grandi compagnie a scapito delle persone”.
Roma, 4 Marzo 2026