Politiche giovanili. Spazi per le nuove generazioni in Emilia-Romagna: a Reggio Emilia venerdì 27 marzo una riflessione sui nuovi modelli territoriali in regione. Gli assessori Paglia e Allegni: “I giovani meritano luoghi che li riconoscano, li ascoltino e li mettano nelle condizioni di costruire il proprio progetto di vita”

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Bologna - Qual è lo stato dell’arte degli spazi dedicati alle giovani generazioni della regione? Come possono la cultura e la creatività trasformarsi in motori di crescita, aggregazione e inclusione? Sono queste le domande al centro della riflessione su ‘Politiche giovanili e spazi culturali: modelli territoriali integrati’, che si terrà domani, venerdì 27 marzo, a Reggio Emilia.

L’iniziativa, organizzata dalla Regione Emilia-Romagna attraverso l’Osservatorio Giovani con il supporto di Art-ER, in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia e l’Università di Modena e Reggio Emilia (Unimore), vuole essere un momento di confronto tra istituzioni, ricerca ed esperienza territoriale per delineare un ecosistema regionale di spazi diffuso e coordinato. L’obiettivo è ragionare sui luoghi ibridi e multifunzionali — sia fisici che digitali — capaci di integrare partecipazione, benessere, formazione e microimprenditorialità creativa.

Durante i lavori sarà presentato un report finale dell’indagine, commissionata dalla Regione e curata dall’Unità di ricerca del Dipartimento di Comunicazione ed Economia di Unimore, ‘Gli spazi collaborativi a vocazione giovanile in Emilia-Romagna: stato dell’arte, caratteristiche gestionali e prospettive future’.

“I giovani dell’Emilia-Romagna meritano luoghi che li riconoscano, li ascoltino e li mettano nelle condizioni di costruire il proprio progetto di vita- spiegano gli assessori regionali alle Politiche giovanili e al Lavoro, Giovanni Paglia, e alle Pari opportunità, Gessica Allegni-. In un tempo segnato da profonde transizioni economiche, climatiche, culturali e demografiche, la Regione rinnova il proprio impegno per garantire alle nuove generazioni le condizioni per vivere, crescere, sviluppare il proprio talento artistico e realizzarsi nei propri territori. In ogni scelta politica, l’impatto sulle ragazze e sui ragazzi deve essere un criterio guida. Questo significa dare centralità alla loro voce, ai loro linguaggi e ai loro bisogni, e offrire loro strumenti e spazi per diventare protagonisti del presente, non solo del futuro. Senza dimenticare che gli spazi giovani così come gli spazi culturali sono luoghi di aggregazione, creatività e innovazione che sviluppano talenti e competenze e promuovono crescita e imprenditorialità”.

"Sono convinta- sottolinea l'assessora alle Politiche educative del Comune di Reggio Emilia, Marwa Mahmoud- che gli spazi per le nuove generazioni non debbano essere semplici contenitori, ma i pilastri di una vera comunità educante capace di integrare cultura, creatività e partecipazione. È un’idea che a Reggio stiamo portando avanti con forza, in progetti come 'Desteenazione', il cui obiettivo è quello di offrire dei luoghi fisici ai giovani dove vivere la propria socialità, il contatto con la cultura, con le idee, su tutto il territorio nazionale. La sfida che affrontiamo oggi è quella di delineare modelli gestionali innovativi per luoghi ibridi e con diverse funzioni, in grado di unire la dimensione fisica a quella digitale: veri e propri laboratori di cittadinanza attiva, dove ogni ragazza e ogni ragazzo possano esprimere il proprio potenziale in modo libero. Solo investendo in spazi di aggregazione che mettano al centro la relazione e l’ascolto possiamo garantire che, nel percorso di crescita, nessuna e nessuno si senta mai solo o invisibile.”

"Valorizzare le competenze emergenti significa riconoscere, sviluppare e mettere a sistema quelle abilità nuove o in evoluzione che rispondono ai cambiamenti del contesto lavorativo, tecnologico e sociale- afferma l'assessore alla Cultura e Politiche giovanili del Comune di Reggio Emilia, Marco Mietto-. Non si tratta solo di intercettare potenzialità ancora in fase di crescita ma anche di di identificare talenti già consolidati che sanno e possono trasferire alle città competenze, capacità e intenzioni di innovazione e sostenibilità o nuovi modelli organizzativi. Su queste basi abbiamo impostato le politiche giovanili nella nostra città e in questa prospettiva le scelte strategiche della Regione possono costituire una svolta di grande valore". 

L'evento è parte dell'Ecosistema formativo Youz Work-ER, alla sua terza edizione, che coinvolge amministrazioni locali e operatori sui temi della co-progettazione e della progettazione collaborativa degli spazi.

L’indagine in sintesi

In Emilia-Romagna quasi la metà degli spazi si trova in comuni di media dimensione (cioè, con una popolazione compresa tra i 100 e i 250mila abitanti), coincidenti con i capoluoghi di provincia: mentre il 26% è presente nei comuni con una popolazione inferiore alle 60mila unità.
Gli spazi collaborativi in Emilia-Romagna presentano forme giuridiche e modelli di governance variabili. Circa la metà adotta forme non profit, come associazioni culturali (46% degli spazi giovani ‘collaborativi’) e cooperative sociali (58% degli spazi giovani ‘collaborativi’). Gli spazi collaborativi ‘nativi giovanili’ prevalgono tra le associazioni (40%) e le cooperative (39%), mentre gli spazi collaborativi ‘non nativi giovanili’ sono più rappresentati nelle società for-profit (58%) e nelle fondazioni (75%).

La governance è principalmente privata (61%), con percentuali variabili: 41% negli spazi giovani ‘collaborativi’, 25% negli spazi collaborativi ‘nativi giovanili’ e 34% negli spazi collaborativi ‘non nativi giovanili’. Il 20% degli spazi adotta forme di governance pubblica e il 19% forme miste, accedendo a forme di sostegno pubblico.

Le attività degli spazi si concentrano su imprenditorialità, educazione, cultura e cittadinanza attiva. Gli spazi giovani ‘collaborativi’ sono attivi nell'educazione (target 15-19 anni) e nella cultura, con particolare attenzione ai più giovani. Gli hub culturali e creativi organizzano incontri e dibattiti pubblici (70% per giovani 20-35 anni) e mostre, concerti e spettacoli dal vivo (60%). I fab lab offrono spazi per giovani e associazioni a vocazione socioculturale a titolo gratuito o con agevolazioni (60%).
Le attività di promozione della cittadinanza attiva vedono protagonisti gli spazi giovani ‘collaborativi’ e i fab lab.

Il sostegno all'imprenditorialità giovanile è un ambito di eccellenza per gli spazi collaborativi ‘non nativi giovanili’ (incubatori, acceleratori, tecnopoli e parchi scientifici), che supportano i giovani nelle diverse fasi di sviluppo professionale.

Emergono iniziative di supporto alle categorie più vulnerabili (Neet e migranti) e sull'empowerment femminile, sostenute da attori pubblici (100% dei casi). Gli spazi collaborativi svolgono un ruolo importante nello sviluppo del territorio e nella promozione dell'inclusione sociale, con una presenza significativa in diverse realtà della regione (12,7% in comuni con 0-19.999 abitanti, 46,2% in comuni con 100.000-249.999 abitanti). La collaborazione tra settore pubblico e privato è fondamentale per sostenere queste realtà.

Barbara Musiani

In allegato il programma della giornata

Ultimo aggiornamento: 26-03-2026, 15:39

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