Accogliamo con favore il taglio immediato delle accise di 25 centesimi su benzina e diesel, scattato oggi con la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, che come Adoc stiamo chiedendo da tempo. Riteniamo che questa sia una scelta, limitata nel tempo, capace di garantire un sollievo istantaneo alle tasche dei consumatori. Tuttavia, consideriamo la durata iniziale di soli venti giorni decisamente troppo esigua. Il riferimento nel testo a una “durata iniziale” lascia intendere una possibile proroga: è una prospettiva che auspichiamo con forza. Non possiamo permettere che questo intervento si riduca a un semplice palliativo temporaneo, in un contesto segnato da tensioni internazionali e fenomeni speculativi.
Già la scorsa settimana, a seguito della Commissione Allerta Prezzi, avevamo inviato una lettera alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, insieme alle altre Associazioni dei Consumatori, esprimendo forte preoccupazione per le dichiarazioni del Ministro Urso che escludeva qualsiasi ipotesi di intervento sulle accise, mentre sollecitavamo un intervento urgente per l’impatto del caro carburanti. Un aumento che inevitabilmente si riflette sul “carrello della spesa” e sui costi energetici, colpendo beni e servizi essenziali.
Valutiamo positivamente i crediti d’imposta per l’autotrasporto e per la pesca previsti per i mesi di marzo, aprile e maggio 2026, poiché riteniamo questi interventi possano evitare che i rincari della logistica si ribaltino direttamente sui prezzi al consumo negli scaffali della grande distribuzione.
Importante, inoltre, il monitoraggio lungo tutta la filiera. Il problema non è solo nell’ultimo anello della catena, rappresentato dai gestori, ma nella formazione del prezzo a monte. È lì che vanno contrastate le speculazioni, a partire dalle grandi compagnie petrolifere e dall’industria della raffinazione. In questo senso, il rafforzamento del ruolo del Garante, che deve diventare un vero “osservatore speciale” con poteri effettivi, va nella giusta direzione.
Tuttavia, non possiamo ignorare che il nostro Paese continui a sopportare una tassazione sui carburanti superiore al resto d’Europa e che continui a essere fortemente dipendente dagli altri Paesi, mentre dobbiamo puntare sulla neutralità energetica e sulle rinnovabili. Lo chiediamo nella lettera inviata da tutte le Associazioni dei consumatori alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Nella missiva, siamo inoltre tornati a chiedere un incontro urgente subito dopo la scadenza del referendum e l’istituzione di un Tavolo Permanente di confronto. Il nostro obiettivo è monitorare costantemente la situazione e individuare misure strutturali a sostegno del reddito delle fasce più deboli, attraverso un intervento sistemico sulle tasse che riduca il divario con la media europea in modo permanente.
Intanto, continuano a crescere le quotazioni energetiche: il gas ha raggiunto i 55,54 euro/MWh e il Brent segna un +4,5% a 112 dollari al barile. La riduzione delle accise non è ancora visibile questa mattina alle pompe, dove i prezzi restano elevati. Ci aspettiamo che gli effetti del decreto si traducano rapidamente in un calo concreto per i consumatori.