Emilia-Romagna: 4 milioni di euro per portare i dottori di ricerca nelle imprese

Compatibilità
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Introduzione

Un ponte tra accademia e impresa: i "talenti" al centro 

l cuore dell'iniziativa è il collegamento strategico tra il mondo della ricerca e quello delle imprese. Per poter accedere ai contributi, le aziende sono obbligate a prevedere l’assunzione a tempo pieno di nuovo personale di ricerca. I profili ricercati includono diverse figure formate presso gli atenei emiliano-romagnoli: 

  • dottori di ricerca che abbiano conseguito il titolo da non più di 7 anni. 
  • dottorandi che siano già stati ammessi all’esame finale e che otterranno il titolo entro sei mesi dalla domanda. 
  • assegnisti o contrattisti di ricerca la cui esperienza accademica si sia conclusa da non oltre 7 anni. 
  • ricercatori a tempo determinato (RTD) che abbiano completato il ciclo triennale di ricerca da non più di 7 anni. 

Per garantire stabilità e prospettive ai lavoratori, il bando ammette esclusivamente contratti di lavoro subordinato che siano a tempo indeterminato o a tempo determinato con una durata minima di due anni. 

I numeri della sfida: consentire ai talenti di essere assunti dalle imprese del territorio

L'intervento nasce da un’analisi dei dati sulla formazione e l’occupazione. Ogni anno, gli atenei dell'Emilia-Romagna conferiscono il titolo di dottore di ricerca (PhD) a circa 1.500 persone. Sebbene il tasso di occupazione a un anno dal titolo sia molto alto (94,6%), una parte consistente di questo capitale umano sceglie di lavorare all’estero. I dati evidenziano che il 13,8% dei dottori di ricerca impiegati nel ramo istruzione e ricerca lascia l’Italia a un anno dal titolo, una percentuale che sale fino al 18-20% quando si parla di discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica). L'obiettivo del bando è invertire questa rotta offrendo ai giovani ricercatori posizioni di lavoro di alta qualità e coerenti con il loro percorso accademico proprio all'interno del tessuto industriale regionale. 

Innovazione e Ricerca: il motore della competitività 

L'assunzione dei talenti non è un atto isolato ma è funzionale a progetti concreti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale. Le imprese presenteranno progetti in linea con la Strategia di Specializzazione Intelligente (S3) della regione. I ricercatori assunti diventeranno così i catalizzatori dell'innovazione aziendale applicando le proprie competenze tecniche e metodologiche per generare brevetti, prototipi e soluzioni all'avanguardia. La Regione ha previsto un sostegno finanziario significativo per abbattere i costi dell'innovazione: il contributo, concesso a fondo perduto, può arrivare fino a un massimo di 300.000 euro per ogni singolo progetto a fronte di una spesa minima ammissibile di 100.000. Lo sportello per presentare domanda resterà aperto fino alle ore 16:00 del 18 maggio 2026. 

Ultimo aggiornamento: 08-04-2026, 15:05

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