Il Summit EFI ridisegna la formazione: mindset, ecosistemi e un pinguino - redigo.info

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Nel mondo della formazione, spesso ingessato da procedure e inerzie culturali, c’è chi prova a cambiare le regole del gioco. Stefano Marchese e Kevin Giorgis (che ingessati non sono), i fondatori dell’Innovation Training Summit al suo terzo anno, lo fanno partendo da un’idea semplice ma radicale: la trasformazione più urgente non è tecnologica, ma mentale.

Redigo.info – Media partner dell’Evento, che si è svolto a Roma presso l’Auditorium della Tecnica, il 26 e il 27 marzo 2026 – li ha intervistati.

“Il mindset deve aprirsi al cambiamento che è sempre pauroso per l’organizzazione – spiega Kevin, N.d.r. – È la chiave per un sistema che voglia restare competitivo”.

Il coraggio di buttarsi

Stevin – La mascotte del Summit

Il racconto del primo Summit (2024) è emblematico: nessuno sponsor, nessun partner, neppure un conto corrente aperto. Solo un’idea e la volontà di rischiare. “Ci abbiamo messo tre mesi a trovare i primi tre sponsor”, ricordano. Da quel salto nel vuoto nasce la metafora che oggi è diventata simbolo dell’evento: il pinguino che si tuffa, mascotte ufficiale battezzata per errore “Stevin”.

Il pinguino non è solo un logo: è un manifesto culturale. Rappresenta la capacità di tentare, di esporsi, di accettare che l’innovazione richieda un margine di incertezza.

Stevin, la mascotte che racconta un ecosistema

Nato per caso, Stevin è oggi il volto del Summit. Racchiude le tre metafore fondative — salto, torta, mareggiata — e rappresenta l’identità di un progetto che vuole essere più di un evento: un movimento culturale.

Fare squadra per ingrandire la torta

Accanto al coraggio, c’è un altro pilastro: la collaborazione. Non come slogan, ma come strategia di sistema. “Pensare alla tecnologia in termini di trasformazione è un po’ come puntare alla luna e guardarsi il dito”, osserva Stefano. La vera innovazione, ci spiegano, nasce quando realtà diverse si parlano, si contaminano, costruiscono valore condiviso.

Da qui la seconda metafora: la torta che si ingrandisce. Non si tratta di spartire fette sempre più piccole, ma di creare un ecosistema in cui tutti possano crescere. È la logica che guida partnership trasversali come Forum PA, Netcomm, Learning Technologies.

La mareggiata che alza tutte le barche

Il terzo valore è la “mareggiata”: un movimento collettivo che solleva l’intero settore. EFI si propone come piattaforma neutra, un luogo dove aziende, fondi, istituzioni e professionisti possano incontrarsi senza competizione sterile. L’obiettivo è semplice: alzare il livello del mercato.

Il Symposium e il ruolo delle istituzioni

La novità più significativa dell’ultima edizione è il Symposium formazione, spazio dedicato alla formazione finanziata. Per la prima volta 18 fondi su 20 hanno accettato di sedersi allo stesso tavolo. Un risultato storico, che conferma la necessità di un dialogo più stretto tra pubblico e privato.

Il tema torna quando si parla di priorità per i prossimi tre anni: avvicinare le istituzioni al mercato. La formazione finanziata gestisce risorse ingenti, spesso poco conosciute dalle imprese. Per questo il Summit ha coinvolto Ministero del Lavoro, Esteri, Università, MIMIT, Regione Lazio, fino a portare in giuria dello Startup Showcase il capo di gabinetto dell’innovazione del Ministero del Lavoro.

L’ambizione per il 2026 è ancora più alta: partecipazione istituzionale europea e un Summit completamente gratuito. Anteprime assolute ai microfoni di redigo.info.

Un evento sempre più internazionale

L’ecosistema EFI guarda oltre i confini nazionali: 22 Paesi rappresentati, speech in inglese, delegazioni dal Canada al Nord Africa. L’obiettivo è duplice: posizionare l’Italia come hub mediterraneo e diventare ponte tra innovazione estera e mercato italiano.

Un Summit che cresce (e cambia)

La location è la stessa, ma tutto il resto è in espansione:

  • quattro palchi;
  • sale speech più grandi;
  • workshop raddoppiati;
  • creatività e gamification come elementi distintivi;
  • una “linea del tempo” che racconta storia e anniversari del settore.

Un dettaglio, quest’ultimo, che secondo gli organizzatori “fa sentire a casa” chi partecipa.

Far succedere le cose

Giusto un anno fa EFI raccontava metafore. Oggi quelle metafore sono diventate azioni. “Il successo è la capacità di far succedere le cose”, dice Stefano. E guardando all’evoluzione del Summit, sembra che il settore della formazione italiana abbia finalmente trovato un luogo dove le cose iniziano davvero a succedere.

Dir. Alessia Lupoi – Red. Mario Sancamillo

Redazione redigo.info

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