L’INPS, con la circolare n. 26 del 6 marzo 2026, ha annunciato l’introduzione sperimentale degli Indici Sintetici di Affidabilità Contributiva (ISAC), un nuovo sistema di analisi volto a promuovere la regolarità contributiva delle imprese e contrastare il lavoro sommerso.
Gli ISAC sono indicatori statistici ed economici che combinano dati fiscali e contributivi per verificare la coerenza tra l’attività dichiarata delle imprese e il numero di lavoratori effettivamente impiegati. L’obiettivo principale è individuare eventuali anomalie che possano suggerire la presenza di lavoro non dichiarato o irregolare.
Questa iniziativa nasce nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), in particolare della riforma dedicata alla lotta al lavoro sommerso.
La nuova sperimentazione
A partire dal 1° gennaio 2026, il sistema viene introdotto in via sperimentale in due settori economici considerati a rischio di evasione contributiva:
- commercio all’ingrosso alimentare;
- strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere.
Successivamente, entro agosto 2026, l’applicazione degli ISAC dovrebbe essere estesa ad altri settori economici.
Entro il 31 marzo 2026, l’INPS invierà oltre 12.000 lettere di compliance alle aziende che presentano scostamenti rispetto ai valori considerati normali dagli indicatori. In totale sono stati analizzati più di 33.000 datori di lavoro nei due settori coinvolti.
La comunicazione non rappresenta un accertamento né comporta automaticamente sanzioni: si tratta piuttosto di un invito alle imprese a verificare la propria posizione contributiva e, se necessario, a correggere eventuali errori o omissioni.
Come funzionano gli ISAC
Gli ISAC analizzano diversi parametri, tra cui:
- rapporto tra beni strumentali e numero di lavoratori;
- quota di lavoro part-time o stagionale;
- presenza di apprendisti o collaboratori;
- stima della forza lavoro teorica rispetto a quella dichiarata.
Per ogni indicatore l’INPS segnala se il valore risulta nella norma, con scostamento lieve o scostamento significativo. Le aziende che risultano pienamente conformi agli indicatori vengono inserite nella cosiddetta “fascia di normalità”, che potrà essere utilizzata dalle autorità per orientare le attività ispettive verso le situazioni più a rischio.
Redazione redigo.info