Indagine nazionale sulla sicurezza stradale, incidentalità, furti, contraffazione e introduzione di un sistema di identificazione
È stata presentata il 25 marzo scorso, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, la ricerca Unasca, realizzata con Format Research, dal titolo E-bike tra mobilità e sicurezza. I risultati della rilevazione sono stati illustrati da Maria Francesca Atzeni, direttrice di ricerca Format Research. Sono intervenuti: On. Gaetana Russo IX Commissione (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni), On. Andrea Casu IX Commissione (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni), On. Antonino laria IX Commissione (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni), Luigi Menna Presidente FIAB, Alfredo Boenzi Segretario Nazionale Autoscuole UNASCA, Ing. Stefano Riazzola Capo Dipartimento – Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, Giuseppe Guarino Segretario Nazionale Studi di Consulenza Automobilistica.
E-bike tra mobilità e sicurezza: diffusione, criticità e prospettive di regolazione
L’indagine nazionale sulla sicurezza stradale e sulla percezione delle E-bike, realizzata da Format Research in collaborazione con UNASCA, analizza un fenomeno in forte espansione in Italia, evidenziandone al tempo stesso opportunità e criticità.
L’obiettivo dello studio è fornire elementi utili al dibattito sull’eventuale introduzione di un sistema di identificazione per le biciclette elettriche, prendendo in considerazione diversi aspetti: incidentalità, modifiche non conformi, furti, percezione della sicurezza e orientamenti dei cittadini.
La ricerca si basa su un doppio approccio metodologico: da un lato un’analisi desk su dati istituzionali e fonti qualificate, dall’altro un’indagine campionaria su 600 guidatori, rappresentativi per età, genere e area geografica, di cui 200 utilizzatori di E-bike.
La crescita del mercato e l’evoluzione dell’uso
Negli ultimi dieci anni il mercato delle E-bike ha registrato una crescita significativa. La quota sul totale delle biciclette vendute è passata dal 3% nel 2014 al 20,2% nel 2024, evidenziando una trasformazione strutturale della mobilità leggera.
L’uso delle E-bike si inserisce in un contesto dominato dall’automobile, utilizzata dal 95,5% dei guidatori, ma rappresenta ormai una componente rilevante: circa un terzo degli intervistati dichiara di utilizzarla, con una maggiore diffusione tra uomini tra i 35 e i 44 anni residenti nei grandi centri urbani.
Sicurezza stradale e convivenza nello spazio urbano
L’aumento della diffusione delle E-bike è accompagnato da un incremento degli incidenti che le coinvolgono. I dati su decessi e feriti mostrano una crescita nel periodo considerato, in linea con l’espansione del parco circolante.
Dal punto di vista percettivo, emerge una situazione articolata. Tra gli utilizzatori, il 21% dichiara di sentirsi poco o per nulla sicuro alla guida della propria E-bike. Tra i non utilizzatori, il 41,5% esprime insicurezza nella convivenza con questi mezzi nello spazio stradale.
Questi dati indicano come la diffusione delle E-bike stia generando nuove dinamiche di interazione tra utenti della strada, con criticità ancora non pienamente risolte.
Quadro normativo e ambiguità di classificazione
La normativa vigente distingue tra E-bike assimilate a velocipedi e quelle considerate ciclomotori, in base a potenza e velocità.
Le biciclette elettriche con potenza fino a 250 W, senza acceleratore e con assistenza alla pedalata limitata a 25 km/h, sono equiparate alle biciclette tradizionali e non richiedono targa, assicurazione o patente.
Al contrario, i mezzi più potenti o veloci rientrano nella categoria dei ciclomotori e sono soggetti a obblighi più stringenti, tra cui immatricolazione, assicurazione e uso del casco.
Questa distinzione, seppur formalmente chiara, si scontra nella pratica con fenomeni diffusi di modifica dei veicoli.
Modifiche illegali e mercato non regolamentato
Secondo la percezione degli intervistati, la pratica di modificare le E-bike per aumentarne velocità o potenza è diffusa: circa il 60% la considera un fenomeno rilevante, quota che sale tra gli stessi utilizzatori.
La crescita del mercato ha inoltre favorito lo sviluppo di un circuito parallelo di vendita di mezzi non conformi o contraffatti. Questo mercato nero produce effetti rilevanti: da un lato aumenta i rischi per la sicurezza, dall’altro introduce forme di concorrenza sleale nei confronti degli operatori regolari.
Molti acquirenti, attratti da offerte online, acquistano veicoli privi di certificazioni o assemblati con componenti non conformi, esponendosi a sanzioni, sequestro del mezzo e responsabilità in caso di incidente. A livello sistemico, questi veicoli non sono assicurabili, non sono tracciabili e sfuggono ai controlli.
Il fenomeno dei furti e le criticità strutturali
Parallelamente alla crescita del mercato, si registra un aumento dei furti di E-bike, soprattutto nei contesti urbani ad alta densità ciclabile.
Il fenomeno è favorito da una combinazione di fattori: elevato valore economico dei mezzi, scarsa protezione tecnica, carenze infrastrutturali, lacune normative e una cultura della prevenzione ancora limitata.
Il 16,5% degli intervistati dichiara di aver subito o di conoscere qualcuno che ha subito un furto di E-bike. Tra questi, quasi il 60% segnala difficoltà significative nel recupero del mezzo.
Orientamenti dei cittadini e domanda di regolazione
In questo contesto, emerge una forte apertura verso strumenti di regolazione. L’84,4% degli intervistati si dichiara favorevole all’introduzione di un sistema di identificazione per le E-bike, con un consenso ancora più elevato tra i non utilizzatori.
Le motivazioni alla base di questo orientamento sono riconducibili a tre principali esigenze: maggiore sicurezza e responsabilità nello spazio stradale, contrasto ai furti e ai fenomeni illegali, chiarezza delle regole e possibilità di verifica.
Le aspettative associate a una possibile regolazione riguardano una migliore organizzazione della mobilità urbana, una maggiore tutela in caso di incidenti e una distinzione più netta tra mezzi conformi e non conformi.