Lo scopo degli organizzatori è stato trovare le vie più efficaci per garantire
tutela al minore e approcciarsi alle dinamiche della genitorialità nelle
situazioni di crisi familiare.
L’“Interesse prevalente del minore e relazioni di genitorialità”. È il tema di
una tavola rotonda tenutasi nel Salone degli Stemmi di Palazzo
arcivescovile. Il giorno scelto per l’incontro non sembra determinato dalla
casualità, ma dalla coincidenza con la solennità di San Giuseppe, la cui
paternità operosa, e vissuta nella totale dedizione al figlio, è modello di
riferimento (non solo) per i credenti. L’argomento proposto è di stretta
attualità, anche in considerazione di recenti fatti di cronaca, ma la
partecipazione di numerosi e autorevoli relatori ha consentito una
trattazione fondata su rigorose basi giuridiche, scientifiche e pastorali.
L’efficacia di ogni possibile intervento richiede l’analisi da differenti
prospettive e una conseguente azione congiunta. Lo scopo degli
organizzatori – l’arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno, l’associazione
“Avvocati matrimonialisti italiani”, il Tribunale ecclesiastico interdiocesano
salernitano, il Tribunale ecclesiastico metropolitano salernitano e l’Ordine
degli avvocati di Salerno – è stato trovare le vie più efficaci per garantire
tutela al minore e approcciarsi alle dinamiche della genitorialità nelle
situazioni di crisi familiare (peraltro in un tempo di eccezionale e
multiforme complessità per le famiglie).
I lavori sono stati aperti dai saluti istituzionali dell’arcivescovo Andrea
Bellandi; di Giuseppe Ciampa, presidente del Tribunale di Salerno; di
Giovan Francesco Fiore, presidente f.f. del Tribunale per i minorenni di
Salerno; di Alberto Toriello, presidente del consiglio dell’Ordine degli
avvocati di Salerno; di Claudio Sansò, presidente della sezione salernitana
dell’Associazione matrimonialisti italiani. Sono seguiti gli interventi di
Antonio Valitutti, già presidente della I sezione della Corte di Cassazione,
che ha relazionato su “Il tempo del bambino nella prospettiva della
bigenitorialità nella giurisprudenza della Suprema Corte”; di Orietta
Rachele Grazioli, docente di diritto canonico e comparato della Famiglia al
Pontificio Istituto teologico “Giovanni Paolo II”, che ha parlato de “Il figlio
conteso. Una sfida per il diritto della Chiesa?”; di Antinisca Passero,
responsabile di “GiovAmi Salerno–Associazione matrimonialisti Italiani”,
con un approfondimento dedicato a “Bigenitorialità e cogenitorialità: le
prassi dei Tribunali civili”; di Piero Avallone, già Presidente del Tribunale
per i minorenni di Salerno, che ha descritto “il ruolo specifico del Giudice
dei bambini”; di Raffaele Bracalenti, medico psicoterapeuta, fondatore
dell’Istituto psicoanalitico per le ricerche sociale e direttore editoriale della
rivista “Dromo”, che si è soffermato sul tema “Dalla crisi di coppia alla
continuità genitoriale: una prospettiva clinica”; di don Pietro Rescigno,
vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico interdiocesano salernitano,
che ha aggiornato su “I minori smarriti”. A moderare la tavola rotonda
monsignor Michele Alfano, vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico
metropolitano salernitano e di appello, che si è occupato anche del
coordinamento insieme a Mariaconcetta Parrilli, tirocinante in materie
giuridiche al Tribunale per i minorenni di Salerno. Il comitato scientifico è
stato composto dal magistrato minorile Antonella Troisi; da Lucia
Scannapieco, responsabile del settore “giustizia minorile” per
l’Associazione matrimonialisti italiani di Salerno; e da Ludovica
Gambardella e Teresa Santangelo, tirocinanti in materie giuridiche al
Tribunale per i minorenni di Salerno.

Tratto da il quotidiano “Il Mattino”.