L'euro digitale è un'opportunità per il settore bancario | BCE - Format Research

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27 marzo 2026

Di Piero Cipollone (Membro del Comitato esecutivo della BCE) e Frank Elderson (Membro del Comitato esecutivo della BCE e Vicepresidente del Consiglio di vigilanza della BCE) – (Sintesi, abstract e traduzione a nostra cura. Per maggiore accuratezza vedi la versione originale in inglese)

Abstract – L’euro digitale è un’opportunità

L’euro digitale rappresenta un investimento strategico dell’Eurosistema per garantire l’autonomia finanziaria e la sovranità monetaria dell’Europa nell’era dei pagamenti digitali. Lungi dal minacciare il settore bancario, il progetto è disegnato per fungere da infrastruttura comune su cui le banche possono sviluppare servizi innovativi, come i pagamenti condizionati, mantenendo al contempo la gestione diretta della clientela. Attraverso limiti di detenzione e l’assenza di remunerazione, la stabilità dei depositi viene preservata, trasformando le sfide della digitalizzazione in un’opportunità per rafforzare la competitività europea contro i grandi attori globali e le Big Tech.

L’euro digitale traghetta la moneta della banca centrale nell’era digitale. Rappresenta un investimento strategico per l’autonomia europea, la sovranità monetaria e la resilienza finanziaria. Funge inoltre da trampolino di lancio per strategie di digitalizzazione innovative nei pagamenti al dettaglio e rafforza i modelli di business delle banche di fronte a una concorrenza crescente. Il nostro obiettivo è continuare a collaborare strettamente con l’industria bancaria affinché l’euro digitale sia un successo condiviso, preservando al contempo la stabilità finanziaria.

La moneta della banca centrale come pilastro del sistema

Se immaginiamo la valuta e i pagamenti come la linfa vitale di un’economia moderna che scorre attraverso un complesso sistema arterioso di acquisti, investimenti e scambi, la moneta della banca centrale rappresenterebbe i globuli bianchi: una componente vitale che ancora l’intero sistema dei pagamenti e ne mantiene la salute, la resilienza e la stabilità.

L’Eurosistema ha il dovere di mantenere la moneta della banca centrale all’altezza dei tempi. Se essa non si adattasse alle sfide poste dall’evoluzione tecnologica e dalle preferenze dei consumatori, l’Eurosistema non riuscirebbe ad assolvere al proprio mandato, mettendo a rischio la stabilità del sistema dei pagamenti e dell’intera economia.

Sovranità e autonomia strategica europea

In un mondo sempre più digitalizzato, le nostre economie saranno competitive e resilienti solo quanto lo saranno i sistemi di pagamento che le sostengono. Ciò è fondamentale nell’attuale contesto geopolitico, dove l’autonomia strategica europea nelle infrastrutture critiche è una priorità quotidiana. L’euro digitale è il miglior investimento dell’Europa per garantire tale autonomia, la sovranità monetaria e l’inclusività sociale.

Le banche hanno un ruolo cruciale in questo processo. Per questo motivo, l’Eurosistema le ha poste al centro della progettazione dell’euro digitale sin dall’inizio, coinvolgendo la Vigilanza bancaria della BCE per sfruttare la sua competenza sui modelli di business, sulla liquidità e sulla stabilità finanziaria, evitando di imporre oneri eccessivi agli istituti.

Un volano per l’innovazione nei pagamenti al dettaglio

Alcuni temono che l’euro digitale possa mettere le banche centrali in competizione con quelle commerciali. In realtà, è vero il contrario. Esso offre alle banche l’opportunità di rafforzare la propria posizione in un’economia digitale dove l’innovazione è la chiave per restare competitivi.

Oggi, il settore finanziario non bancario utilizza la digitalizzazione per offrire servizi di pagamento integrati in app e piattaforme già diffuse. Se le banche non si adattano, questi sviluppi potrebbero minacciare i modelli tradizionali. L’euro digitale permette alle banche di:

  • Gestire i conti in euro digitale, mantenendo la relazione diretta con il cliente.

  • Accedere ai dati necessari per valutare il merito creditizio e le esigenze finanziarie.

  • Sfruttare un’infrastruttura comune su cui costruire servizi a valore aggiunto.

Inoltre, il modello di compensazione proposto dalla Commissione Europea garantisce che le banche siano adeguatamente remunerate. L’Eurosistema non applicherà commissioni di gestione e di schema, riducendo i costi complessivi per il sistema.

Nuovi flussi di ricavi e pagamenti condizionati

Le banche potranno concentrarsi sulla creazione di servizi innovativi che generino nuovi ricavi, attirando segmenti di clientela oggi più volatili. Un esempio chiave è quello dei pagamenti condizionati (eseguiti automaticamente al verificarsi di determinate condizioni).

Esempio pratico: Immaginate di acquistare un biglietto ferroviario da Francoforte a Bruxelles. Con i pagamenti condizionati, il denaro verrebbe prelevato solo se il treno effettivamente parte. Se il treno venisse cancellato, non dovreste più richiedere rimborsi tramite lunghi moduli, poiché il pagamento non verrebbe finalizzato.

Rafforzare il modello di business attraverso standard comuni

L’euro digitale può potenziare i modelli bancari in due modi:

  1. Co-badging con schemi nazionali: Le carte di debito delle banche europee potrebbero essere usate in tutta Europa tramite l’euro digitale, senza dover dipendere dai circuiti internazionali per i casi d’uso non coperti localmente. Attualmente, molti paesi europei dipendono da circuiti extra-UE che applicano commissioni elevate.

  2. Standard europei comuni: Come il passaggio all’USB-C ha semplificato la ricarica dei dispositivi, l’euro digitale introdurrà uno standard universale per i pagamenti. Questo permetterà ai portafogli digitali (digital wallets) delle banche europee di funzionare ovunque senza dipendere dalle soluzioni delle Big Tech (i cosiddetti “X-Pays”), che spesso trattengono commissioni significative.

Tutela della stabilità finanziaria e controllo dei costi

La Vigilanza della BCE ha analizzato attentamente i rischi di liquidità legati al possibile deflusso di depositi. I risultati confermano che l’euro digitale non danneggerà la stabilità finanziaria per tre motivi:

  1. Assenza di remunerazione: Come il contante, l’euro digitale non matura interessi.

  2. Funzionalità “reverse waterfall”: Riduce la necessità di detenere ampie giacenze in euro digitale sul wallet.

  3. Limiti di detenzione: Saranno fissati tetti massimi per i privati, mentre le imprese non potranno detenere giacenze, evitando deflussi destabilizzanti dai depositi bancari.

Anche sul fronte dei costi, le stime della BCE indicano un investimento complessivo tra i 4 e i 5,8 miliardi di euro per l’intero sistema bancario europeo (circa l’1,44% del budget annuale per l’aggiornamento IT delle banche significative), cifre molto inferiori a quelle ipotizzate da studi esterni.

Verso il futuro: la fase pilota del 2027

La trasparenza e la collaborazione rimangono i pilastri del progetto. Nel 2027, l’Eurosistema avvierà una fase pilota per testare l’infrastruttura in condizioni reali. Le banche partecipanti avranno l’opportunità di contribuire attivamente alla definizione delle scelte tecniche e operative, ottimizzando l’integrazione e gestendo i costi in modo efficiente.

In conclusione, l’euro digitale è necessario per mantenere un flusso di pagamenti sano e affidabile nella nostra economia. È uno strumento cruciale per l’autonomia strategica europea e una grande opportunità di evoluzione per le banche del continente.

L’euro digitale è un’opportunità  (Immagine F Ascani con AI Gemini)
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