aggiornamento demografico nascite 2025 – Assogiocattoli

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L’ISTAT – Istituto Nazionale di Statistica ha pubblicato i dati demografici italiani relativi al 2025: popolazione stabile grazie alle migrazioni. Continua il calo della fecondità e aumenta la speranza di vita

Nel 2025 sono stati registrati circa 355 mila nuovi nati, con un calo del 3,9% rispetto al 2024. Questa cifra rappresenta uno dei livelli più bassi della serie storica disponibile, proseguendo un trend decennale di diminuzione del numero di nascite. Il tasso di natalità si è attestato a 6,0 nati per mille abitanti.
Il tasso di fecondità totale, che misura il numero medio di figli per donna nel corso della vita fertile, è sceso a circa 1,14 figli per donna nel 2025, risultando tra i più bassi in Europa e ben al di sotto del livello di sostituzione generazionale (circa 2,1 figli per donna).

Questi dati si inseriscono in un contesto in cui l’Italia registra da anni una diminuzione costante sia delle nascite sia della propensione a generare figli, riflettendo fattori sociali, economici e culturali che influenzano le scelte di genitorialità delle coppie italiane.


Confronto con il contesto europeo

I dati europei più recenti mostrano che anche negli altri Paesi dell’Unione la fecondità è sotto il livello di sostituzione, pur con variazioni tra Stati membri. Secondo le statistiche demografiche dell’Unione Europea, il tasso di fecondità medio nell’UE si attesta intorno a 1,38 figli per donna (dato riferito al 2023), con Paesi come Francia (1,66) e Bulgaria (1,81) tra i valori più alti, mentre Spagna (1,12) e Malta (1,06) si collocano tra i più bassi.

Queste differenze riflettono realtà socio‑economiche e politiche familiari eterogenee all’interno dell’Unione Europea. In generale, Paesi con politiche di sostegno alla famiglia più consolidate tendono ad avere tassi di fecondità leggermente più elevati, pur rimanendo comunque sotto la soglia di 2,1 figli per donna.


Oltre al dato sulle nascite, l’ISTAT segnala che la popolazione italiana complessiva continua ad invecchiare, con un aumento dell’età media al primo parto e un ruolo crescente dell’immigrazione nel bilancio demografico complessivo.
In questo quadro, la componente migratoria ha contribuito a compensare parzialmente il calo naturale, con un saldo migratorio positivo che ha permesso di stabilizzare il totale della popolazione residente.

TESTO INTEGRALE E NOTA METODOLOGICA (ISTAT)
PERIODO DI RIFERIMENTO ANNO 2025
data di pubblicazione 31 marzo 2026
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