CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XVII Legislatura
Interrogazione n. 411/A
INTERROGAZIONE MASALA – TRUZZU – PIGA – MELONI Corrado – CERA – FLORIS – MULA – RUBIU – SORGIA – USAI, con richiesta di risposta scritta, in merito alle gravi criticità nei tetti di spesa per le prestazioni di assistenza riabilitativa e sociosanitaria, al rischio di interruzione dei servizi della struttura Ge.Na. e alle conseguenze sociali sul territorio del Nord Sardegna.
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I sottoscritti,
PREMESSO che:
– la struttura Ge.Na. rappresenta da anni un presidio di rilievo per l’assistenza e la riabilitazione delle persone con disabilità psichica, nonché per i percorsi dedicati all’autismo e alle attività connesse alla presa in carico sociosanitaria del territorio;
– il contratto per l’acquisizione di prestazioni di assistenza riabilitativa globale sanitaria e sociosanitaria per il triennio 2024/2026 prevedeva, per l’annualità 2026, un tetto di spesa pari a euro 1.655.871,36;
– con deliberazione dell’Azienda regionale della salute (ARES) n. 6 del 26 gennaio 2026 tale tetto è stato rideterminato in euro 1.989.559,98;
– la ripartizione storica delle tariffe prevedeva il 40 per cento a carico della quota sanitaria (ARES) e il 60 per cento a carico della quota sociale (enti locali);
– con la deliberazione della Giunta regionale 3 settembre 2025, n. 46/25 (Requisiti minimi autorizzativi delle strutture di riabilitazione territoriale. Indirizzi applicativi) è stata data attuazione alla deliberazione della Giunta regionale 13 ottobre 2023, n. 33/10 del (Sostituzione allegato 1 della deliberazione n. 31/117 del 29.9.2023, concernente “Rideterminazione delle tariffe della riabilitazione territoriale. Sostituzione dell’allegato 5 della deliberazione n. 3/32 del 27.1.2023 e dell’allegato 5 della deliberazione n. 7/3 del 26.2.2020 e rideterminazione del tetto di spesa”), prevedendo dal 1° gennaio 2026 la modifica della ripartizione sopra indicata in 70 per cento quota sanitaria e 30 per cento quota sociale senza contestualmente modificare, adeguandoli, i tetti di spesa della quota sanitaria;
CONSIDERATO che:
– la mancata coerenza tra la nuova ripartizione tariffaria e i tetti di spesa configura un evidente squilibrio strutturale del sistema di finanziamento;
– tale squilibrio rischia di scaricare sulle strutture accreditate costi non sostenibili, mettendone a repentaglio la sopravvivenza;
– per garantire la continuità del servizio e la sostenibilità economica della struttura si rende necessario un incremento dei tetti di spesa di almeno euro 850.000, oltre a circa euro 350.000 per consentire la piena occupazione dei posti disponibili;
– il venir meno di tali servizi determinerebbe un aggravio complessivo per il sistema sanitario e sociale regionale, oltre che un danno umano incalcolabile;
RILEVATO che:
– la struttura Ge.Na., punto di riferimento nel Nord Sardegna per l’assistenza ai pazienti con disabilità psichica e disturbi dello spettro autistico, evidenzia una perdita prospettica pari a euro 831.142,86;
– la stessa struttura vanta crediti nei confronti di ARES per oltre euro 500.000, cui si aggiungono circa euro 420.000 relativi alle prestazioni in corso di fatturazione per il mese di marzo 2026;
– le risorse disponibili consentirebbero una autonomia finanziaria limitata a circa due mesi, con il concreto rischio di azzeramento delle casse e conseguente impossibilità di garantire la continuità dei servizi;
EVIDENZIATO con particolare forza che:
– la Ge.Na. rappresenta non solo una struttura sanitaria, ma un presidio sociale fondamentale per l’intero territorio del Nord Sardegna;
– essa accoglie attualmente 69 pazienti in regime residenziale, per la maggior parte segnalati dai servizi sociali territoriali, garantendo percorsi assistenziali complessi, continuativi e altamente specializzati;
– eroga, inoltre, attività diurna convenzionata con migliaia di accessi annui, offrendo un supporto indispensabile alle famiglie, spesso lasciate sole nella gestione di situazioni di grave fragilità;
– impiega oltre cento operatori tra personale sanitario, educativo e assistenziale, rappresentando anche una realtà occupazionale significativa per il territorio;
– la eventuale riduzione o interruzione dei servizi determinerebbe conseguenze gravissime per i pazienti, che vedrebbero compromessi percorsi terapeutici delicati e costruiti nel tempo, per le famiglie, che si troverebbero prive di un sostegno essenziale e, non ultimo, per il sistema pubblico che non dispone di alternative immediate in grado di assorbire tale domanda assistenziale;
– la struttura dispone, inoltre, di ulteriori posti letto accreditati non utilizzati per carenza di copertura economica, pur in presenza di liste d’attesa e bisogni crescenti essendo stata accreditata e convenzionata per 75 posti letto;
CONSIDERATO, infine, che:
– la mancata coerenza tra la nuova ripartizione tariffaria e i tetti di spesa configura un evidente squilibrio strutturale del sistema di finanziamento;
– tale squilibrio rischia di scaricare sulle strutture accreditate costi non sostenibili, mettendone a repentaglio la sopravvivenza;
– per garantire la continuità del servizio e la sostenibilità economica della struttura si rende necessario un incremento dei tetti di spesa di almeno euro 850.000, oltre a circa euro 350.000 per consentire la piena occupazione dei posti disponibili;
– il venir meno di tali servizi determinerebbe un aggravio complessivo per il sistema sanitario e sociale regionale, oltre che un danno umano incalcolabile;
ATTESO che, in sede di audizione presso la Sesta Commissione permanente, in data 7 aprile 2026, il Direttore generale di ARES:
– ha evidenziato che la competenza sull’accreditamento e sull’attribuzione dei tetti di spesa è dell’Assessorato regionale, il quale determina impatti economico-finanziari significativi quando modifica le tariffe o la ripartizione tra quota sanitaria e sociale a parità di tetto complessivo;
– ha stimato il differenziale di spesa generato dalla nuova incidenza delle quote per il solo livello riabilitativo “tre”: fabbisogno aggiuntivo tra i 4,5 e i 5 milioni di euro per il 2026 a livello regionale;
– ha ribadito che ARES è tenuta ad applicare le regole vigenti, inclusa la richiesta di note di credito per prestazioni due erogate oltre i limiti di accreditamento o ritenute non appropriate;
– ha concluso affermando che l’unica soluzione strutturale è trovare una copertura finanziaria per il gap creatosi e che tale decisione spetta alla politica;
chiede di interrogare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale per sapere:
1) se siano pienamente a conoscenza della gravità della situazione economico-finanziaria della struttura Ge.Na. e del rischio concreto di interruzione dei servizi entro breve termine;
2) quali siano le motivazioni per cui, a fronte della modifica della ripartizione tariffaria (70 per cento sanitaria e 30 per cento sociale), non sia stato adeguato contestualmente il tetto di spesa complessivo;
3) se intendano intervenire con urgenza per adeguare i tetti di spesa per l’anno 2026, al fine di garantire equilibrio economico e continuità assistenziale;
4) quali iniziative urgenti intendano adottare per assicurare il pagamento tempestivo dei crediti maturati dalle strutture accreditate nei confronti di ARES;
5) se sia prevista una revisione complessiva del sistema di finanziamento delle prestazioni riabilitative e sociosanitarie, al fine di evitare il ripetersi di situazioni analoghe;
6) quali misure intendano adottare per salvaguardare:
– i pazienti fragili attualmente in carico alla struttura;
– le famiglie coinvolte;
– i livelli occupazionali degli operatori;
7) se non ritengano necessario attivare un tavolo urgente con le strutture accreditate per ridefinire in modo equo e sostenibile i criteri di finanziamento del settore.
Cagliari, 9 aprile 2026