Disagio sociale stabile ma cresce l'incertezza | Confcommercio - Format Research

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A febbraio 2026 il MIC resta fermo a 8,6, sui minimi storici. Prezzi in lieve aumento e disoccupazione stabile, ma tensioni internazionali e occupazione debole rendono incerto il quadro dei prossimi mesi.

A febbraio 2026 il quadro del disagio sociale in Italia resta sostanzialmente immutato. Secondo le prime stime, il MIC (link al documento in pdf), l’indicatore che misura l’area del disagio sociale, si attesta a 8,6, esattamente come nel mese di gennaio. Un livello che conferma il dato su valori tra i più bassi dall’inizio delle serie storiche, segnale di una situazione che, almeno nei numeri complessivi, continua a mantenersi stabile.

Dietro questa apparente immobilità si muovono però dinamiche diverse. Il dato di febbraio è infatti il risultato di due tendenze opposte ma contenute: da una parte un lieve aumento dell’inflazione sui beni e servizi ad alta frequenza d’acquisto, passata al 2,0% dall’1,9% registrato a gennaio; dall’altra una sostanziale stabilizzazione della disoccupazione estesa, che rimane ferma al 5,7%. Due movimenti limitati che, compensandosi, mantengono l’indicatore complessivo invariato. Guardando al futuro le prospettive appaiono più difficili da interpretare.

Il contesto internazionale resta particolarmente complesso e introduce elementi di forte incertezza, soprattutto nel medio periodo. Il protrarsi delle tensioni in Medio Oriente, ad esempio, potrebbe avere effetti significativi sull’economia: da un lato nuove pressioni sui prezzi dell’energia, dall’altro un possibile rallentamento della crescita. Una combinazione che rischierebbe di produrre un duplice effetto negativo sull’area del disagio sociale, con prezzi in aumento e occupazione in diminuzione. Nonostante l’economia italiana all’inizio del 2026 mostri diversi segnali positivi: il mercato del lavoro evidenzia ancora alcune fragilità. Da quasi un anno l’occupazione complessiva cresce a ritmi molto contenuti, un elemento che suggerisce cautela nella lettura dei dati e invita a non dare per acquisita la fase di relativa stabilità registrata finora.

Disagio sociale stabile ma cresce l’incertezza (Confcommercio, foto di F Ascani Format Research)
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