Negli ultimi mesi abbiamo attraversato i diversi territori in cui operiamo attraverso i nostri Mini Fuori Orario, un ciclo di incontri di racconto e confronto reciproco tra socie e soci, lavoratrici e lavoratori di Open Group.
Gli appuntamenti hanno ripreso lo spirito di Fuori Orario, il nostro storico evento dedicato alle persone di Open Group, ma in una versione volta a dare valore alle storie e alle specificità di ogni singolo territorio. L’obiettivo è stato quello di dialogare e confrontarsi sulle azioni future e raccontare il lavoro quotidiano nei servizi, favorendo l’incontro dal vivo con persone che operano in contesti diversi ma condividono lo stesso territorio.
In ogni serata si è dedicato un primo momento di confronto con soci e socie della cooperativa e, a seguire, il racconto dei servizi da parte di lavoratrici e lavoratori. Ne sono nate sei tappe partecipate e ricche di scambi, ognuna con caratteristiche e spunti propri.
Veneto: una comunità affiatata
Il viaggio dei Mini Fuori Orario è partito dal Veneto, con una serata alla Villa Foscarini Cornaro di Gorgo al Monticano, in provincia di Treviso, che ha riunito lavoratrici e lavoratori della cooperativa attivi nella regione.
È stato un momento di incontro particolarmente intenso, in cui è emersa la quotidianità del lavoro svolto in un territorio geograficamente distante da Bologna ma sorprendentemente vicino per valori, approccio e spirito di comunità.
L’impressione che ci portiamo a casa è quella di un gruppo affiatato e appassionato, che condivide pratiche e visione e le traduce ogni giorno in azioni concrete. Un primo passo che ha dato subito il tono a tutto il percorso.
Appennino e Sasso Marconi: la nostra storia, la nostra memoria
La seconda tappa ha portato i Mini Fuori Orario in Appennino, al Pampy Bar di Silla, un territorio che rappresenta una parte importante della storia di Open Group.
Qui molti servizi sono presenti da anni e hanno sviluppato nel tempo un forte radicamento territoriale. Durante la serata sono stati raccontati i progetti e le attività che animano questo contesto: servizi per le dipendenze, disabilità, accoglienza di persone migranti, interventi rivolti a minori, famiglie, scuole e giovani.
Il racconto delle persone che lavorano nei servizi ha mostrato come il lavoro sociale si costruisca giorno dopo giorno attraverso relazioni e conoscenza del territorio.
San Lazzaro, Pianura Est e Romagna: una rete diffusa
Il terzo appuntamento si è svolto nella sede di PAS Bimbo Tu a San Lazzaro, coinvolgendo servizi attivi nella Pianura Est e nella Romagna.
Ciò che ha colpito maggiormente durante la serata è stata la grande varietà e capillarità delle attività presenti in quest’area così vasta e diffusa. Servizi e progetti molto diversi tra loro – biblioteche, archivi, servizi educativi, attività per adolescenti, centri per le famiglie, comunità per minori, interventi per le dipendenze – compongono una rete ampia e articolata.
Il Mini Fuori Orario è stato così un’occasione di relazione in un territorio molto; uno spazio di conoscenza reciproca tra realtà che spesso lavorano nello stesso contesto senza incontrarsi direttamente.
Ferrara e Alto ferrarese: un racconto corale
La quarta tappa è stata a Ferrara e nell’Alto ferrarese, dove la serata, ospitata da Factory Grisù, ha registrato un forte coinvolgimento anche grazie alle numerose presentazioni che, con profondità e un velo di ironia, ci hanno fatto scoprire alcuni dei progetti dei punta della zona.
Il confronto con soci e socie ha toccato diversi temi: il welfare territoriale, i progetti strategici e il ruolo della base sociale all’interno della cooperativa.
Anche qui il racconto dei servizi ha restituito un quadro molto articolato: servizi educativi e culturali rivolti a giovani e famiglie, progetti di accoglienza e integrazione, laboratori protetti come il Gruppo Verde, realtà storiche come Maieutica, comunità educative, attività nelle scuole e biblioteche.
Modena e Valsamoggia: la voce dai servizi culturali
La penultima tappa ha coinvolto Modena e il territorio della Valsamoggia negli splendidi spazi di Laboratorio Aperto.
Un’assemblea nutrita ha indagato il legame che lega la cooperativa a questo territorio, anch’esso storico, cercando di capire quali sviluppi futuri siano possibili nel modenese.
Il racconto dei servizi si è concentrato su due grandi aree: accoglienza e integrazione, con esperienze di comunità e progetti di housing sociale, e educazione e cultura, con centri per le famiglie, progetti educativi e servizi bibliotecari.
Tra le esperienze raccontate anche la Biblioteca della Strega Teodora, uno spazio dedicato a bambine e bambini situato all’interno del Policlinico di Modena, esempio concreto di come i servizi possano generare luoghi di cura e cultura.
Ultima fermata: Bologna
l ciclo di incontri si è concluso con un’ultima tappa molto partecipata al Circolo Arci Benassi di Bologna, città da cui in molti casi sono nati i primi servizi della cooperativa.
La sala piena e la partecipazione numerosa hanno reso la serata un momento particolarmente significativo. Il racconto collettivo ha attraversato i molti ambiti in cui opera la cooperativa: accoglienza e integrazione, minori e famiglie, educazione e cultura, oltre alle progettualità sviluppate nell’area innovazione.
Accanto ai servizi territoriali è stato raccontato anche il lavoro degli uffici – risorse umane, amministrazione, staff commerciale, comunicazione e staff operativo – che ogni giorno contribuiscono a far funzionare l’organizzazione.
Come in un mosaico, ogni tassello ha mostrato il proprio ruolo nel quadro complessivo.
Il racconto continua
I Mini Fuori Orario hanno dimostrato quanto sia importante creare occasioni di incontro e racconto all’interno di un’organizzazione diffusa sul territorio.
In ogni tappa sono emersi elementi diversi – radicamento territoriale, varietà dei servizi, confronto tra soci e socie, partecipazione delle équipe – ma il filo conduttore è rimasto lo stesso: il valore delle persone che ogni giorno costruiscono la cooperativa.
Sei serate, sei territori e molte storie condivise hanno dato forma a un racconto collettivo che restituisce l’immagine di una cooperativa complessa, sì, ma anche umana, aperta e connessa ai luoghi in cui opera.
I Mini Fuori Orario si sono conclusi, ma il nostro racconto e il nostro viaggio prosegue!